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‚ĚĆūüôĀRegia Marina CACCIATORPEDINIERE Medaglia – RCT EURO

1,00

Medaglia in argento , Regia Marina , Cacciatorpediniere EURO¬†, siglata S.J. Stefano Johnson , Milano. Bollo 800 dell’argento, sulla cambretta ad anellino in alto.

In ottime condizioni, con bella patina del tempo, misura circa mm.27 di diametro.

 

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Descrizione

Medaglia in argento , Regia Marina , per il Cacciatorpediniere EURO¬†, siglata S.J. Stefano Johnson , Milano.¬† La rappresentazione grafica , riporta la figura mitologica greca di Euro, vento caldo che nasce dalle coste africane, raffigurato con un profilo di un giovane che soffia energicamente ed il motto RAPIDO VELOCIOR EURO¬† (pi√Ļ veloce dell’impetuoso euro), e dalla nave vera e propria che solca i mari, con la didascalia¬† R.C.T. EURO . La medaglia √® siglata S.J. , Stefano Johnson , e porta il bollo 800 dell’argento, sulla cambretta ad anellino in alto.

Medaglia in ottime condizioni, con bella patina del tempo.

 

MATERIALE     :  Bronzo

MISURE             :  mm.27 circa diametro , peso gr. 8 circa

MARCHIO         :  S.J.

NOTIZIE

L’Euro¬†√® un vento variabile prevalentemente locale e spira saltuariamente all’aurora. √ą un vento relativamente moderato che muovendosi dalle coste africane arriva a lambire le coste ioniche, portando con s√© aria calda. √ą chiamato anche¬†Levante. Nella¬†mitologia greca¬†Euro (in greco:őēŌćŌĀőŅŌā) era di solito effigiato avvolto in un grande mantello ed era figlio di¬†Astreo¬†e della dea greca¬†Eos, annunciatrice del giorno. La Dea, definita da¬†Omero”dalle rosee dita” si alzava ogni mattina assai presto dal suo letto portando cos√¨ la luce del giorno agli uomini.

Storia

Nel 1932 il Cacciatorpediniere EURO fu tra le prime unit√† della Regia Marina a ricevere una¬†centralina di tiro¬†di tipo ¬ęGalileo-Bergamini¬Ľ, progettata dall’allora¬†capitano di vascello Carlo Bergamini.

Dal 1935 al 1937 si trovò in riserva.

Prese parte alla guerra civile spagnola per contrastare i rifornimenti destinati alle truppe spagnole repubblicane.

Nel 1938 fu schierato in Libia e in particolare in Cirenaica.

All’ingresso dell’Italia¬†nella¬†seconda guerra mondiale¬†apparteneva, insieme ai gemelli¬†Turbine,¬†Nembo¬†e¬†Aquilone, alla I Squadriglia Cacciatorpediniere basata a¬†Tobruk.

Il 5 luglio 1940 era ormeggiato nel¬†porto¬†di¬†Tobruch¬†quando, a partire dalle 20.20, tale base fu attaccata da¬†aerosiluranti¬†britannici: un¬†siluro¬†colp√¨ l‚ÄôEuro, che perse la prua e dovette essere portato a posarsi su bassifondali¬†(nel medesimo attacco fu affondato anche il gemello¬†Zeffiro). Recuperato e sommariamente riparato, fu trainato a¬†Palermo¬†nell’ottobre 1940, da l√¨ rimorchiato a¬†Taranto¬†e quindi sottoposto a lavori di grandi riparazioni, tornando in efficienza solo nel marzo 1941.

Il 1¬ļ aprile 1941 salp√≤ da Napoli diretto a Tripoli, di scorta ‚Äď insieme ai cacciatorpediniere¬†Baleno¬†e¬†Tarigo¬†ed alle torpediniere¬†Polluce¬†e¬†Partenope¬†‚Äď a un¬†convoglio¬†composto dai¬†trasporti truppe¬†Esperia,¬†Conte Rosso,¬†Marco Polo¬†e¬†Victoria: le navi giunsero a destinazione l’indomani.

Il 30 aprile appartenne, insieme al cacciatorpediniere¬†Gioberti¬†ed alle torpediniere¬†Castore,¬†Procione¬†ed¬†Orione, alla scorta di un convoglio formato dai trasporti¬†Birmania,¬†Marburg,¬†Reichenfels,¬†Rialto¬†e¬†Kybfels¬†in navigazione da¬†Augusta¬†e¬†Messina¬†per la Libia carichi di rifornimenti per l’Afrika Korps; sebbene attaccato da¬†aerei¬†e¬†sommergibili¬†il 1¬ļ maggio, il convoglio non sub√¨¬†danni.

Dal 5 al 7 maggio scortò, insieme al cacciatorpediniere Fulmine ed alle torpediniere Procione, Cigno, Orsa, Centauro e Perseo, un convoglio composto dai piroscafi Marburg, Kybfels, Rialto, Reichenfels e Marco Polo sulla rotta per Tripoli.

Il 16 maggio salpò da Napoli di scorta, insieme ai cacciatorpediniere Turbine, Folgore, Fulmine e Strale, ad un convoglio composto dai piroscafi Preussen, Sparta, Capo Orso, Motia e Castelverde e dalla nave cisterna Panuco (si aggiunse poi la nave cisterna Superga): le navi giunsero a destinazione il 21, nonostante una collisione tra il Preussen e la Panuco ed un infruttuoso attacco del sommergibile HMS Urge al Capo Orso ed alla Superga.

Il 21 luglio fece parte della scorta (insieme a¬†Folgore,¬†Fulmine¬†e¬†Saetta) di un convoglio composto dai piroscafi¬†Maddalena Odero,¬†Nicol√≤ Odero,¬†Caffaro¬†e¬†Preussen¬†in rotta¬†Napoli-Tripoli, cui poi si aggiunsero la nave cisterna¬†Brarena, il cacciatorpediniere¬†Fuciliere¬†e la torpediniera¬†Pallade:¬†aerosiluranti¬†Fairey Swordfish¬†dell’830¬į Squadron britannico attaccarono le navi l’indomani al largo di¬†Pantelleria, affondando il¬†Preussen¬†e la¬†Brarena.

Il 17 agosto appartenne, insieme ai cacciatorpediniere Freccia e Dardo ed alle torpediniere Procione, Pegaso e Sirtori, alla scorta di un convoglio composto dai trasporti Maddalena Odero, Nicolò Odero, Caffaro, Giulia, Marin Sanudo e Minatitlan; il sommergibile olandese O 23 silurò il Maddalena Odero che fu poi finito da aerei il 18, mentre rientrava a Lampedusa sotto la scorta delle torpediniere Pegaso e Sirtori, mentre le altre unità arrivarono a Tripoli il 19.

Il 26-29 agosto fece parte ‚Äď insieme al cacciatorpediniere¬†Oriani¬†e alle torpediniere¬†Procione,¬†Orsa¬†e¬†Clio¬†‚Äď della scorta di un convoglio formato dai piroscafi¬†Ernesto¬†ed¬†Aquitania, dalla motonave¬†Col di Lana¬†e dalla nave cisterna¬†Pozarica, in navigazione da Napoli a Tripoli; il 27 il convoglio fu attaccato due volte dal sommergibile HMS¬†Urge, che manc√≤ la¬†Pozarica¬†ma danneggi√≤ l‚ÄôAquitania¬†(che dovette rientrare a¬†Trapani¬†assistito dall‚ÄôOrsa), eludendo poi la reazione della¬†Clio; le altre navi giunsero a destinazione il 29.

Il 2 ottobre salp√≤ da Napoli per scortare ‚Äď insieme ai cacciatorpediniere¬†Gioberti,¬†Antonio da Noli¬†ed¬†Antoniotto Usodimare, cui poi si aggiunsero le torpediniere¬†Partenope¬†e¬†Calliope¬†‚Äď un convoglio formato dai trasporti¬†Vettor Pisani,¬†Fabio Filzi,¬†Rialto¬†e¬†Sebastiano Venier; il 5 ottobre la¬†Rialto, fu affondata da aerosiluranti britannici dell’830¬į Squadron in posizione 33¬į30′ N e 15¬į53′ E (al salvataggio di 145 uomini che erano a bordo della nave provvide il¬†Gioberti).

Nella¬†mattinata¬†dell’8 novembre 1941 l’Euro¬†(al comando del¬†capitano di corvetta¬†Giuseppe Cigala Fulgosi) salp√≤ da Napoli per aggregarsi alla scorta del convoglio ¬ęDuisburg¬Ľ: tale convoglio, formato dai trasporti¬†Duisburg,¬†San Marco,¬†Sagitta,¬†Maria,¬†Rina Corrado,¬†Conte di Misurata¬†e¬†Minatitlan¬†(con a bordo in tutto 34.473 t di rifornimenti, 389 automezzi, 243 uomini) era diretto a Tripoli con la scorta dei cacciatorpediniere¬†Maestrale,¬†Grecale,¬†Libeccio,¬†Fulmine¬†ed¬†Alfredo Oriani¬†(cui si aggiungevano, come scorta indiretta, anche gli incrociatori pesanti¬†Trento¬†e¬†Trieste¬†e 4 cacciatorpediniere)). Nella notte successiva il convoglio fu attaccato e distrutto dalla Forza K¬†britannica¬†(incrociatori leggeri¬†Aurora¬†e¬†Penelope¬†e cacciatorpediniere¬†Lance¬†e¬†Lively): vennero affondati tutti i mercantili ed il¬†Fulmine, mentre il¬†Grecale¬†riport√≤ gravi danni. Nel¬†combattimento¬†l‚ÄôEuro¬†‚Äď che si trovava sul lato destro del convoglio ‚Äď fu tra le prime navi attaccate dalle unit√† britanniche: a differenza di¬†Fulmine¬†e¬†Grecale¬†(le due unit√† pi√Ļ vicine), entrambi messi fuori uso, riusc√¨ ad evitare la distruzione e si port√≤ al contrattacco, avvicinandosi alle navi nemiche e preparandosi a lanciare i siluri; a quel punto fu per√≤ ricevuto l’ordine del caposcorta,¬†capitano di vascello¬†Bisciani del¬†Maestrale, di non attaccare e tornare invece verso il convoglio: Bisciani riteneva infatti che le navi che stavano per essere attaccate dall‚ÄôEuro¬†fossero il gruppo¬†TrentoTrieste, mentre l’attacco nemico avesse altra provenienza (del resto anche Cigala Fulgosi era stato colto da tale dubbio). Mentre ripiegava verso il convoglio l‚ÄôEuro¬†fu preso di mira dalle navi britanniche e centrato da sei¬†proiettili¬†e varie schegge: nessuna delle¬†granate, tuttavia, esplose, e la nave riport√≤ cos√¨ solo¬†danni lievi. L’unit√† cerc√≤ poi inutilmente di coprire i mercantili con¬†cortine fumogene e di sparare qualche colpo. Nella mattinata successiva, alle 6.40, il¬†Libeccio¬†fu silurato dal sommergibile¬†HMS¬†Upholder: l‚ÄôEuro¬†tent√≤ il rimorchio dell’unit√† danneggiata, e quando, dopo quattro ore, questa affond√≤, ne recuper√≤ l’equipaggio¬†insieme al¬†Maestrale.

A fine 1941 fece parte della scorta del convoglio ¬ęNicol√≤ Odero¬Ľ diretto a Tripoli.

Nel corso del 1942 fu sottoposto a lavori di rimodernamento, con l’imbarco di 7 mitragliere da 20/65¬†mm (in sostituzione delle 4 da 13,2 e 40¬†mm) e di due lanciabombe di profondit√†.

Il 30 maggio 1942 l‚ÄôEuro¬†(ancora al comando di Cigala Fulgosi), di scorta alla moderna¬†motonave¬†Rosolino Pilo¬†diretta in Libia, si congiunse con il cacciatorpediniere¬†da Recco¬†e la motonave¬†Gino Allegri, partiti da¬†Brindisi[18]. L‚ÄôAllegri, che aveva due¬†ufficiali¬†inesperti come comandanti militare e civile ed un apparato¬†radio¬†malfunzionante, ebbe parecchie difficolt√† a mantenersi in formazione e ricevette male, o non ricevette, diversi ordini del caposcorta¬†da Recco[18]. Intorno alle 4.25 del 31 maggio l‚ÄôEuro¬†e l‚ÄôAllegri, diretti a¬†Bengasi, si separarono da¬†Pilo¬†e¬†Da Recco, ma poco dopo furono attaccati da¬†bombardieri¬†Vickers Wellington¬†appartenenti al 221¬į Squadron della¬†Royal Air Force: centrata nonostante il fuoco contraereo dell‚ÄôEuro, l‚ÄôAllegri¬†esplose¬†ed affond√≤ in posizione 32¬į31′ N e 18¬į36′ E.

Successivamente il cacciatorpediniere fu dislocato in¬†Egeo, operando nell’area dei¬†Dardanelli.

Il 25 febbraio 1943 assunse il comando dell’unit√† ‚Äď che aveva base a¬†Lero¬†‚Äď il¬†capitano di fregata¬†Vittorio Meneghini.

Alla proclamazione dell’armistizio¬†si trovava in¬†mare; su ordine del comando di Lero, rientr√≤ in tale¬†isola. Prese quindi parte alla¬†battaglia di Lero.

Il 9 settembre fu inviato a¬†Rodi¬†per trasportare rinforzi diretti a quell’isola; dovette poi rientrare a Lero per evitare di restare bloccato dalla caduta di Rodi (avvenuta l’11 settembre).

Il 26 settembre Lero subì due attacchi, il primo alle 9.50 ed il secondo alle 15.30, di bombardieri tedeschi Stuka: furono affondati i cacciatorpediniere Vasilissa Olga (greco) ed Intrepid (britannico) nonché il MAS 534, mentre ebbero gravi danni i piroscafi Prode e Tananrog. L’Euro mollò gli ormeggi e riuscì ad evitare di essere colpito, aprendo il fuoco con le mitragliere e riuscendo ad abbattere uno Stuka e a danneggiarne un secondo.

Il 1¬ļ ottobre la nave fu danneggiata da alcune¬†bombe¬†cadute vicino allo¬†scafo¬†durante un nuovo attacco aereo; il 3 ottobre, nuovamente colpito nella¬†rada¬†di Parteni, l‚ÄôEuro¬†and√≤ a fondo (altre fonti riportano l’affondamento come avvenuto il 30 settembre od il 1¬ļ ottobre).

I superstiti dell’equipaggio, guidati dal comandante Meneghini, continuarono a combattere sull’isola con le¬†armi¬†recuperate dal¬†relitto¬†del cacciatorpediniere. I membri dell’equipaggio dell‚ÄôEuro furono tra gli ultimi reparti a cessare la resistenza, dopo la resa di Lero; quando, il 17 novembre 1943, si arresero ai reparti tedeschi, il comandante Meneghini venne¬†fucilato. Alla sua memoria fu conferita la¬†Medaglia d’oro al valor militare.

 

Fonti  Wikipedia

 

9.19

Informazioni aggiuntive

Peso,5 kg
Dimensioni20 × 20 × 20 cm

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