{"id":7400,"date":"2020-12-14T13:59:18","date_gmt":"2020-12-14T13:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=7400"},"modified":"2023-03-20T15:37:41","modified_gmt":"2023-03-20T14:37:41","slug":"lenci-pilota-regia-aeronautica-bambolotto-serie-300","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/lenci-pilota-regia-aeronautica-bambolotto-serie-300\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41LENCI Pilota Regia Aeronautica Bambolotto SERIE 300"},"content":{"rendered":"<p>Bambolotto <strong>LENCI<\/strong> vestito da <strong>Tenente Pilota<\/strong> della <strong>Regia Aeronautica<\/strong> . Bambola originale della LENCI, serie 300 , degli anni &#8217;30, in ottime condizioni. Il nostro piccolo bambolotto, realizzato dalla ditta LENCI di Torino, \u00e8 in perfetto abbigliamento da ufficiale Pilota della gloriosa Regia Aeronautica, completo di giacca con cinturone e fornito di bottoni originali aventi il logo in rilievo della Regia Aeronautica, gradi da tenente a losanga in tessuto giallo ai paramani, travette da ufficiale alle spalline della giacca, brevetto in stoffa da Pilota della Regia Aeronautica, ed infine un meraviglioso berretto a visiera, completo di soggolo e bottoncini di aggancio. Insomma una perfetta rappresentazione del tipico ufficiale dell&#8217;epoca, realizzato e confezionato dalla prestigiosissima ditta di bambole LENCI che ebbe un favoloso successo agli inizi del &#8216;900, sia con i giocattoli che con le ceramiche smaltate che sono oggetto di collezionismo sfrenato e costoso. Il nostro bellissimo bambolotto Pilota della Regia Aeronautica, LENCI, ha gli arti e la testa snodati. Capelli in mohair, biondi. I dettagli facciali, del viso, sono dipinti a mano.<\/p>\n<p>Tipica cucitura a zig-zag visibile in parte sulla nuca, mani con le due dita centrali unite.<\/p>\n<p>Scarpette in cuoio, con lacci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bambolotto ORIGINALE, non \u00e8 una riproduzione, \u00e8 degli anni &#8217;30, garantito in ogni sua parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div data-canvas-width=\"324.7324431302712\">\n<div style=\"text-align: left;\" data-canvas-width=\"320.6933530459326\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"320.6933530459326\"><strong>MATERIALE<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;. :<\/strong>\u00a0 feltro pressato, stoffa<\/div>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"324.7324431302712\">\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\"><strong>DIMENSIONI<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;:\u00a0<\/strong> altezza circa cm.44<\/div>\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\"><strong>MARCHIO<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;&#8230;..:\u00a0<\/strong> LENCI<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/?attachment_id=7424\" rel=\"attachment wp-att-7424\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-7424\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/LENCIpilota-2.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/LENCIpilota-2.jpg 321w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/LENCIpilota-2-64x114.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/LENCIpilota-2-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ceramica LENCI originale degli anni 1939-1942, per celebrazioni del MAK PI 100, cos\u00ec come da una vendita sul web. Oggetto della stessa ditta LENCI del Pilota Regia Aeronautica qui in vendita<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">NOTIZIE<\/h2>\n<p>Il 23 aprile\u00a01919\u00a0Enrico Scavini deposita a Torino il marchio di fabbrica &#8220;<strong>LUDUS EST NOBIS CONSTANTER INDUSTRIA<\/strong>&#8221; (reg. gen. n\u00b017955), il cui acronimo \u00e8\u00a0<strong><i>LENCI<\/i><\/strong>, per &#8220;giocattoli in genere, mobili, arredi e corredi per bambino&#8221;. Il marchio consiste nell&#8217;immagine di una trottola, a una certa distanza dalla quale \u00e8 avvolto elicoidalmente un filo; il tutto \u00e8 compreso nella scritta &#8220;LUDUS EST NOBIS CONSTANTER INDUSTRIA&#8221;, disposta in un cerchio. Il 12 luglio 1922, sempre Enrico Scavini deposita il marchio &#8220;LENCI&#8221; (reg. gen. n\u00b022825) per: &#8220;giocattoli, bambole, pupazzi, confezioni, articoli di vestiario, decorazioni per vestiti, scialli, cuscini, cappelli, scarpe, pantofole, cinture, articoli di moda e fantasia, tende, mobili in legno dorato, arredamenti per la casa&#8221;.<\/p>\n<p>Pare che l&#8217;acrostico sia stato coniato ad arte da\u00a0Ugo Ojetti\u00a0o dal poeta &#8220;Fantasio&#8221; (Ignazio Vacchetti), partendo dalle lettere che compongono il nome &#8220;Lenci&#8221;, diminutivo di Helen K\u00f6nig (Elenchen, come la chiamava il babbo e che lei, piccolina, pronunciava LENCI), l&#8217;artista autrice delle prime bambole Lenci, nonch\u00e9 moglie di Enrico Scavini.<\/p>\n<p>La fabbrica Lenci sarebbe presto divenuta punto di incontro di artisti e fucina di idee per lo sviluppo e la realizzazione di bambole e pupazzi, mobili per bambini, e in seguito anche ceramiche artistiche. In particolare, i primi artisti a prender parte attiva all&#8217;impresa LENCI furono Giovanni Riva e Sandro Vacchetti, che realizzarono i modelli delle prime bambole dalle teste in feltro elettroformato in appositi stampi.<\/p>\n<p>Le bambole Lenci non riproducevano soltanto bambini, spesso dal volto imbronciato come il famoso &#8220;grugnetto&#8221;, ma anche figure con costumi regionali o etnici, vestiti alla moda o maschere, e personaggi di fantasia o ispirati a modelli reali, per esempio Rodolfo Valentino e Josephine Baker. Il vastissimo campionario delle bambole LENCI spaziava dagli articoli-giocattolo destinati al mondo dell&#8217;infanzia alle raffinate bambole boudoir da collezione, alcune delle quali avevano il volto di Marlene Dietrich, passando per le personalizzazioni delle pi\u00f9 disparate, come i soldati del Regio Esercito ed in particolare questo Pilota della Regia Aeronautica.<\/p>\n<p>Il grande successo di queste strepitose bambole in feltro valse numerosi premi alla ditta Lenci durante le varie esposizioni internazionali di\u00a0Zurigo,\u00a0Parigi,\u00a0Roma\u00a0o\u00a0Milano\u00a0a cui prese parte. Tuttavia, l&#8217;originalit\u00e0 delle creazioni Lenci fu presto messa alla prova dalle numerose imitazioni e dalla produzione, in Italia e altri Paesi d&#8217;Europa, di bambole simili ma di qualit\u00e0 e prezzo inferiori. Per far fronte a questo tipo di concorrenza la Lenci non pot\u00e9 che realizzare idee sempre nuove, come i famosi fiori in feltro Lenci inseriti a campionario nel 1926, e le ceramiche artistiche, la cui produzione inizi\u00f2 nel 1927.<\/p>\n<p>Nel 1927, dunque, la Lenci inizi\u00f2 ad affiancare alle sue famose bambole in feltro le figure in ceramica destinate a diventare forse ancor pi\u00f9 celebri, spaziando dai famosi nudini alle signorine leziose alla moda, dai personaggi di fantasia agli animali, dalle immagini religiose ai vasi pi\u00f9 disparati e molto altro ancora. Alla realizzazione dei modelli collaborarono numerosi artisti, fra cui vale la pena ricordare\u00a0Sandro Vacchetti, direttore artistico della Lenci dal 1922 al 1934, la stessa\u00a0Elena K\u00f6nig Scavini,\u00a0Cl\u00e4re Burchart,\u00a0Lino Berzoini,\u00a0Giovanni Riva,\u00a0Giovanni Ronzan,\u00a0Teonesto Deabate,\u00a0Giovanni Pietro Spertini,\u00a0Marcello Dudovich,\u00a0Gigi Chessa,\u00a0Mario Pompei,\u00a0Nillo Beltrami,\u00a0Mario Sturani,\u00a0Giulio Da Milano,\u00a0Giovanni Grande,\u00a0Ines Grande,\u00a0Claudia Formica,\u00a0Luigi Borione,\u00a0Camillo Ghigo,\u00a0Giuseppe Porcheddu,\u00a0Gino Levi-Montalcini,\u00a0Abele Jacopi. Le riviste dell&#8217;epoca testimoniano il valore artistico delle ceramiche Lenci: nel gennaio del 1929, per esempio, la rivista\u00a0Domus\u00a0pubblica\u00a0<i>Adolescenti<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Gli sposi<\/i>\u00a0di\u00a0Giovanni Grande. Sempre nello stesso anno\u00a0Casa bella\u00a0pubblica le immagini di diverse ceramiche Lenci, in particolare\u00a0<i>La mucca<\/i>,\u00a0<i>Susanna<\/i>,\u00a0<i>La merenda<\/i>\u00a0di Giovanni Grande,\u00a0<i>Marianna<\/i>\u00a0di Elena Scavini e\u00a0<i>Amor paterno<\/i>\u00a0di\u00a0Sandro Vacchetti\u00a0corredate da un lungo redazionale.<\/p>\n<p>Le ceramiche Lenci riscuotono ben presto un buon successo e infondono nuova linfa vitale alla fabbrica torinese, ma i risultati delle vendite purtroppo non sono sufficienti a risollevarne la situazione finanziaria dell&#8217;azienda, provata dalla crisi del 1929. A causa di pesanti insolvenze da parte di clienti e distributori nei primi anni Trenta, quando la Lenci contava oltre seicento dipendenti, e in seguito anche per via delle sanzioni imposte all&#8217;Italia con la guerra d&#8217;Abissinia, la situazione di sofferenza finanziaria purtroppo si aggrava.<\/p>\n<p>Nel 1933 i coniugi Scavini cedono alcune quote societarie della Lenci al Cav.\u00a0Pilade Garella,\u00a0ragioniere commercialista\u00a0torinese che aveva seguito la gestione Scavini sin dalla fine degli anni Venti.<\/p>\n<p>Nel 1934\u00a0Sandro Vacchetti\u00a0lascia la Lenci e apre una propria\u00a0manifattura ceramica, che prende il nome di\u00a0Essevi\u00a0dalle iniziali dell&#8217;artista. Con la sua firma, Vacchetti realizza\u00a0<i>Balilla<\/i>,\u00a0<i>Monello<\/i>,\u00a0<i>Buona Pasqua<\/i>, e alcuni capolavori per la ricchezza dei decori, quali\u00a0<i>Diva<\/i>,\u00a0<i>Disordine della giarrettiera<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Sfinge moderna<\/i>. In seguito altri artisti attivi alla Lenci, fra cui Clelia Bertetti, lasceranno la Lenci per dedicarsi al proprio laboratorio in anni che si preannunciano sempre pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p>Nel\u00a01937\u00a0Pilade Garella e il fratello Flavio acquisiscono la totalit\u00e0 delle quote societarie della Lenci mantenendo la direzione artistica in capo a Elena Konig, che lascer\u00e0 l&#8217;incarico due anni dopo la morte del marito Enrico Scavini, avvenuta nel 1938.<\/p>\n<p>Nel 1940 i Garella affidano la direzione artistica a\u00a0Mario Sturani, che rimarr\u00e0 ancora attivo alla Lenci per oltre vent&#8217;anni, e mantengono operativa l&#8217;azienda nonostante le difficolt\u00e0 e i bombardamenti della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Beppe Garella, figlio di Pilade, inizia a lavorare nell&#8217;azienda di famiglia nel 1942. Dopo la fine del conflitto, si impegna strenuamente per diversificare la produzione Lenci aggiungendo al campionario gi\u00e0 sviluppato in passato gli eroi di Walt Disney; i personaggi televisivi del &#8220;Carosello&#8221; degli anni Cinquanta, fra cui\u00a0Topo Gigio\u00a0e\u00a0Calimero; ma anche\u00a0Caballero e Carmencita\u00a0e gli Innamorati di\u00a0Peynet. Sempre negli anni Cinquanta, insieme Mario Sturani Beppe Garella si reca a Vallauris, sede dell&#8217;officina artistica di Picasso, e rinnova la produzione ceramica Lenci, che purtroppo cesser\u00e0 nel 1964. La produzione di bambole e pupazzi degli\u00a0anni sessanta\u00a0e\u00a0anni settanta, invece, continua a rinnovarsi con nuove bambole accessibili a un vasto pubblico, le Lencirelle, dal design tipico di quegli anni. Nel 1969 Beppe Garella deve trasferire la Manifattura Lenci dalla storica sede di via Cassini 7, pesantemente bombardata durante la guerra, alla nuova sede torinese in via San Marino 56 bis. All&#8217;inizio degli\u00a0anni ottanta\u00a0Beppe Garella decide di riproporre i modelli di bambole Lenci degli anni Venti e Trenta in edizione limitata (499 &#8211; 999 &#8211; 1999 pz) a un pubblico di collezionisti. La sua intuizione riscuote un grande successo soprattutto negli\u00a0Stati Uniti, dove si reca egli stesso in viaggio promozionale. La riedizione numerata imponeva non solo la rivisitazione e valorizzazione del repertorio Lenci, ma anche lo sviluppo di nuove soluzioni tecniche che permettessero la realizzazione di oggetti di pregiata fattura a costi sostenibili, pur nel rispetto delle principali caratteristiche estetiche dei modelli originali. Beppe Garella, a cui va il merito di questa scelta lungimirante, ha contribuito a non far cadere nell&#8217;oblio le bambole che avevano reso il nome Lenci famoso nel mondo, e anzi lo ha ricordato alle nuove generazioni andando controcorrente rispetto alle mode dei suoi giorni.<\/p>\n<p>Nel 1992 Beppe Garella muore improvvisamente. La giovane figlia Bibija raccoglie l&#8217;eredit\u00e0 di suo padre e si dedica anima e corpo all&#8217;azienda: introduce nuove idee pur nel rispetto della tradizione, coltiva i rapporti avviati con la storica manifattura tedesca Sigikid (collezioni Res Naturae, Futura, Bambine Lenci), e amplia la distribuzione del prodotto negli Stati Uniti attraverso la televisione HSN pur mantenendo viva la collaborazione con i negozi specializzati.<\/p>\n<p>Forse le difficolt\u00e0 di gestione o forse il desiderio di riprendere il suo personale percorso di vita interrotto alcuni anni prima impongono una scelta difficile a Bibija Garella, che nel 1997 vende la Lenci Srl a due nuove societ\u00e0: il settore produttivo (macchinari e attrezzature in genere) passa alla Bambole Italiane Srl, mentre i marchi e i brevetti sono ceduti alla WestBay Servicos e Investimentos di Madeira (Portogallo).<\/p>\n<p>Nel 2002 la Bambole Italiane Srl avvia la procedura fallimentare. La societ\u00e0 portoghese proprietaria del marchio Lenci, invece, prosegue regolarmente la sua attivit\u00e0 e cos\u00ec Lazzaro Garella \u00e8 oggi nuovamente impegnato nella commercializzazione della firma Lenci nei settori della ceramica, gioielleria e abbigliamento in quanto il marchio \u00e8 sempre attivo.<\/p>\n<h3 data-canvas-width=\"297.121370921676\"><\/h3>\n<h3 data-canvas-width=\"297.121370921676\">Regia Aeronautica<\/h3>\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\">\n<p>La\u00a0<b>Regia Aeronautica<\/b>\u00a0fu, assieme al\u00a0Regio Esercito\u00a0e alla\u00a0Regia Marina, una delle tre forze armate del\u00a0Regno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Istituita con\u00a0regio decreto\u00a0nel 1923, i suoi uomini ebbero un ruolo di primo piano nella cosiddetta &#8220;et\u00e0 dell&#8217;oro&#8221; dell&#8217;aviazione, compiendo varie\u00a0crociere aeree\u00a0e gareggiando nella\u00a0Coppa Schneider. La politica estera del regime\u00a0fascista\u00a0la vide impegnata nel 1935 e nel 1936 nella\u00a0guerra d&#8217;Etiopia\u00a0e, dal 1936 al 1939, nella\u00a0guerra civile spagnola\u00a0dove fu attiva l&#8217;Aviazione Legionaria.<\/p>\n<p>Successivamente, dal 1940 al 1943, prese parte alla\u00a0seconda guerra mondiale\u00a0nel corso della quale, in seguito all&#8217;armistizio di Cassibile\u00a0reso noto l&#8217;8 settembre 1943, i suoi uomini si divisero tra l&#8217;Aeronautica Cobelligerante, fedele al\u00a0Regno del Sud, e l&#8217;Aeronautica Nazionale Repubblicana, forza armata della\u00a0Repubblica Sociale Italiana\u00a0di\u00a0Benito Mussolini.<\/p>\n<p>A partire dal 18 giugno\u00a01946, in seguito alla\u00a0nascita della Repubblica Italiana, ha modificato la denominazione in\u00a0Aeronautica Militare.<\/p>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"297.121370921676\">\n<p>Al termine della\u00a0prima guerra mondiale, la smobilitazione ridusse i ranghi del\u00a0Servizio Aeronautico. Tuttavia in Libia, l&#8217;operazione di riconquista\u00a0(dal 1922 al 1932) vide protagonisti gli\u00a0SVA\u00a0e i\u00a0Ca.33-Ca.36, sostituiti col tempo dai nuovi\u00a0IMAM Ro.1\u00a0e\u00a0Caproni Ca.73\u00a0e\u00a0Ca.101\u00a0che, oltre alle azioni di bombardamento e ricognizione (assente la\u00a0caccia\u00a0in quanto mancava un&#8217;aviazione avversaria), si occupavano anche del rifornimento delle truppe per i generi di prima necessit\u00e0. Nel febbraio del 1922, il X Battaglione\u00a0\u00c0scari\u00a0Eritrei\u00a0venne assediato dai ribelli ad\u00a0el-Azizia\u00a0(Tripolitania italiana) e la sola possibilit\u00e0 di collegamento era quella aerea. Cinque trimotori Caproni e qualche SVA trasportarono per due mesi truppe fresche all&#8217;andata ed evacuavano feriti e personale civile al ritorno, compiendo cos\u00ec il primo\u00a0ponte aereo\u00a0della storia.<\/p>\n<p>In patria l&#8217;aeronautica venne organizzata in Raggruppamenti: bombardamento &#8211; ricognizione, caccia e dirigibili. Gli aerei disponibili erano 273, mentre la\u00a0Regia Marina\u00a0contava su 54\u00a0idrovolanti. Nel suo primo gabinetto (il 31 ottobre 1922)\u00a0Benito Mussolini\u00a0elesse i due direttori generali\u00a0Giulio Douhet, per l&#8217;aeronautica militare, e\u00a0Arturo Mercanti\u00a0per l&#8217;aviazione civile.<\/p>\n<p>Il primo atto fu l&#8217;istituzione, il 24 gennaio 1923, di un Commissariato per l&#8217;Aeronautica o Comando generale dell&#8217;Aeronautica, all&#8217;interno del\u00a0governo Mussolini, con commissario lo stesso presidente del Consiglio e vice commissario\u00a0Aldo Finzi, che prepar\u00f2 i provvedimenti legislativi per l&#8217;istituzione dell&#8217;Arma e della forza armata autonoma.<\/p>\n<p>La Regia Aeronautica venne istituita con il\u00a0regio decreto\u00a0n.645 del 28 marzo 1923: ad essa erano affidate tutte le forze aeree militari del Regno e delle colonie dell&#8217;esercito e della marina. Tra il maggio 1923 ed il 21 ottobre dello stesso anno fu Comandante generale dell&#8217;Aeronautica\u00a0Riccardo Moizo, sostituito poi da\u00a0Aldo Finzi. Primo comandante dell&#8217;aeronautica (la carica di\u00a0Capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica\u00a0non era stata ancora istituita) fu nominato, il 25 ottobre 1923, il\u00a0generale\u00a0Pier Ruggero Piccio, gi\u00e0\u00a0asso dell&#8217;aviazione. Il generale volle subito iniziare a rendere l&#8217;aeronautica un&#8217;arma all&#8217;altezza del compito. Impose a tutti coloro che avevano richiesto di farne parte come piloti di prendere il brevetto relativo, prescrisse inoltre, in un giorno prefissato, che tutti gli stormi e le scuole levassero in volo tutti gli aeroplani in condizioni di farlo: dei quasi 300 apparecchi, solo 66 riuscirono a decollare. Il 31 ottobre 1923 circa 300 tra aeroplani e idrovolanti si diressero su Roma per prendere parte ad una parata, schierandosi all&#8217;aeroporto di Roma-Centocelle\u00a0il pomeriggio del 4 novembre (quinto anniversario della fine della prima guerra mondiale), giorno in cui venne consegnata la bandiera all&#8217;Arma Aeronautica. Sempre del novembre 1923 \u00e8 la nascita dell&#8217;Accademia Aeronautica. Nell&#8217;ottobre dello stesso anno viene inoltre creato il Corpo di Stato maggiore generale.<\/p>\n<p>Il 10 dicembre 1923 nacque il\u00a0Regio corpo degli aeroporti, che aveva il compito di presiedere all&#8217;organizzazione e al funzionamento dei servizi a terra connessi con l&#8217;attivit\u00e0 di volo.<\/p>\n<p>Il regio decreto legge del 4 maggio 1925 soppresse il Regio corpo degli aeroporti, prevedendo che lo stesso personale fosse inquadrato nell&#8217;Arma Aeronautica suddivisa in Ruolo combattente e Ruolo specializzati. All&#8217;interno di questi due Ruoli entrarono rispettivamente gli ufficiali del Regio corpo degli aeroporti e gli ufficiali stanziari, addetti ai servizi di aeroporto.<\/p>\n<h3><span id=\"Nel_regime_fascista\" class=\"mw-headline\">Nel regime fascista<\/span><\/h3>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/c\/ce\/Decreto_Reale_645.jpg\/170px-Decreto_Reale_645.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/c\/ce\/Decreto_Reale_645.jpg\/255px-Decreto_Reale_645.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/c\/ce\/Decreto_Reale_645.jpg\/340px-Decreto_Reale_645.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"248\" data-file-width=\"759\" data-file-height=\"1108\" \/><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Regio decreto numero 645 con cui il 28 marzo 1923 veniva costituita la Regia Aeronautica del Regno e delle Colonie.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Il primo capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica fu lo stesso generale\u00a0Pier Ruggero Piccio, in carica dal gennaio del 1926.<\/p>\n<p>Con la contemporanea soppressione del Commissariato per l&#8217;Aeronautica, il 30 agosto 1925 la Regia Aeronautica venne ufficialmente innalzata allo stesso livello della Regia Marina e del Regio Esercito con la costituzione del\u00a0Ministero dell&#8217;Aeronautica, con tre Direzioni generali: Personale militare e Scuole aeronautiche, Personale civile aeronautico, Genio aeronautico. Primo\u00a0sottosegretario\u00a0all&#8217;Aeronautica fu\u00a0Alberto Bonzani, con ministro Mussolini. Nell&#8217;ottobre 1925 nacque l&#8217;Arma Aeronautica a cui appartenevano i naviganti del Ruolo combattenti. Il personale navigante che aveva il grado di\u00a0tenente colonnello\u00a0rivestiva il corrispondente grado di comandante di\u00a0gruppo\u00a0dall&#8217;ottobre 1925 e dal 15 gennaio 1924 di vice comandante di\u00a0stormo.<\/p>\n<p>Nel 1925 lo spazio aereo italiano venne diviso in cinque zone aeree (Z.A.T., zona aerea territoriale): 1\u00aa a\u00a0Milano, 2\u00aa a\u00a0Bologna, 3\u00aa a\u00a0Napoli, 4\u00aa a\u00a0Palermo\u00a0e 5\u00aa a\u00a0Cagliari. L&#8217;armata era suddivisa invece in tre\u00a0squadre, le quali erano a loro volta suddivise in\u00a0divisioni, queste ultime in\u00a0brigate\u00a0e stormi, gli stormi in gruppi e i gruppi in\u00a0squadriglie. Le squadriglie dell&#8217;armata erano 78, mentre le squadriglie da ricognizione erano 57 e quelle da ricognizione marittima 35, con piloti dell&#8217;aeronautica ed equipaggi del Regio Esercito e della Regia Marina. Dal 15 aprile 1926 al 16 aprile 1937\u00a0Vincenzo Lombard\u00a0comand\u00f2 in sequenza la 2\u00aa, la 3\u00aa e la 4\u00aa Z.A.T.;\u00a0Antonio Bosio\u00a0dall&#8217;agosto 1929 al 2 aprile 1931 la 1\u00aa Z.A.T.;\u00a0Francesco Pricolo\u00a0dall&#8217;ottobre 1933 al luglio 1938 la 2\u00aa Z.A.T.;\u00a0Aurelio Liotta\u00a0dal 15 ottobre 1933 al 20 agosto 1936 la 3\u00aa Z.A.T.;\u00a0Mario Ajmone Cat\u00a0dal 19 novembre 1936 al 16 maggio 1939 la 4\u00aa Z.A.T. e\u00a0Rino Corso Fougier\u00a0dal 1\u00ba agosto 1938 al 1\u00ba settembre 1939.<\/p>\n<p>Nel novembre 1926 divenne sottosegretario\u00a0Italo Balbo, che nel settembre 1929 assunse la carica di\u00a0ministro\u00a0dell&#8217;Aeronautica fino al novembre 1933. Con legge del 23 giugno 1927, agli effetti dell&#8217;avanzamento, si suddivisero gli ufficiali dell&#8217;Arma Aeronautica, Ruolo combattente, in tre categorie prevedendo, nella terza, la figura degli ufficiali di aeroporto.<\/p>\n<p>Parallelamente alla crescita aerea si svilupp\u00f2 l&#8217;industria aeronautica che produceva materiali molto apprezzati all&#8217;estero, acquistati da una quarantina di Paesi quasi tutti extraeuropei. L&#8217;attivit\u00e0 sperimentale port\u00f2 a fondere l&#8217;Istituto sperimentale aeronautico e la Direzione sperimentale dell&#8217;Aviazione militare nella nuova\u00a0Direzione superiore studi ed esperienze\u00a0(DSSE), operativa dal 1\u00ba febbraio 1928. Esattamente tre mesi dopo, il 1\u00ba maggio, la DSSE assunse il comando del Centro sperimentale di\u00a0Montecelio, dove nell&#8217;ottobre 1930 iniziarono i lavori che portarono alla fondazione della cosiddetta &#8220;Citt\u00e0 dell&#8217;Aria&#8221; di\u00a0Guidonia.<\/p>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/20\/Ministero_Aeronautica_31.jpg\/310px-Ministero_Aeronautica_31.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/20\/Ministero_Aeronautica_31.jpg\/465px-Ministero_Aeronautica_31.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/20\/Ministero_Aeronautica_31.jpg\/620px-Ministero_Aeronautica_31.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"176\" data-file-width=\"2040\" data-file-height=\"1159\" \/><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Il\u00a0Ministero dell&#8217;Aeronautica\u00a0nel 1931<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un&#8217;iniziale autonomia, con una legge del 1931 la\u00a0Forza Aerea della Regia Marina\u00a0venne posta sotto le dipendenze di un generale della Regia Aeronautica.<\/p>\n<p>Il 28 ottobre del 1931 venne inaugurato il nuovo palazzo sede del\u00a0Ministero dell&#8217;Aeronautica\u00a0e del relativo Stato maggiore, disegnato dall&#8217;architetto\u00a0Roberto Marino.<\/p>\n<p>Una legge del 6 gennaio 1931 defin\u00ec la creazione del Ruolo servizi e una successiva legge del 21 maggio 1931 dispose che in esso venissero inquadrati gli ufficiali del Ruolo combattente, categoria Aeroporti e del Ruolo specializzato, categoria Governo.<\/p>\n<p>La Regia Aeronautica, nella met\u00e0 degli\u00a0anni trenta, appariva come una delle migliori forze aeree sulla scena mondiale, grazie anche al successo del caccia biplano\u00a0Fiat C.R.32\u00a0nella\u00a0guerra civile spagnola e alle imprese aviatorie compiute. La realt\u00e0 era per\u00f2 sostanzialmente un&#8217;altra, dato che le imprese in cui si era cimentata l&#8217;Aeronautica avevano spinto la sua evoluzione in una direzione sbagliata.<\/p>\n<p>Con regio decreto legge del 22 febbraio 1937 la Regia Aeronautica fu organizzata in Arma aeronautica, Corpo del genio aeronautico, Corpo del commissariato aeronautico, Corpo sanitario aeronautico e Scuole militari della Regia Aeronautica. Gli ufficiali dell&#8217;Arma aeronautica furono articolati in Ruolo naviganti, Ruolo servizi e Ruolo specialisti. Nel 1938 avvenne il primo arruolamento di ufficiali del Ruolo servizi: 230 sottotenenti in servizio permanente effettivo.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8230; omissis &#8230;<\/p>\n<p>Considerata la vastit\u00e0 dell&#8217;argomento, si consiglia di proseguire nella lettura sui vari siti internet<\/p>\n<p>Fonti <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regia_Aeronautica\"><em>Wikipedia<\/em><\/a> , <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lenci_(azienda)\">LENCI<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>12.20<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Bambolotto <strong>LENCI<\/strong> vestito da <strong>Tenente Pilota<\/strong> della <strong>Regia Aeronautica<\/strong> . Originale della LENCI, serie 300 , degli anni &#8217;30, in ottime condizioni. Vestito da ufficiale Pilota della gloriosa Regia Aeronautica, completo di giacca con cinturone e fornito di bottoni originali aventi il logo in rilievo della Regia Aeronautica, ed un meraviglioso berretto a visiera, completo di soggolo e bottoncini di aggancio. Capelli in mohair, biondi. I dettagli facciali, del viso, sono dipinti a mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Bambolotto ORIGINALE, non \u00e8 una riproduzione, \u00e8 degli anni &#8217;30, garantito in ogni sua parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Misura circa cm.44 in altezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>P.A.R.\u00a0 Prezzo A Richiesta\u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211;\u00a0 \u00a0 \u00a0 P.O.D. Price On Demand<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":7402,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[176,190,459,180,179,182,181,155,178,244,198,175,185],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41LENCI Pilota Regia Aeronautica Bambolotto SERIE 300 - Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"LENCI bambolotto serie 300 vestito da Tenente Pilota della Regia Aeronautica - ORIGINALE anni &#039;30 - LENCI Original boy doll series 300\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/lenci-pilota-regia-aeronautica-bambolotto-serie-300\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41LENCI Pilota Regia Aeronautica Bambolotto SERIE 300 - 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