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❌🙁FLECHAS Guerra Spagna CTV portasigarette Legionario ’36 ’39

1,00

Portasigarette in vermeil e niellatura appartenuto ad un legionario italiano nella Guerra di Spagna del 1936-1939, volontario nelle Flechas del  C.T.V. Corpo Truppe Volontarie

In perfette condizioni, senza danni o riparazioni, ancora con la sua fascetta elastica interna per tenere ferme le sigarette

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Descrizione

Portasigarette appartenuto ad un legionario italiano nella Guerra in Spagna, volontario nelle Flechas del  CTV (C.T.V. Corpo Truppe Volontarie ), durante il periodo 1936-1939 in cui Mussolini inviò truppe in aiuto di Francisco Franco per la Guerra Civile che era in atto nel suo paese.

Realizzato con splendida doratura vermeil, e con bellissime incisioni in niellatura, il portasigarette sulla parte frontale ha due ovali che racchiudono uno il simbolo delle FLECHAS spagnole, e l’altro un FASCIO LITTORIO , incisi sotto la scritta Recuerdo de España ed ancora impreziosito da una serie di piccoli strass applicati in mezzo ai due ovali.

Al lato destro accanto al meccanismo di apertura, sulla parte frontale, si trovano incise le iniziali di colui che fu il destinatario di questo oggetto di raffinata bellezza.

Le numerose foto rendono sicuramente l’idea di quanto importante ed affascinante sia questo portasigarette, dal gusto decisamente romantico, ricordo di un’epoca che fu

In perfette condizioni, con il meccanismo di apertura e chiusura perfettamente funzionante, senza danni o riparazioni, ancora con la sua fascetta elastica interna per tenere ferme le sigarette.

 

MATERIALE    : Argento vermeil niellato

MISURE           :

MARCHIO       : –

 

NOTIZIE

 

Informazioni storiche sull’argomento trattato in questo articolo

 

 

 

Per un breve accenno sulle Flechas del CTV nella Guerra di Spagna, il 15 gennaio 1937 a Siviglia, coi primi contingenti di volontari italiani giunti a Cadice, si costitui’ una brigata mista italo-spagnola al comando del col. Guassardo denominata “Flechas Azules” ( Frecce Azzurre ). Solo tre giorni dopo a Bajadoz si costitui’ la II brigata mista, denominata “Flechas Negras” ( Frecce Nere ) al comando del col. Piazzoni.  Il 17 febbraio la M.M.I.S. cambiò definizione in “C.T.V.” ( Comando Truppe Volontarie ) mentre la massa operativa costituì il “Corpo Truppe Volontarie”.
Il 1 agosto 1937 le due brigate miste “Frecce Nere” e “Frecce Azzurre” furono riunite nella divisione “Flechas” ( Frecce ) al comando del Generale Roatta. Il 19 giugno la Divisisone “Frecce” si sciolse e le due Brigate, piu’ tardi trasformate in divisioni, ritornarono all’antica autonomia. Le “Frecce Azzurre” rimasero sul basso Ebro mantenendo per oltre tre mesi le linee conquistate. Rientrate in Italia le Divisioni legionarie “Littorio” e “XXIII Marzo”, a partire dal 25 ottobre 1938, venne formata una terza divisione mista denominata Division Legionaria “Flechas Verdes” e costituita con elementi italiani tratti dalle altre due divisioni e battaglioni di fanteria spagnola. Nella nuova grande unità affluirono circa 1500 uomini della Divisione “Fiamme Nere-XXII Marzo”, rimasti disponibili, uomini delle Divisioni “Flechas Azules” e “Flechas Negras”, della Divisione “Volontari del Littorio” e altri di varia provenienza.
La sua composizione risultò la seguente: Comandante il Colonnello Emilio Battisti e Capo si Stato Maggiore il Colonnello Mario Pederzoli; 1° reggimento Fanteria “Flechas Verdes” articolato su tre battaglioni, 2° Reggimento Fanteria “Flechas Verdes” con la stessa composizione, due battaglioni complementi, un battaglione mitraglieri, un raggruppamento Artiglieria divisionale, un battaglione Genio, un plotone carri d’assalto, servizi vari, servizio Sanità, sezione CC.RR. e Guardias Civiles. Le tre divisioni “Frecce” furono poi protagoniste della battaglia di Catalogna, coronata con l’occupazione di Barcellona , e poi nelle azioni che portarono alla caduta di Madrid.

 

Dettagli tecnici di realizzazione del portasigarette

Il termine francese vermeil (pronuncia: vermèei, dal francese “vermiglio”), indica una speciale varietà di argento dorato di complessa realizzazione. Le caratteristiche richieste per questo materiale sono una base di argento sterling, rivestita da una placcatura in oro ad almeno 10 carati e dello spessore di almeno 1 micron e mezzo. È però comune l’utilizzo di oro a 14 carati, con spessori superiori. L’affinità chimica fra argento ed oro conferisce alla placcatura buone doti di resistenza. Attualmente la placcatura è ottenuta per elettrolisi.

Originariamente, quando questa lavorazione venne introdotta in Francia, alla metà del Settecento, veniva effettuata una doratura a fuoco. La placcatura consente di evitare i problemi legati all’ossidazione dell’argento,

Il vermeil essendo più costoso dell’argento è un materiale usato per realizzare oggetti di pregio (monili, medaglie, penne stilografiche, posate, servizi da toletta, orologi, rinfrescatoi, tabacchiere, nécessaires da viaggio, cc.). Il suo costo infatti è intermedio fra quello dei due elementi che lo costituiscono, anche se a questo si aggiunge il valore della lavorazione che è particolarmente complessa.

Il niello è una lega metallica di colore nero che include zolfo, rame, argento e spesso anche piombo, usata come intarsio nell’incisione di metalli. Il metallo inciso viene riempito con questa lega macinata lungo i tratti prodotti dall’incisione a bulino. La tecnica prende il nome di niellatura.

L’origine della decorazione a niello è attribuita agli Egizi, ma essa ebbe molta fortuna anche nel Medioevo ed è usata tutt’oggi.

Il termine deriva dal latino nigellum (“nerastro”), diminutivo di niger (“nero”).

 

Fonti Wikipedia

 

11.21

Informazioni aggiuntive

Peso,5 kg
Dimensioni20 × 20 × 20 cm

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