Spedizione in Italia sempre gratuita
  • Acquista
  • Vendi
  • Blog
  • About Thefinitive
  • Articoli Venduti

‚ĚĆūüôĀFoulard DALMAZIA ITALIANA 1915 1918 Patto di Londra

1,00

Foulard propagandistico nazionalista, con slogan EVVIVA LA DALMAZIA ITALIANA¬† , e stemma dalmata. Foulard in cotone, incorniciato e sotto vetro, il tutto in perfetto stato. Misure circa cm.36×36

(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)

 

 

Esaurito

Garanzia di un pagamento sicuro

Descrizione

Foulard propagandistico inneggiante alla vittoria nella Prima Guerra Mondiale, EVVIVA LA DALMAZIA ITALIANA¬† , che al termine del conflitto, in base al Patto di Londra del 1915 avrebbe dovuto essere annessa all’Italia. Da qui la disattesa del patto, e la Vittoria Mutilata dell’Italia, con le conseguenti vicende dannunziane della Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume) e le azioni su Zara. Tale foulard rappresenta quindi un cimelio particolarmente raro, mai usato, e conservato da un esule dalmata che negli anni nutr√¨ la speranza di un cambiamento dei destini della propria terra.

Il foulard in cotone, riporta stampato in policromia il simbolo della Dalmazia, lo scudo a sfondo azzurro avente tre teste coronate di leone ruggente, con lo slogan EVVIVA LA DALMAZIA ITALIANA , il tutto incorniciato nel tricolore italiano, ed in cima il simbolo reale di casa Savoia con il collare dell’Annunziata ed il motto reale FERT. Foulard sotto vetro, il tutto in perfetto stato.

 

MATERIALE ……. :¬† cotone stampato

DIMENSIONI ……:¬† cm. 36 x 36

MARCHIO ………..:¬†

 

NOTIZIE

Dopo la guerra, in base al¬†Patto di Londra con cui aveva negoziato la propria entrata in guerra, l’Italia avrebbe dovuto ottenere la Dalmazia settentrionale incluse le citt√† di Zara, Sebenico e Tenin. Tuttavia, in base al principio della nazionalit√† propugnato dal presidente statunitense Woodrow Wilson, la Dalmazia venne annessa al neocostituito Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, con l’eccezione di Zara (a maggioranza italiana) e dell’isola di Lagosta, che con altre isole (Cherso e Lussino) vennero annesse all’Italia. (Questo foulard inneggia alla Dalmazia italiana , 1915)

Al termine del conflitto 1915-1918 , molti italiani dalla Dalmazia emigrarono in Italia, specialmente a Zara, unica citt√† dalmata annessa all’Italia da cui presumibilmente il foulard Dalmazia Italiana. Tra il 1918 e il 1921 la comunit√† italiana della Dalmazia sub√¨ rappresaglie, ma in seguito alle convenzioni di Nettuno stipulate tra l’Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni godette di protezioni come minoranza linguistica, anche se rimasero spesso sulla carta.

Negli anni venti la Dalmazia iugoslava divent√≤ teatro di scontri tra il movimento autonomista croato, connesso alla figura di¬†Stjepan Radińá, e le forze centraliste legate alla politica serba dei governi di Belgrado (ORJUNA). Al contrario, nella Dalmazia italiana si ebbe un notevole sviluppo economico favorito dagli aiuti economici con matrice politico-propagandistica voluti dal¬†Fascismo.

Nel¬†1939, alla¬†Croazia¬†fu concessa un’ampia autonomia politica; l’intera Dalmazia iugoslava (salvo le bocche di Cattaro) fu unita alla¬†Banovina della Croazia¬†con sede a Zagabria. Questa entit√† politica ebbe per√≤ corta vita, a causa della conquista della¬†Iugoslavia¬†da parte dell’Italia e della Germania nell’aprile 1941.

Nell’aprile del¬†1941, il¬†Regno di Jugoslavia, fu occupato dalle¬†potenze dell’Asse. Viene istituito il Commissariato Civile della Dalmazia (Mussolini incarica Commissario Civile Athos Bartolucci). Quasi tutta la parte costiera della Dalmazia settentrionale (con tutti i principali centri urbani, come¬†Spalato¬†e¬†Sebenico) fu annessa al¬†Regno d’Italia, mentre il resto venne annesso al neocostituito¬†Regno di Croazia, dominato dagli¬†ustascia¬†di¬†Ante Pavelińá. Quest’ultimo offr√¨ il trono del giovane stato a un membro della Casa Savoia,¬†Aimone, il quale, pur senza rifiutarlo, non ne prese mai possesso.

Mussolini creò il Governatorato di Dalmazia, che includeva:

  • la¬†provincia di Zara¬†che comprendeva il comune di¬†Zara¬†e il suo entroterra ingrandito con¬†Tenin, pi√Ļ le isole dalmate davanti a Zara che passarono sotto sovranit√† italiana.
  • la¬†provincia di Spalato¬†(1941-1943), che comprendeva le citt√† di¬†Spalato,¬†Tra√Ļ¬†e¬†Sebenico¬†con il loro entroterra, pi√Ļ le isole della¬†Solta¬†(meno dunque la¬†Brazza) e le altre¬†Lissa,¬†Curzola,¬†Lagosta,¬†Cazza,¬†Pelagosa¬†(queste ultime tre scorporate alla¬†Provincia di Zara¬†alla quale appartenevano dal¬†1920) e¬†Meleda.
  • la¬†provincia di Cattaro¬†(1941-1943), che comprendeva i centri di¬†Cattaro,¬†Perasto,¬†Castelnuovo¬†con un piccolo entroterra (circa 600¬†km¬≤), seguendo grosso modo i vecchi limiti veneziani ed austriaci, pi√Ļ l’isola di¬†Saseno, di fronte alle coste dell’Albania¬†vicino a¬†Valona, quest’ultima scorporata dalla¬†Provincia di Zara¬†di cui faceva parte dal¬†1920.

Le isole di Veglia ed Arbe passarono alla provincia di Fiume.

Gi√† dalla fine del¬†1941, nella Dalmazia (italiana e croata) si innesc√≤ una spaventosa e crudele guerra civile, che raggiunse livelli di massacro nell’estate¬†1942. Contro le atrocit√† commesse dal regime¬†ustascia, tanto contro i¬†serbi¬†e gli¬†ebrei¬†che contro gli oppositori (o presunti oppositori) croati, si sollev√≤ sia la resistenza partigiana a guida di¬†Tito, plurietnica e comunista, sia varie fazioni nazionalistiche e monarchiche serbe (i¬†cetnici). A loro volta i Titini ed i cetnici perpetrarono crimini contro la popolazione civile croata che appoggiava i fascisti croati di¬†Ante Pavelińá. Numerosi¬†crimini di guerra¬†furono commessi da tutte le parti in causa, dai tedeschi ai partigiani comunisti.

A causa dell’annessione della Dalmazia costiera all’Italia, cominciarono a crescere le tensioni tra il regime¬†ustascia¬†e le forze d’occupazione italiane; venne perci√≤ a formarsi, a partire dal¬†1942, un’alleanza tattica tra le forze italiane e i vari gruppi cetnici. Gli italiani incorporarono i cetnici nella¬†Milizia volontaria anticomunista¬†(MVAC) per combattere la resistenza titoista, provocando fortissime tensioni con il regime¬†ustascia. Lo stesso¬†Mussolini¬†propose di annettere al¬†Regno d’Italia¬†nell’estate 1942 la zona italiana della Croazia (che si trovava tra il¬†Governatorato di Dalmazia¬†e la zona tedesca della Croazia), allo scopo di allontanare gli Ustascia dalle aree italiane e calmare anche i feroci scontri e massacri tra croati, serbi e mussulmani.¬†[2]

Nel settembre del¬†1943, con la¬†capitolazione dell’Italia, la parte italiana della Dalmazia – ad esclusione di¬†Zara¬†– venne occupata dall’esercito tedesco ed annessa allo¬†Stato Indipendente di Croazia. Nella seconda met√† del¬†1944, i partigiani comunisti di¬†Josip Broz Tito, riforniti dagli alleati, liberarono dai nazisti tutta la regione. L’isola dalmata di¬†Lissa¬†divenne il quartier generale di Tito, mentre gli abitanti delle citt√† dalmate furono soggetti alla repressione da parte della polizia segreta comunista che colp√¨ ogni sorta di oppositori (e presunti oppositori) al nuovo regime comunista. Una delle principali vittime fu la comunit√† italiana: a partire dal¬†1943¬†cominci√≤ l’esodo¬†degli italiani della Dalmazia che si protrasse per parecchi anni e fu pressoch√© totale.

A partire dall’autunno 1943,¬†Zara¬†viene bombardata per ben 54 volte dagli¬†Alleati¬†su indicazioni di¬†Tito. La citt√† fu rasa al suolo, venendo chiamata la¬†Dresda¬†italiana. Nel 1944 Zara fu occupata dai partigiani di Tito (che vi massacrarono molti civili e militari italiani) e successivamente annessa alla Jugoslavia. L’esodo dalla citt√† fu pressoch√© totale, cancellando quasi totalmente il plurisecolare carattere italiano della citt√†. I circa 20.000 italiani della citt√† (che erano pi√Ļ del 90% della popolazione) furono ridotti nel 1947 a meno di un migliaio.

L’ultimo colpo alla presenza italiana avvenne nell’ottobre del 1953, quando le scuole italiane furono chiuse e gli allievi trasferiti, da un giorno per l’altro, nelle scuole croate. Si complet√≤ cos√¨ quello che alcuni storici (come il francese Michel Roux) qualificarono come la¬†pulizia etnica¬†degli Italiani in Dalmazia, usando metodi simili a quelli del Manuale¬†Cubrilovic¬†contro gli¬†Albanesi¬†della Iugoslavia.

 

Fonti Wikipedia

 

5.20

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg
Dimensioni40 × 40 × 40 cm

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “‚ĚĆūüôĀFoulard DALMAZIA ITALIANA 1915 1918 Patto di Londra”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *