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❌🙁Distintivo Avanguardia Giovanile Fascista AGF – variante

1,00

Distintivo del 1921 in metallo dorato e smalti policromi per componente della  AVANGUARDIA GIOVANILE FASCISTA , AGF , organizzazione interna al PNF  (Partito Nazionale Fascista)

Modello con aggancio a spilla, variante rara per via delle ridotte dimensioni approssimative di mm.11 x 8.

In ottime condizioni.

(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)

 

 

Esaurito

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Descrizione

Distintivo del 1921 in metallo dorato e smalti policromi per componente della neonata AVANGUARDIA GIOVANILE FASCISTA , AGF , antecedente ai Fasci Giovanili di Combattimento , FGC , organizzazione interna al PNF  (Partito Nazionale Fascista)

Variante a spilla, e dimensioni ridotte, circa mm. 11 x 8 , come evidenziato dalla seguente foto di comparazione

 

Senza marchio, distintivo AGF per Avanguardia Giovanile Fascista è realizzato in metallo dorato, con smalti policromi su tre bande verticali Verde, Bianco e Rosso a rappresentare il tricolore italiano, con la sigla AGF Avanguardia Giovanile Fascista in smalto dorato, con al centro un fascio littorio del primo tipo con scure in testa. In alto a sinistra, troviamo una STELLA smaltata in colore dorato, ad indicare il grado o l’incarico assegnato al destinatario di questo distintivo (comitato centrale, giunta esecutiva, segreteria, componente).  Piedino al retro per permettere l’inserimento all’occhiello della giacca.

 

MATERIALE     :  Metallo smaltato policromo

MISURE             :  mm.11 x 8

MARCHIO         :  –

 

NOTIZIE

L’ Avanguardia Giovanile Fascista, abbreviata AGF , fu un’organizzazione giovanile del Partito Nazionale Fascista.

 

Statuto Regolamento del Partito del 1921

SCHEMA DI STATUTO
PER LE SEZIONI DELL’AVANGUARDIA
GIOVANILE FASCISTA

Art.1

Il Partito Nazionale Fascista, allo scopo di inquadrare le forze giovani, che sono spiritualmente attratte nell’orbita della sua azione e della sua propaganda, delibera l’istituzione dell’ “Avanguardia Giovanile Fascista”.
Le Sezioni dell’Avanguardia Giovanile Fascista tendono a fiancheggiare l’opera dei Fasci e ad avviare i giovani verso lo studio dei problemi che interessano la vita e lo sviluppo della Nazione.

Art.2

Resta stabilito pertanto che, nel piĂš breve termine possibile, ogni Fascio provvederĂ  a costruire nell’orbita della propria giurisdizione, l’Avanguardia Giovanile Fascista, formando il primo nucleo con tutti i fascisti che abbiano compiuto il quindicesimo anno di etĂ  e non abbiano superato il diciottesimo.

Art.3

I Fasci impossibilitati a costituire questo primo nucleo per la mancanza di elementi aventi l’etĂ  prescritta, dovranno subito sviluppare un’ intensa opera di propaganda per la raccolta delle adesioni e iniziare quindi l’organizzazione degli iscritti.

Art.4

In considerazione di quanto è stabilito nella prima parte dell’Art.2, la Direzione del Partito Nazionale Fascista delibera che tutte le Sezioni ancora esistenti delle “Avanguardie Studentesche” debbano senz’altro trasformarsi in “Avanguardie Giovanili Fasciste”.

Art.5

Le Sezioni dell’Avanguardia Giovanile Fascista dovranno essere costituite e funzionare sulle basi che regolano la costituzione e il regolamento dei Fasci. Lo stesso schema di Statuto, opportunamente adattato, avrĂ  valore per le Sezioni giovanili, intendendo che di esse potranno far parte soltanto i giovani dai 15 ai 18 anni di etĂ .

Art.6

In via eccezionale, e con l’approvazione, caso per caso, del Direttorio dei fasci locali, potranno far parte delle Avanguardie Giovanili Fasciste anche i fascisti che abbiano superato i 18 anni di etĂ , onde essi possano portare nell’organizzazione giovanile il loro contributo di esperienza, di capacitĂ , di serietĂ , allo scopo di inquadrare opportunamente i piĂš giovani.

Art.7

Il Direttorio dell’Avanguardia giovanile dipenderĂ  dal Direttorio del Fascio locale. Il Segretario dell’Avanguardia giovanile parteciperĂ  alle riunioni del Direttorio del Fascio locale ogni qualvolta si tratterĂ  di argomenti interessantil’organizzazione giovanile.

Art.8

Le Avanguardie giovanili fasciste vivranno del contributo dei rispettivi iscritti e degli eventuali sussidi concessi dai Fasci locali. La gestione amministrativa dell’Avanguardia, che sarĂ  tenuta da un Segretario amministrativo espresso dal Direttorio, dovrĂ  essere controllata dal Direttorio del Fascio locale.

Art.9

Per quanto riguarda l’organizzazione nazionale e il funzionamento di essa, vengono costituiti i seguenti organi :
a) un Comitato Centrale. – Il Comitato Centrale viene eletto dal Congresso Nazionale delle Avanguardie, e si riunisce normalmente ogni sei mesi. Lo compongono tanti rappresentanti quante sono le regioni in cui abbiano almeno dieci Avanguardie regolarmente costituite e funzionanti.
b) una Giunta Esecutiva. – La Giunta Esecutiva è composta di sette membri, scelti fra gli appartenenti all’Avanguardia di quella cittĂ  dove risiede la Direzione del Partito Nazionale Fascista. I componenti la Giunta Esecutiva fanno parte di diritto del Comitato Centrale delle Avanguardie. La Giunta si raduna almeno una volta a quindicina.
c) un Ufficio di Segreteria. – L’Ufficio di Segreteria è composto da un Segretario Generale, da un impiegato addetto all’amministrazione ed eventualmente da un Vice-Segretario. Essi saranno designati dal Comitato Centrale delle Avanguardie e nominati ufficialmente dalla Direzione del Partito Nazionale Fascista.
L’Ufficio di Segreteria delle Avanguardie ha sede presso la Segreteria generale del partito, e funzionerĂ  sotto il diretto controllo di essa.

Art.10

Il Comitato Centrale rappresenta l’organo dirigente le Avanguardie, quale espressione diretta della volontĂ  degli avanguardisti i quali, eleggendolo, delegano ad esso tutti i poteri nell’ambito delle direttive e degli scopi determinati dalle deliberazioni del Congresso e compresi nel quadro generale dell’attivitĂ  del Partito Nazionale Fascista.

Art.11

La Giunta Esecutiva curerĂ , per mezzo dell’Ufficio Segreteria, l’organizzazione nazionale delle Sezioni ed il loro coordinamento ed emanerĂ  tutte le disposizioni tendenti all’armonizzazione del movimento ed al suo sviluppo.

Art.12

Il Segretario generale delle Avanguardie parteciperĂ  alle adunanze del Comitato Centrale del Partito e avrĂ  voto deliberativo su tutti gli argomenti interessanti l’organizzazione giovanile.

Art.13

E’ istituito un distintivo speciale di cui dovranno fregiarsi tutti gli iscritti alle Avanguardie. Viene pure istituita per gli avanguardisti una speciale tessera. Distintivi e tessere verranno distribuiti dall’Ufficio Segreteria delle Avanguardie alle Sezioni giovanili che ne faranno richiesta previo importo anticipato.

Il presente schema di Statuto è provvisorio ed avrà vigore fino alla convocazione del Congresso delle Avanguardie giovanili fasciste.

 

La prima organizzazione giovanile fascista era nata nel 1919 e all’interno dei singoli fasci: le Avanguardie giovanili studentesche. Era stato poi Michele Bianchi a organizzare nel 1921, all’interno del neonato PNF, il movimento giovanile del partito, denominandola come dalla sigla del distintivo AGF , Avanguardia Giovanile Fascista e confluita nel 1926 nell’Opera Nazionale Balilla.

I fasci giovanili di combattimento furono costituiti dal Gran consiglio del fascismo l’8 ottobre 1930 (dove prende corpo il nuovo simbolo come da questo distintivo dei Fasci Giovanili di Combattimento) per completare l’inquadramento formativo dei ragazzi e delle ragazze dai 18 ai 21 anni, non piĂš di competenza dell’Opera Nazionale Balilla. I ragazzi (avanguardisti) e le ragazze (giovani fasciste) dovevano ogni sabato partecipare al sabato fascista, continuando l’istruzione premilitare marciando in piazza o negli spazi a loro riservati dai gruppi rionali fascisti.

 

Partito Nazionale Fascista

Il Partito Nazionale Fascista (P.N.F.) è stato un partito politico italiano, espressione del movimento fascista.

Nato nel 1921 dalla trasformazione in partito del movimento Fasci italiani di combattimento, guidò la cosiddetta marcia su Roma che nell’autunno del 1922 portò Benito Mussolini a divenire presidente del Consiglio dei ministri.

Nel 1923 si fuse con l’Associazione Nazionalista Italiana e tra la metĂ  e la fine degli anni 1920 diventò, prima de facto e poi de iure, il partito unico del Regno d’Italia fino alla caduta del regime fascista, avvenuta il 25 luglio del 1943.

L’organo ufficiale del partito era Il Popolo d’Italia, quotidiano fondato da Mussolini nel 1914. L’inno era Giovinezza, nella versione di Salvator Gotta del 1925, qualificato come Inno trionfale del Partito Nazionale Fascista. La legge 20 giugno 1952, n. 645 (detta ÂŤlegge ScelbaÂť), in attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, ne vieta la ricostituzione

Il PNF fu dunque fondato a Roma il 9 novembre 1921 per iniziativa di Benito Mussolini come evoluzione in partito del movimento dei Fasci Italiani di Combattimento – fondati, sempre da Mussolini, a Milano, in piazza San Sepolcro, il 23 marzo 1919. Come movimento giovanile si dotò nel 1921 dell’Avanguardia Giovanile Fascista. Rispetto ai Fasci, il PNF abbandonò, via via che si consolidava al potere, gli ideali socialisteggianti e repubblicani per virare decisamente verso la destra dello scacchiere politico italiano.

Conquista del potere

Dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, Mussolini, che era stato eletto parlamentare l’anno precedente insieme ad altri esponenti fascisti, fu incaricato dal re Vittorio Emanuele III di formare un nuovo governo sostenuto da una maggioranza composta anche dal Partito Popolare Italiano e da altri gruppi di estrazione liberale. Il 15 dicembre 1922 fu costituito il Gran Consiglio del Fascismo, organo supremo del Partito Nazionale Fascista, che tenne la sua prima seduta il 12 gennaio 1923.

Regime

Alle elezioni politiche dell’aprile 1924, il PNF si presentò con la Lista Nazionale, in cui erano inseriti diversi esponenti della destra liberale. Ci furono violenze squadriste e fu impiegata in alcune regioni una “lista civetta”, la Lista Nazionale bis, volta a drenare ulteriori voti. Il “Listone” ottenne una netta maggioranza con il 65,2% dei voti e 376 deputati (di cui 275 del PNF). Tali risultati furono però duramente contestati dalle opposizioni, che denunciarono numerose irregolaritĂ . In tale quadro, il deputato Giacomo Matteotti, dopo aver denunciato brogli in parlamento, venne ucciso da estremisti fascisti. La vicenda ebbe seguito il 3 gennaio 1925, quando Mussolini, con un discorso alla Camera dei deputati, dichiarò provocatoriamente di assumersi la responsabilitĂ  storica di quanto accaduto, promettendo di chiarire la situazione nei giorni immediatamente seguenti. In sede giudiziaria, sia all’epoca dei fatti, sia nel secondo dopoguerra, non fu mai provato alcun coinvolgimento diretto del Duce o di altri gerarchi nell’organizzazione del delitto: tesi sostenuta anche da alcuni storici e dal giornalista Indro Montanelli, per i quali le responsabilitĂ  di Mussolini furono solo di natura morale. La crisi seguita all’omicidio di Matteotti, che era parsa far vacillare la presa di Mussolini e del fascismo, fu invece abilmente sfruttata dal duce per avviare la dittatura.

Dopo l’emanazione nel 1926 delle cosiddette leggi fascistissime il PNF fu l’unico partito ammesso in Italia fino al 25 luglio 1943, e dotandosi di un proprio statuto. Il Gran Consiglio del Fascismo divenne organo costituzionale del Regno: “organo supremo, che coordina e integra tutte le attivitĂ  del regime sorto dalla rivoluzione dell’ottobre 1922”. Il Gran Consiglio deliberava sulla lista dei deputati da sottoporre al corpo elettorale (poi sostituiti dai consiglieri nazionali della Camera dei Fasci e delle Corporazioni); sugli statuti, gli ordinamenti e le direttive politiche del Partito Nazionale Fascista; sulla nomina e la revoca del Segretario, dei Vicesegretari, del Segretario amministrativo e dei membri del Direttorio nazionale del Partito Nazionale Fascista. Le iscrizioni al Partito aumentarono a dismisura quando, il 29 marzo 1928, si decise che gli iscritti al PNF avrebbero avuto la precedenza nelle liste di collocamento (piĂš antica era l’affiliazione, piĂš si “scalavano” le graduatorie).

Quasi due anni esatti dopo, il 28 marzo 1930, si decretò che per poter svolgere gli incarichi scolastici di alto livello (presidi e rettori) bisognava essere tesserati almeno da cinque anni. Il 3 marzo del 1931 le iscrizioni furono sospese per circa un anno; questo dato fa intuire che molte furono le adesioni al Partito Fascista dettate esclusivamente da interesse: contro di esse si mosse il segretario Giovanni Giuriati, attivista anti-corruzione che, forse proprio per questa spinta “moralizzatrice”, venne destituito dal Duce dopo pochi mesi. Un ruolo educativo fu proprio dall’Istituto Fascista di Cultura, attualmente UniversitĂ  Popolare degli studi di Milano, che fu convertita da UniversitĂ  Popolare di Milano a Scuola Fascista, che durante tutto il periodo diede formazione e cultura fascista.

Nel 1930 furono creati i Fasci giovanili di combattimento (vedi questo distintivo dei Fasci Giovanili di Combattimento). Gli anni Trenta furono caratterizzati dalla segreteria di Achille Starace, “fedelissimo” di Mussolini e uno dei pochi gerarchi fascisti provenienti dal sud Italia, che lanciò una campagna di fascistizzazione del paese fatta di cerimonie oceaniche e creazione di organizzazioni volte a inquadrare il paese e il cittadino in ogni sua manifestazione (sia pubblica sia privata). Al fine di irregimentare anche i movimenti giovanili Starace portò sotto il controllo diretto del PNF sia l’Opera Nazionale Balilla (ONB) sia i Fasci Giovanili che furono sciolti e fatti confluire nella nuova GioventĂš Italiana del Littorio (GIL dal quale prosegue il simbolo del distintivo dei Fasci Giovanili di Combattimento).

Il 27 maggio 1933 l’iscrizione al PNF è dichiarata requisito fondamentale per il concorso a pubblici uffici; il 9 marzo 1937 diventa obbligatoria se si vuole accedere a un qualunque incarico pubblico e dal 3 giugno 1938 (Regio decreto n. 827) non si può essere assunti nel personale salariato statale nĂŠ si possono avere promozioni all’interno di questo personale se non si ha la tanto conclamata tessera: è chiaro quindi che gli iscritti si contino a milioni ma che tra questi i “tiepidi” e i “freddi” verso il regime siano moltissimi. Nel 1939 Ettore Muti avvicenda Starace alla guida del partito e tale fatto testimonia l’aumento dell’influenza di Galeazzo Ciano.

A partire dal 1937 il segretario nazionale del PNF assurse a rango di ministro di Stato. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale Mussolini tenta di militarizzare il partito ordinando il giorno di Capodanno del 1941 la mobilitazione generale di tutti i quadri del PNF. Nel periodo in cui le operazioni belliche volgono verso il peggio, in molti perdono la fiducia verso il regime fascista: anche nell’organo politico principale monta una critica, seppur latente e oscura, a cui il Duce tenta di dare una spallata nominando il ventisettenne Aldo Vidussoni segretario del PNF (26 dicembre 1941). La mossa, dettata dal fatto che i giovani sono rimasti i piĂš accesi sostenitori del governo, si rivela catastrofica e il 19 aprile 1943 il giovane friulano viene sostituito da Carlo Scorza.

Scioglimento

Il 27 luglio 1943, in seguito alla votazione dell’ordine del giorno Grandi (25 luglio), Mussolini venne arrestato dai Reali Carabinieri, decretando di fatto la fine del regime fascista. Lo scioglimento del PNF da parte del nuovo governo di Pietro Badoglio avvenne il 2 agosto 1943 con il regio decreto n.704, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno il 5 agosto successivo.

Liberato dai tedeschi il 10 settembre, Mussolini costituĂŹ il 13 settembre il nuovo Partito Fascista Repubblicano (PFR) e costituĂŹ la Repubblica Sociale Italiana (RSI), nella parte d’Italia occupata dai tedeschi. Segretario del PFR fu nominato il 15 settembre Alessandro Pavolini. A Milano era giĂ  stato ricostituito il 13 settembre da Aldo Resega, che ne fu anche il primo commissario federale. Il PFR cessò la sua esistenza con la morte di Mussolini e con la fine della RSI, il 28 aprile del 1945

Fonti varie Wikipedia , web

8.20

Informazioni aggiuntive

Peso,5 kg
Dimensioni20 × 20 × 20 cm

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