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‚ĚĆūüôĀModello Idrovolante CANT Z506 – lamiera nichelata – 1935

1,00

Modello dell’ IDROVOLANTE CANT Z506 della ditta Italiana Cantieri Riuniti dell’AdriaticoCantiere Navale Triestino .

Realizzato in lamiera scatolata, questo bel modello può essere esposto da appoggio sui propri scarponi/galleggianti, oppure mediante supporto verticale essendo dotato di un punto di innesto alla parte inferiore dello scafo.

Provvisto di tre eliche tripale, rotanti, montate ai motori radiali sulle ali e sul centrale.

In ottime condizioni, con i suoi segni del tempo, dimensioni circa cm.38 x 27 .

(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)

 

 

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Descrizione

Modello in lamiera scatolata dell’ IDROVOLANTE CANT Z506 della ditta Italiana Cantieri Riuniti dell’AdriaticoCantiere Navale Triestino . Originale modello di ditta del 1935, che oltre agli apparecchi reali, produceva degli esemplari in scala ridotta in latta nichelata, ed a volte dipinta nelle varie livree di volo. Le ditte realizzavano il modello ridotto per ogni loro apparecchio realmente messo in commercio e venduto alle compagnie aeree oppure al Ministero della Aeronautica. Tali modelli venivano usati per propaganda pubblicitaria, per esposizione in fiere, ma erano anche dei gadget regalo per alti funzionari ministeriali o governativi dell’epoca (ai gerarchi del Partito Nazionale Fascista che magari si recavano in visita alla ditta), oppure omaggiati ai piloti che volavano sull’apparecchio stesso.

Realizzato in latta scatolata, questo bel modello di Idrovolante CANT Z506 può essere esposto da appoggio sui propri scarponi/galleggianti, oppure mediante supporto verticale essendo dotato di un punto di innesto alla parte inferiore dello scafo.

Provvisto di tre eliche tripale, rotanti, montate ai motori radiali sulle ali e sul centrale.

Il modello si presenta in ottime condizioni, con i suoi segni del tempo.

 

MATERIALE ……. :¬† lamiera di ottone nichelata

DIMENSIONI ……:¬† apertura alare circa cm.38 , lunghezza circa cm.27

MARCHIO ………..:¬† nessuno

 

NOTIZIE

Il¬†CANT Z.506¬†Airone¬†era un¬†idrovolante¬†a doppio galleggiante trimotore ad¬†ala bassa, multiruolo, prodotto dalla¬†Italiana¬†Cantieri Riuniti dell’Adriatico, Cantiere Navale Triestino (C.R.D.A. CANT) dalla met√† degli¬†anni trenta.

Inizialmente progettato come aereo civile, venne utilizzato come¬†idrovolante postale¬†e da trasporto, e – durante la seconda guerra mondiale – come bombardiere, ricognitore e mezzo da soccorso, da¬†Regia Aeronautica,¬†Regia Marina,¬†Aeronautica Cobelligerante Italiana,¬†Aeronautica Nazionale Repubblicana¬†e dalla¬†Luftwaffe. La versione militare si rivel√≤ uno dei migliori idrovolanti mai costruiti e, nonostante avesse la struttura in legno, era in grado di operare anche in condizioni atmosferiche proibitive (con¬†vento a forza 5). La¬†Polonia ricevette un esemplare tre giorni prima dell’invasione tedesca.¬†Alcuni esemplari da salvataggio in mare restarono in servizio fino al 1959.

Sviluppo

Progettato su modello originale dall’ingegnere Filippo Zappata, l’idrovolante CANT Z506 venne portato in volo la prima volta il 19 agosto 1935, ai comandi del¬†pilota¬†collaudatore¬†Mario Stoppani. L’aereo era stato disegnato come un idrovolante a doppio galleggiante per il trasporto di 12-14 passeggeri, propulso da tre motori radiali¬†Piaggio Stella P.IX¬†da 455¬†kW (610¬†hp). Derivava dal pi√Ļ grande e pi√Ļ pesante¬†Z.505. Lo Z.506 era caratterizzato dall’impiego ancora massiccio del legno come materiale strutturale. La¬†fusoliera¬†a struttura ellittica aveva struttura lignea, rivestita in lamelle di legno¬†toulipier. Aveva una chiglia di fondo con tre paratie collegate ai tre longheroni alari, del tipo in legno a scatola, collegati da centine lignee, costituenti comparti stagni con rivestimento in compensato telato. Le¬†ali, con marcato diedro, erano anch’esse in legno, con ipersostentatori e alettoni di grandi dimensioni. I galleggianti, a carenatura idrodinamica, erano realizzati in¬†duralluminio¬†e rivestiti in¬†chitonal¬†e al loro interno si trovavano diversi compartimenti stagni. Erano uniti alla fusoliera mediante tubi d’acciaio sagomati controventati. Gli otto serbatoi disposti nelle ali contenevano al massimo 4.148 litri (kg. 3.020), normalmente kg 2.150..

Entr√≤ in produzione nel 1936, come¬†Z.506A, presso i Cantieri Riuniti dell’Adriatico e il Cantiere Navale Triestino, (da cui¬†C.R.D.A. CANT), a Monfalcone. Il modello di idrovolante CANT Z506 di serie, era propulso dai pi√Ļ potenti motori radiali Alfa Romeo 126 RC.34¬†da 750¬†CV¬†(552¬†kW).

Ne fu realizzata una versione per usi militari (versione B, bellica) che si differenziava dalla prima versione civile per la presenza di una gondola sotto la fusoliera e la cabina di pilotaggio rialzata e che venne prodotto anche dalla Piaggio, sotto licenza, a Finale Ligure.

Impiego operativo

Civile

Il Z.506A entr√≤ in servizio nel¬†1936¬†con la¬†compagnia aerea¬†Ala Littoria¬†su rotte attorno al¬†mar Mediterraneo¬†tra cui la¬†linea dell’Impero¬†Roma-Siracusa-Bengasi¬†e quella¬†Napoli-Trapani-Tunisi. Pilotato per lo pi√Ļ da Mario Stoppani, il Z.506A stabil√¨ una serie di record di quota, velocit√† e distanza, per la sua classe, tra il 1936 ed il 1938, inclusi quelli di velocit√† sui 5000¬†km (308.25¬†km/h), sui 2000¬†km (319.78¬†km/h) e sui 1000¬†km (322.06¬†km/h). In seguito vol√≤ per 5383.6¬†km in circuito chiuso. Trasportava un peso di 2000¬†kg a 7810 metri e di 5000¬†kg a 6917 m.

Primati

Nel¬†1936¬†lo Z.506 conquist√≤, con l’equipaggio composto dal collaudatore¬†Mario Stoppani¬†assieme ad¬†Amelio Novelli, ben otto primati di velocit√† con carichi progressivi sui 1.000 e 2.000¬†km. Successive versioni, dotate prima di motori¬†Wright R-1820 Cyclone 9¬†da 750¬†CV¬†e successivamente di tre¬†Alfa Romeo 126 RC.34¬†di pari potenza, si aggiudicarono altri 16 primati internazionali di velocit√† e altezza.

Militare

Guerra civile spagnola

 

Lo Z.506 ebbe il suo esordio ad uso militare durante la¬†guerra civile spagnola¬†nei reparti dell’Aviazione Legionaria¬†a supporto della fazione¬†franchista. Furono quattro gli esemplari forniti utilizzati come supporto ed assistenza per le unit√† navali, affiancando, nel luglio 1938, i nove¬†CANT Z.501. Alla fine del conflitto vennero ceduti al neofondato¬†Ej√©rcito del Aire.

 

Vista laterale dell’esemplare di Vigna di Valle

Visto di profilo

Altra vista di profilo
Seconda guerra mondiale impiego dell’idrovolante modello CANT Z506

Allo scoppio della¬†seconda guerra mondiale¬†la¬†Regia Aeronautica¬†aveva gi√† in linea 97 CANT ripartiti in due¬†stormi¬†da Bombardamento Marittimo e in alcune¬†Squadriglie¬†da Ricognizione Marittima, come all’idroscalo di Marsala. Uno Stormo era in Sardegna, l’altro a Brindisi. Entrambi presero parte a numerosi eventi bellici. In particolare i CANT Z.506 in forza allo stormo di¬†Brindisi¬†parteciparono alla¬†battaglia di Punta Stilo. I CANT Z.506 furono impiegati anche sul fronte greco, contro obiettivi costieri e sul canale di¬†Corinto. Rilevante fu il loro impiego per la conquista delle isole, fra cui¬†Corf√Ļ,¬†Cefalonia¬†e¬†Zante. Sciolti i reparti da Bombardamento Marittimo, in seguito alle perdite dovute agli attacchi dei caccia nemici, il CANT continu√≤ ad essere utilizzato esclusivamente con le squadriglie da Ricognizione. Altre due versioni erano in linea con il Soccorso Aereo: tutti gli esemplari civili vennero requisiti e trasformati in aerei ambulanza e fu realizzata direttamente sullo schema della versione B, la versione S (sanitaria). Quando l’Italia entr√≤ in guerra il 10 giugno 1940, non esistevano reparti dedicati all’attivit√† di ricerca e soccorso in mare. Quello stesso giorno furono costituite quattro¬†Squadriglie¬†per il soccorso, ad¬†Orbetello. Si trattava della 612¬™, basata a¬†Stagnone, con gli aerei con gli identificativi DAMB, GORO, BUIE, CANT (il prototipo) e POLA, e la 614¬™, a¬†Bengasi, con gli esemplari DUCO, ALA, DODO e DAIM. Due altre sezioni con due aerei ciascuna, erano basate a¬†Torre del Lago¬†e, nell’Egeo, a¬†Lero, in seguito trasferita a¬†Rodi. Ma anche questi velivoli subirono forti perdite in quanto la loro colorazione bianca con le croci rosse, se da un lato li rendeva facilmente visibili, non impediva gli attacchi dei caccia alleati che li abbattevano in serie. Il 12 giugno 1941, al largo di Malta, gli¬†Hawker Hurricane¬†del 46¬†Squadron¬†abbattevano un primo CANT e poco dopo i caccia del 249 Sqd abbattevano un secondo Airone in versione “soccorso”, con la “registrazione civile” I-POLA, inviato a soccorrere l’equipaggio del primo. Ricordava il¬†Sergeant¬†Etchells, in¬†249 at Malta:

¬ęAbbattei un Cant Z506 vicino alla Sicilia, che aveva croci rosse sulle sue ali, ed era apparentemente un aereo-soccorso. Il mio¬†Squadron Leader¬†Barton disapprov√≤, ma l’ufficiale AOC mi diede ragione. Io non vidi le croci rosse sulle ali e non so se – in caso le avessi viste – questo avrebbe fatto qualche differenza.¬Ľ

Occasionalmente, per√≤, i CANT 506 riuscivano a respingere o addirittura ad abbattere l’aereo Alleato che li attaccava. Il 7 gennaio 1943, un idrovolante ricognitore della 188¬™ Squadriglia fu attaccato sul Mediterraneo da due¬†Bristol Blenheim. Mentre il pilota¬†Maresciallo¬†Ambrogio Serri si dirigeva verso la Sardegna, l’Armiere Pietro Bonannini, sparando cinque raffiche, riusc√¨ a colpire con la mitragliatrice da 12,7 mm un primo Blenheim, che fu costretto ad ammarare. Il secondo Blenheim allora si lanci√≤ sul CANT mitragliandolo. Bonannini fu ferito ma con due raffiche riusc√¨ a colpire l’aereo nemico, che vir√≤ e cadde in mare. Bonannini, durante la guerra, ottenne tre¬†Medaglie d’Argento al Valore Militare¬†e una¬†Medaglia di bronzo al Valore Militare.

L’8 settembre¬†1943¬†gli “Aironi” operativi superstiti erano una settantina, tutti nell’aviazione della Regia Marina. Una quarantina di “506” erano dislocati al centro-nord o in zone soggette ad influenza germanica. I tedeschi mostrano subito interesse per il CANT e requisiscono tutti gli esemplari su cui riescono a mettere le mani. Molti vengono impiegati nell’Alto Adriatico, soprattutto per salvataggi in mare e trasporto feriti. Alcuni 506C catturati a Vigna di Valle vengono trasferiti a Venezia ed utilizzati per voli di inquadramento della¬†flak¬†e per collegamenti con¬†Pola,¬†Trieste¬†e la¬†Dalmazia, fino al 1944. Il 9 giugno, un “506” fu attaccato, incendiato e costretto a un ammaraggio nella zona nord-ovest del Mar Adriatico. Il reparto Egeo della RSI ne ripristin√≤ alcuni. La Luftwaffe impiego gli “Aironi” anche in Germania, in Polonia, in Francia e sulle isole greche. I CANT della 171¬™ Squadriglia continuarono ad effettuare missioni di soccorso e salvataggio in mare dalla base di¬†Tolone¬†con equipaggi misti. Alcuni “506” catturati dai tedeschi, con equipaggi italiani, operarono sul¬†Mar Baltico, nel 1944, pattugliando gli accessi di¬†Peenem√ľnde, sito delle bombe volanti¬†V-2. L’82¬ļ Gruppo Autonomo Idrovolanti, dell’Aeronautica Cobelligerante Italiana¬†oper√≤ con CANT Z.506.

Periodo postbellico

Alcuni “Aironi” restarono in servizio nella rifondata Aeronautica Militare¬†fino al¬†1960¬†nei reparti dedicati alle operazioni di¬†ricerca e soccorso.

Fonti Wikipedia

 

5.20

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg
Dimensioni40 × 40 × 40 cm

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