{"id":6904,"date":"2020-08-30T20:36:07","date_gmt":"2020-08-30T20:36:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=6904"},"modified":"2023-03-20T15:38:48","modified_gmt":"2023-03-20T14:38:48","slug":"ciano-autografo-la-disperata-galeazzo-foto-pnf-fascista","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ciano-autografo-la-disperata-galeazzo-foto-pnf-fascista\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41Ciano autografo LA DISPERATA &#8211; Galeazzo foto PNF Fascista"},"content":{"rendered":"<p>Fotografia con dedica ed autografo, originale, di <strong>GALEAZZO CIANO\u00a0<\/strong> in uniforme da pilota della Regia Aeronautica, con giubbino Marus e patch al petto della squadriglia <strong>LA DISPERATA<\/strong> &#8211; 1938<\/p>\n<p>Ciano \u00e8 ritratto nella sua uniforme di volo, sorridente, quando era al comando della squadriglia aerea LA DISPERATA, e la dedica indirizzata ad un camerata fascista, con la data Marzo XVI e l&#8217;autografo in calce, sono assolutamente originali e scritti di pugno dal genero del Duce, ad inchiostro stilografico.<\/p>\n<p>Questa fotografia con autografo di Galeazzo Ciano, comandante de LA DISPERATA, viene fornita di certificato di autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>In ottime condizioni avente i suoi segni del tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MATERIALE<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;. :<\/strong>\u00a0 Carta<\/p>\n<p><strong>DIMENSIONI<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;:\u00a0<\/strong> mm.30 x 24 circa<\/p>\n<p><strong>MARCHIO<\/strong> <strong>&#8230;&#8230;&#8230;..:\u00a0<\/strong>&#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">NOTIZIE<\/h2>\n<h3>Galeazzo Ciano e LA DISPERATA<\/h3>\n<p>La\u00a0<b>15\u00aa Squadriglia<\/b>\u00a0fu una squadriglia del\u00a0Regio Esercito\u00a0e poi della\u00a0Regia aeronautica\u00a0del\u00a0Regno d&#8217;Italia, nota anche come\u00a0<i>La Disperata<\/i><\/p>\n<h3><span id=\"Guerra_d'Etiopia\" class=\"mw-headline\">Guerra d&#8217;Etiopia<\/span><\/h3>\n<p>La 15\u00aa Squadriglia della\u00a0Regia Aeronautica\u00a0partecipa alle operazioni belliche sin dal 3 ottobre 1935 in dipendenza del IV Gruppo Bombardamento sull&#8217;aeroporto di Asmara (poi\u00a0Aeroporto Internazionale di Asmara) nell&#8217;ambito della\u00a0Guerra d&#8217;Etiopia. La &#8220;15\u00aa squadriglia bombardamento terrestre&#8221; era equipaggiata con 10 trimotori\u00a0Caproni Ca.101\u00a0sotto il comando di\u00a0Galeazzo Ciano\u00a0ed in cui serv\u00ec tra gli altri anche\u00a0Alessandro Pavolini. Il 14 ottobre\u00a0<i>Il Capitano Galeazzo Ciano, comandante della 15\u00aa squadriglia da bombardamento, la \u00abDisperata\u00bb, spintosi coi suoi \u00abCaproni\u00bb a oltre 70 km. a Sud di Macall\u00e8, ha bombardato da bassa quota un accampamento abissino di circa 300 tende, sulle pendici Nord dell&#8217;Amba Alagi. Inefficace \u00e8 stata la violenta reazione contraerea nemica. Quindi portatosi su Bet Mariam, dove era stato segnalato un deposito di munizioni, lo ha bombardato e distrutto.<\/i>\u00a0(Bollettino di guerra)<\/p>\n<p>Il 18 novembre\u00a0<i>Venti apparecchi da bombardamento \u00abCaproni 101\u00bb del 4\u00ba e 27\u00ba gruppo con 6 tonn. di esplosivi, hanno bombardato nulla valle del Maimesciac una massa di circa 20 mila armati, mitragliandola poi a fondo valle, da quote comprese fra i 50 e i 100 metri. L&#8217;operazione si \u00e8 svolta in cinque ondate ed \u00e8 durata due ore. La reazione \u00e8 stata violentissima; l&#8217;apparecchio del capitano Ciano, comandante della squadriglia \u00abLa Disperata\u00bb, \u00e8 stato colpito da proiettili di fucile e da una granata di cannone Oerlikon; hanno partecipato all&#8217;azione gli apparecchi di Vittorio e\u00a0Bruno Mussolini\u00a0della squadriglia \u00abTesta di Leon\u00bb; l&#8217;apparecchio del sottotenente Manchi \u00e8 stato colpito nel serbatoio della benzina; il motorista ha tamponato la falla colla mano per oltre due ore; sull&#8217;apparecchio dei tenenti Lanza e Orsini \u00e8 stato ferito da proiettile esplosivo il sergente Dalmazio Birago; egli ha tenuto un contegno eroico inneggiando alla sua squadriglia, la \u00abDisperata\u00bb, e incoraggiando i piloti, preoccupati per il suo gravissimo stato. Pi\u00f9 tardi egli \u00e8 deceduto in seguito alle ferite.<\/i>\u00a0(Bollettino di guerra)<\/p>\n<p>Al 15 gennaio 1936 era ancora ad Asmara ed il Capitano Ciano aveva anche una Sezione di\u00a0Caproni Ca.133. Nel marzo 1936 una Sezione era nel\u00a0Gruppo tattico Ca. 101\u00a0dell&#8217;Aeroporto di Axum.<\/p>\n<p>Tra i piloti:\u00a0Dalmazio Birago, Luigi Lanza, Felice Baldeschi,\u00a0Alberto Ostini,\u00a0Vito Mussolini,\u00a0Roberto Farinacci,\u00a0Ettore Muti, Pietro Bonacossa, e\u00a0Maner Lualdi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" width=\"60px\"><a class=\"image\" title=\"Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Valor_militare_silver_medal_BAR.svg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"noviewer\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/30\/Valor_militare_silver_medal_BAR.svg\/60px-Valor_militare_silver_medal_BAR.svg.png\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/30\/Valor_militare_silver_medal_BAR.svg\/90px-Valor_militare_silver_medal_BAR.svg.png 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/3\/30\/Valor_militare_silver_medal_BAR.svg\/120px-Valor_militare_silver_medal_BAR.svg.png 2x\" alt=\"Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria\" width=\"60\" height=\"17\" data-file-width=\"218\" data-file-height=\"60\" \/><\/a><\/td>\n<td>3 Medaglie d&#8217;argento al valor militare<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td>\u00ab<i>Capitano pilota di complemento, volontario di guerra, comandante di squadriglia da bombardamento \u201cDisperata\u201d sul fronte dell&#8217;Eritrea, guidava il proprio reparto, con perizia ed ardimento in ogni volo di esplorazione lontana e di offesa. Nell&#8217;attacco aereo dell&#8217;Amba Birguntan, affidato alla sua sola squadriglia, spazzava a bassa quota l&#8217;importante centro carovaniero del Bassopiano occidentale dal quale il nemico si ritirava lasciando sul terreno 180 uomini e vari capi. Rientrava dall&#8217;azione con un montante forato da colpo nemico. Nel bombardamento degli accampamenti di Bet Mair\u00e0 presso Amba Alagi eseguendo da bassa quota insieme ad altro apparecchio della squadriglia, riusciva a far saltare un deposito di munizioni ed a infliggere al nemico la perdita, segnalata da parte avversaria, di 68 uomini. Alla testa della propria squadriglia partecipava all&#8217;attacco aereo del Maj Mescic, presso Amba Alagi, contro un&#8217;orda di ventimila abissini. Investito da pi\u00f9 raffiche di mitragliatrici e di fucileria che colpivano in 36 punti l&#8217;apparecchio, aveva infine il serbatoio di olio del motore di sinistra squarciato da un proietto esplosivo di cannoncino contraereo. Ci\u00f2 nonostante permaneva sulla zona di attacco fino a quando la perdita dell&#8217;olio lo costringeva a prendere terra sul campo di fortuna di Macall\u00e8. Profondamente conscio dei propri doveri di comandante, era sempre e dovunque fulgido esempio per i propri gregari. Cielo dell&#8217;Amba Birguntan, di Amba Alagi, e di Macall\u00e8, 18 novembre 1935<\/i>.\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" width=\"60px\"><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td>\u00ab<i>Ufficiale pilota capo equipaggio di apparecchio da Bombardamento, dirigeva un volo di ricognizione su Addis Abeba, allo scopo di osservare le condizioni di quel campo di atterraggio. Dopo aver tracciato quattro rette a volo rasente sul munito campo, nonostante la viva reazione antiaerea, portava il velivolo a saggiare con le ruote il terreno. Colpito in pi\u00f9 parti vitali da fuoco di fucileria e di mitragliatrici pesanti, l&#8217;apparecchio si tratteneva per oltre mezz&#8217;ora sulla capitale nemica, finch\u00e9 in una puntata eseguita sul centro della citt\u00e0, aveva fra l&#8217;altro un motore avariato e due serbatoi di benzina squarciati da proietti dirompenti. Durante il volo di ritorno reso difficilissimo dall&#8217;emanazioni venefiche dei gas di miscela che colpivano alcuni membri dell&#8217;equipaggio, dalla deficienza del carburante e dalle avverse condizioni atmosferiche, superava i molti ostacoli che rendevano singolarmente precario il rientro alla base, dando prova di alta capacit\u00e0 professionale e di sereno sprezzo del pericolo. Cielo di Addis Abeba, 30 aprile 1936<\/i>.\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" width=\"60px\"><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td>\u00ab<i>Ufficiale superiore di elevate virt\u00f9 militari, al comando di un gruppo da bombardamento partocipava a numerose azioni di guerra sui vari fronti,riconfermando magnifiche qualit\u00e0 di combattente e praclari doti di comandante sempre pronto a prodigarsi nelle missioni dove pi\u00f9 gravi fossero il rischio e la difficolt\u00e0. Alla testa dei suoi equipaggi, portava per primo l&#8217;ala italiana su una lontana e munitissima base della Grecia, che riusciva a colpire efficacemente, superando con grande audacia violentissima reazione aerea e contraerea. Fulgido esempio di tenace, sereno ardimento e sprezzo del pericolo. Cielo della Corsica, di Salonicco e del fronte greco-albanese, giugno 1940-XVIII-aprile 1941-XIX<\/i>.\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><b>Gian Galeazzo Ciano<\/b>, meglio conosciuto come\u00a0<b>Galeazzo<\/b>,\u00a0conte\u00a0di\u00a0Cortellazzo\u00a0e\u00a0Buccari\u00a0(Livorno,\u00a018 marzo\u00a01903\u00a0\u2013\u00a0Verona,\u00a011 gennaio\u00a01944), \u00e8 stato un\u00a0diplomatico\u00a0e\u00a0politico\u00a0italiano. Figlio dell&#8217;ammiraglio\u00a0Costanzo Ciano\u00a0e di Carolina Pini, nel\u00a01930\u00a0spos\u00f2\u00a0Edda Mussolini.<\/p>\n<p>Durante la\u00a0prima guerra mondiale\u00a0si trasfer\u00ec con la famiglia a\u00a0Venezia, dove frequent\u00f2 il liceo ginnasio \u00abMarco Polo\u00bb; in seguito si trasfer\u00ec a\u00a0Genova, dove consegu\u00ec la maturit\u00e0 classica. Durante gli studi universitari fece pratica di giornalismo presso\u00a0<i>Il Nuovo Paese<\/i>,\u00a0<i>La Tribuna<\/i>\u00a0e, nel\u00a01924,\u00a0<i>L&#8217;Impero<\/i>, organo fascista intransigente, occupandosi per\u00f2 non di politica ma di critica teatrale: scrisse anche un dramma (<i>Felicit\u00e0 d&#8217;Amleto<\/i>) e un atto unico (<i>Fondo d&#8217;oro<\/i>) che una volta rappresentati non ottennero alcun successo; in un&#8217;occasione, durante la messa in scena, egli e la sua compagnia furono oggetto di lanci d&#8217;ortaggi da parte del pubblico. Frequentava in quel tempo ambienti artistici, giornalistici e mondani.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>GALEAZZO CIANO<\/h2>\n<h3><span id=\"Ascesa\" class=\"mw-headline\">Ascesa<\/span><\/h3>\n<p>Dopo aver conseguito la\u00a0laurea\u00a0in\u00a0giurisprudenza, fu ammesso in\u00a0diplomazia\u00a0e inviato come addetto di\u00a0ambasciata\u00a0a\u00a0Rio de Janeiro. Il 24 aprile\u00a01930\u00a0spos\u00f2 Edda Mussolini, con la quale subito dopo part\u00ec per\u00a0Shanghai\u00a0come\u00a0console. Rientrato in\u00a0Italia, il 1\u00ba agosto\u00a01933\u00a0venne nominato capo dell&#8217;Ufficio stampa da\u00a0Mussolini\u00a0(per il controllo e la guida dei\u00a0<i>mezzi di comunicazioni di massa<\/i>) con il titolo di\u00a0sottosegretario\u00a0alla stampa e alla cultura. Nel\u00a01935\u00a0divenne ministro della Cultura popolare, il\u00a0<i>MINCULPOP<\/i>, competente anche per la Stampa e la\u00a0Propaganda, quindi part\u00ec volontario per la\u00a0guerra d&#8217;Etiopia, ove si distinse come pilota di\u00a0bombardieri, al comando della\u00a015\u00aa Squadriglia da bombardamento Caproni\u00a0e fu decorato.<\/p>\n<p>Nel\u00a01936\u00a0fu nominato\u00a0Ministro degli affari esteri, subentrando, nella carica, allo stesso Mussolini (sottosegretario, dal 1932 al 1936, era stato\u00a0Fulvio Suvich, che in ossequio alla nuova linea di politica estera del Duce era stato &#8220;allontanato&#8221; in qualit\u00e0 di ambasciatore a\u00a0Washington, cos\u00ec come\u00a0Grandi, quattro anni prima, era stato \u00abspedito\u00bb ambasciatore a\u00a0Londra). In tale veste Galeazzo Ciano maneggiava molto denaro, in questo caso dei cittadini. Soldi serviti alla causa del fascismo. Su\u00a0<span class=\"chiarimento\" title=\"Il testo selezionato deve essere comprovato da una fonte affidabile. Modifica la pagina per aggiungere fonti.\">probabili pressioni del Duce<\/span>, fu coinvolto nel duplice omicidio dei fratelli\u00a0Carlo\u00a0e\u00a0Nello Rosselli, colpevoli d&#8217;essere i fondatori del movimento antifascista\u00a0<i>Giustizia e Libert\u00e0.<\/i><\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/34\/Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg\/220px-Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/34\/Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg\/330px-Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/34\/Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg\/440px-Galeazzo_Ciano-Pd-italy-473.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"154\" data-file-width=\"1000\" data-file-height=\"700\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Galeazzo Ciano e\u00a0<a title=\"Benito Mussolini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Benito_Mussolini\">Benito Mussolini<\/a>\u00a0passano in rassegna un reparto militare al rientro in Italia di Ciano dall&#8217;Africa Orientale Italiana\u00a0&#8211;\u00a0Brindisi, 17 maggio\u00a01936<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ciano si era guadagnato una certa confidenza da parte del Principe di Piemonte\u00a0Umberto di Savoia, figlio di\u00a0Vittorio Emanuele III, anche in virt\u00f9 dell\u2019amicizia decennale con Giorgio Rea, professore emerito presso il\u00a0<i>Politecnico di Torino piuttosto noto a Corte<\/i>, con il quale condivideva una certa mentalit\u00e0 e un notevole\u00a0<i>charme<\/i>, anche se Ciano era certamente meno discreto del principe. Divenne il corrispondente preferito tra Umberto (e\u00a0Maria Jos\u00e9) e il movimento fascista. Questa amicizia era considerata produttiva sia dal re sia dal\u00a0dittatore, poich\u00e9 i due sarebbero stati i rispettivi eredi della Corona e del governo e i buoni rapporti fra i futuri eredi rassicuravano i congiunti circa la tenuta futura degli equilibri raggiunti. Il sovrano lo aveva insignito del\u00a0<i><a title=\"Ordine supremo della Santissima Annunziata\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ordine_supremo_della_Santissima_Annunziata\">Collare della Santissima Annunziata<\/a><\/i>, la pi\u00f9 alta onorificenza regia.<\/p>\n<p>Probabilmente con l&#8217;approvazione di parte del Principe\u00a0Umberto, Ciano tenne l&#8217;Italia\u00a0distante dalla\u00a0Germania\u00a0hitleriana il pi\u00f9 a lungo possibile, con l&#8217;aiuto dell&#8217;ambasciatore a\u00a0Berlino,\u00a0Bernardo Attolico. Ciano percep\u00ec chiaramente il pericolo che\u00a0Hitler\u00a0rappresentava anche per l&#8217;Italia, quando i\u00a0Nazisti\u00a0uccisero il Primo Ministro austriaco\u00a0Dollfuss, che aveva avuto degli stretti legami con la famiglia Mussolini (la moglie e i figli di Dollfuss si trovavano in vacanza in Italia a casa del\u00a0<i>Duce<\/i>\u00a0quando il marito fu assassinato), e pot\u00e9 scorgere in questa azione di forza un freddo avviso delle intenzioni del\u00a0<i>F\u00fchrer<\/i>.<\/p>\n<p>A poco a poco, in seguito a una serie di incontri con\u00a0Joachim von Ribbentrop\u00a0e Hitler che portarono il 22 maggio\u00a01939\u00a0alla sottoscrizione del\u00a0Patto d&#8217;Acciaio, Ciano (praticamente costretto dal suocero a sottoscriverlo, malgrado i suoi tentativi di temporeggiare, per le informazioni che il Ministro degli Esteri britannico\u00a0Anthony Eden\u00a0sollecitato da\u00a0Dino Grandi, gli aveva fatto pervenire) consolid\u00f2 i suoi dubbi sulla nazione alleata, ed ebbe diverse divergenze col suocero. Alla fine, come scrisse nei suoi diari, non era sicuro se augurare agli italiani \u00abuna vittoria o una sconfitta tedesca\u00bb.<\/p>\n<p>Il 23 marzo\u00a01939\u00a0Ciano divenne Consigliere nazionale della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/shop\/militaria\/ventennio-fascista-pnf-mvsn\/berretto-ministero-corporazioni-fascista-1938-1943\/\"><strong><i>Camera dei Fasci e delle Corporazioni<\/i><\/strong><\/a>.<\/p>\n<h3><span id=\"Il_regno_d'Albania\" class=\"mw-headline\">Il regno d&#8217;Albania<\/span><\/h3>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Galeazzo-Ciano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/4\/40\/Galeazzo-Ciano.jpg\/220px-Galeazzo-Ciano.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/4\/40\/Galeazzo-Ciano.jpg\/330px-Galeazzo-Ciano.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/4\/40\/Galeazzo-Ciano.jpg\/440px-Galeazzo-Ciano.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"148\" data-file-width=\"620\" data-file-height=\"417\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Ciano con re Zog d&#8217;Albania<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, il 7 aprile del\u00a01939, un\u00a0venerd\u00ec santo, l&#8217;Italia aveva invaso e poco dopo conquistato il\u00a0<i>Regno d&#8217;Albania<\/i>.\u00a0Tirana\u00a0era da tempo nella sfera di influenza italiana e l&#8217;impresa, militarmente non impegnativa e resa non ardua dall&#8217;irrisoria resistenza incontrata consistette, in pratica, solo nello sbarco di un piccolo contingente di truppe italiane nei quattro principali porti albanesi, e provoc\u00f2 una decina di morti in scontri con bande di resistenza civile.<\/p>\n<p>Il progetto, gi\u00e0 proposto in precedenza, fu prontamente realizzato allorch\u00e9 la\u00a0Germania, nel marzo 1939, invi\u00f2 le sue truppe in\u00a0Cecoslovacchia\u00a0e vi stabil\u00ec il\u00a0<i>protettorato di Boemia e Moravia<\/i>; all&#8217;interno dell&#8217;Asse, queste operazioni avevano &#8211; nell&#8217;opinione pubblica &#8211; consolidato l&#8217;immagine dei tedeschi e allo stesso tempo indebolito quella degli italiani, integrando una sorta di gerarchia di fatto.<\/p>\n<p>Di un&#8217;espansione verso l&#8217;Albania\u00a0o verso il\u00a0Regno di Jugoslavia, a\u00a0Roma\u00a0si era gi\u00e0 discusso a fondo da molto tempo; per quanto riguardava l&#8217;Albania, il discorso era stato anzi affrontato proprio con\u00a0Belgrado, prima con\u00a0Milan Stojadinovi\u0107\u00a0e poi con\u00a0Cvektovi\u0109\u00a0ma quest&#8217;ultimo aveva declinato l&#8217;offerta di una spartizione, anche per l&#8217;elevata presenza di albanesi sul territorio jugoslavo, e ne era sortito un trattato (1937) contenente un patto di non aggressione che in realt\u00e0 era un\u00a0<i>nulla osta<\/i>\u00a0a un&#8217;eventuale azione italiana su\u00a0Tirana\u00a0(oltre che un tentativo del\u00a0Reggente Paolo di Jugoslavia\u00a0di tener lontane\u00a0Italia\u00a0e\u00a0Germania).<\/p>\n<p>La Germania, del resto, aveva pi\u00f9 volte indicato di non nutrire interessi su queste aree.<\/p>\n<p>Il paese, a neanche 150 chilometri dalle coste\u00a0pugliesi, era di fatto fin dalla\u00a0prima guerra mondiale\u00a0profondamente influenzato dall&#8217;Italia, che aveva accettato nel settembre del\u00a01928\u00a0l&#8217;auto-proclamazione di re\u00a0Zog I\u00a0(Ahmed Bey Zogu), in seguito accusato di essere un\u00a0tiranno\u00a0incline all&#8217;arricchimento personale e al\u00a0nepotismo. Mentre\u00a0Zog I, all&#8217;arrivo degli italiani, riparava in\u00a0Grecia, la conquista fu perfezionata con l&#8217;offerta della corona d&#8217;Albania\u00a0a\u00a0Vittorio Emanuele III\u00a0il 16 aprile 1939, con una piccola cerimonia svoltasi al\u00a0Quirinale.<\/p>\n<p>Il governo dell&#8217;Albania\u00a0fu affidato al\u00a0luogotenente\u00a0del re,\u00a0<strong>Francesco Jacomoni di San Savino<\/strong>, che lo mantenne fino all&#8217;8 settembre del\u00a01943; si tratt\u00f2 di un\u00a0governo di facciata, con ministri albanesi affiancati da consiglieri italiani con poteri di\u00a0controfirma. Circa il ruolo di Ciano nella vicenda albanese, quantunque non formalmente onorato di alcuna carica specifica diretta, soprattutto nella storiografia anglosassone \u00e8 comunemente ritenuto il vero \u00abreggente\u00bb della colonia, e anche nella storiografia italiana lo si menziona spesso come \u00abvicer\u00e9\u00bb, poich\u00e9 di fatto come tale ebbe a condursi. L&#8217;intitolazione alla moglie di un porto (Porto Edda), ma pi\u00f9 ancora la scoperta promozione della soppressione del\u00a0Ministero degli Esteri\u00a0e di quello della Difesa di\u00a0Tirana, ruoli devoluti al governo di\u00a0Roma\u00a0con un \u00abtrattato\u00bb del 3 giugno, indicano la centralit\u00e0 del suo ruolo; anche la costituzione del\u00a0<i>Partito Fascista Albanese<\/i>, sollecitata da\u00a0Achille Starace\u00a0gi\u00e0 dal mese di aprile (quando trionfalmente sbarc\u00f2 in\u00a0Albania\u00a0salutato da 19 salve di cannone), fu sottoposta all&#8217;autorizzazione di Ciano (che la concesse solo nel mese di giugno e che ne permise la formalizzazione solo nel marzo dell&#8217;anno successivo ponendovi a capo l&#8217;amico personale\u00a0Tefik Mborja).<\/p>\n<p>Il 13 aprile, Ciano si rivolse subito agli albanesi come gestore diretto della loro Nazione, garantendo loro che le loro aspirazioni nazionali sarebbero state sostenute dall&#8217;Italia anche in ordine all&#8217;espansione dei confini, questione che in pratica si riferiva al recupero delle zone asseritamente \u00abalbanesi\u00bb nei territori greco e jugoslavo; essendo i proclami diretti al\u00a0Ministero degli Esteri\u00a0albanese (che di l\u00ec a poco sarebbe stato soppresso) fonte di inquietudini per i paesi vicinanti, a questi Ciano si affrett\u00f2 a segnalare (una settimana dopo, a\u00a0Venezia) il disinteresse italiano per l&#8217;argomento e la strumentalit\u00e0 delle dichiarazioni. Ci\u00f2 nonostante, fece istituire un\u00a0<i>Ufficio Speciale per l&#8217;Irredentismo<\/i>\u00a0che fra i suoi compiti non palesi aveva anche quello di preparare una struttura militare clandestina per il momento, ritenuto non lontano, in cui fosse esplosa una crisi in\u00a0Jugoslavia.<\/p>\n<h3><span id=\"La_guerra\" class=\"mw-headline\">La guerra<\/span><\/h3>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Galeazzo_Ciano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/0\/08\/Galeazzo_Ciano.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"318\" data-file-width=\"146\" data-file-height=\"318\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Ciano nel 1938<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al 10 giugno 1940 il Maggiore Ciano era comandante del CV Gruppo\u00a0S.M.79\u00a0del\u00a046\u00ba Stormo\u00a0dell&#8217;Aeroporto di Pisa-San Giusto. All&#8217;inizio della\u00a0seconda guerra mondiale, quando le sue posizioni anti-tedesche erano oramai note (<span class=\"chiarimento\" title=\"Il testo selezionato deve essere comprovato da una fonte affidabile. Modifica la pagina per aggiungere fonti.\">Hitler\u00a0avrebbe avvisato\u00a0Mussolini\u00a0tempo dopo: \u00abCi sono dei traditori nella sua famiglia\u00bb<\/span>), molti osservatori ritengono che sia stata di Ciano la maggiore influenza nella formulazione della \u00abnon belligeranza\u00bb, locuzione a effetto cui corrispondeva una posizione dell&#8217;Italia assolutamente fumosa, per un verso non concorde nell&#8217;aggredire, per un altro non discorde con l&#8217;aggressore.<\/p>\n<p>A questa morbida quanto inconcludente situazione si era giunti con una sua intuizione, tradottasi nell&#8217;invio di una famosa lettera a\u00a0Hitler\u00a0(il quale premeva perch\u00e9 l&#8217;Italia\u00a0partecipasse al conflitto), passata alla storia come\u00a0<i>lista del molibdeno<\/i>, in cui si chiedeva alla\u00a0Germania\u00a0una mole incredibile di mezzi e armamenti (che si calcol\u00f2 che avrebbero richiesto, per il solo trasporto, ben 17.000 treni) e dinanzi a tale richiesta i\u00a0nazisti allentarono le pressioni, almeno per un po&#8217;.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia, per\u00f2, non era in guerra, e questo &#8211; considerati i patti &#8211; parve comunque un ottimo risultato. Il\u00a0Patto d&#8217;Acciaio\u00a0prevedeva, infatti, l&#8217;obbligo di prestare immediato ausilio militare (indipendentemente dalle eventuali cause di conflitto):<\/p>\n<dl>\n<dd>\u00abArt. 3. &#8211;\u00a0<i>Se, malgrado i desideri e le speranze delle Parti contraenti, dovesse accadere che una di esse venisse a essere impegnata in complicazioni belliche con un&#8217;altra o con altre Potenze, l&#8217;altra Parte contraente si porr\u00e0 immediatamente come alleata al suo fianco e la sosterr\u00e0 con tutte le sue forze militari, per terra, per mare e nell&#8217;aria.\u00bb<\/i><\/dd>\n<\/dl>\n<p>Quando l&#8217;Italia\u00a0entr\u00f2 in guerra fu Ciano, per via del ruolo che ricopriva, a consegnare le dichiarazioni agli ambasciatori di\u00a0Francia\u00a0e\u00a0Regno Unito. Pochi mesi dopo fu l&#8217;ideatore della\u00a0guerra alla Grecia. Forse &#8211; \u00e8 stato ipotizzato &#8211; ingannato dalla troppo facile conquista albanese. Considerando che ad\u00a0Atene, retto dal generale\u00a0Ioannis Metaxas, vigeva un regime militare non ostile all&#8217;Italia.<\/p>\n<p>L&#8217;invasione (Campagna di Grecia) si trasform\u00f2 in breve tempo in un disastro militare che vide le truppe italiane ricacciate in\u00a0Albania, ci\u00f2 che non era stato messo in conto: infatti i greci ebbero una reazione di orgoglio e, pur se in condizioni di inferiorit\u00e0 tecnologica, reagirono all&#8217;attacco con imprevista partecipazione, respingendo gli italiani e causando anche le dimissioni (prontamente accolte) di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/shop\/fotografia\/personaggi-storici\/badoglio-maresciallo-italia-autografo-su-fotografia-1\/\"><strong>Pietro Badoglio<\/strong><\/a>, su cui ebbero un loro peso anche le scomode ma sincere osservazioni scandalizzate di\u00a0Roberto Farinacci.<\/p>\n<p>Dinanzi alle difficolt\u00e0 che, invece, furono incontrate, registrando le prime avvisaglie di negativit\u00e0 delle vicende belliche, Ciano non tard\u00f2 a tornare su posizioni pi\u00f9 dubitative, esprimendo le sue perplessit\u00e0 sia \u00abin famiglia\u00bb sia ad altri gerarchi. Anche a causa delle cariche ricoperte, con particolare riguardo ai rapporti con il\u00a0Regno Unito, una pi\u00f9 intensa frequentazione operativa lo condusse a ispessire il rapporto con\u00a0Dino Grandi, che, morto\u00a0Italo Balbo, restava l&#8217;esponente pi\u00f9 indipendente del vertice del fascismo.<\/p>\n<p>Nel\u00a01942\u00a0Vittorio Emanuele III\u00a0lo nomina Conte di\u00a0Buccari, in aggiunta al titolo di Conte di\u00a0Cortellazzo\u00a0che era stato conferito a suo padre Costanzo dopo la\u00a0prima guerra mondiale. Nella primavera del\u00a01943, in occasione di un rimpasto delle cariche istituzionali con la quale\u00a0Mussolini\u00a0sperava di riaffidare i posti-chiave a uomini di certa fiducia, Ciano venne mandato come ambasciatore in\u00a0Vaticano. \u00c8 in questo momento che il suo rapporto con\u00a0Monsignor Montini\u00a0&#8211; futuro papa e allora\u00a0sostituto alla segreteria di Stato della Santa Sede\u00a0&#8211; raggiunse la maggiore intensit\u00e0, tenendo il\u00a0regime fascista\u00a0in contatto con tutte le principali potenze internazionali, attraverso la mediazione dell&#8217;influente prelato.<\/p>\n<p>Con la fine dell&#8217;incarico di ministro fin\u00ec anche la stesura dei celebri Diari, terminata l&#8217;8 febbraio\u00a01943.<\/p>\n<h3><span id=\"Il_25_luglio\" class=\"mw-headline\">Il 25 luglio<\/span><\/h3>\n<p>Il\u00a025 luglio 1943, quando l&#8217;opposizione interna guidata da\u00a0Dino Grandi\u00a0(che si coordinava con il\u00a0Quirinale) stava infine per sconfiggere\u00a0Mussolini, Ciano vi si un\u00ec. Al\u00a0<i>Gran Consiglio del fascismo<\/i>, infatti, vot\u00f2 l&#8217;ordine del giorno di Grandi (insieme ad altri diciotto gerarchi), approvando perci\u00f2 l&#8217;indicazione contenuta nella mozione, volta a far s\u00ec che il re riprendesse in mano l&#8217;esercito e il governo della nazione; in pratica, quello di Ciano fu un voto pesantissimo e dalle conseguenze irreversibili contro il suocero. Va notato che questi avrebbe avuto modo di fermare l&#8217;azione di questa\u00a0fronda, invece, rinunziando in un certo senso a opporvisi, l&#8217;agevol\u00f2 sia convocando il\u00a0<i>Gran Consiglio<\/i>\u00a0(che non si riuniva da diversi anni e che non era ritenuto da autorevoli giuristi dell&#8217;epoca competente a deliberare sul tema dei rapporti istituzionali tra\u00a0Governo\u00a0e\u00a0Monarchia), sia consentendo di mettere ai voti la mozione, sia &#8211; infine &#8211; disponendo di metterla ai voti per prima rispetto alle mozioni alternative di\u00a0Carlo Scorza\u00a0e Farinacci.<\/p>\n<p>Si \u00e8 a lungo congetturato sulle reali motivazioni dell&#8217;adesione di Ciano alla proposta di Grandi, tenuto conto che al voto sul famoso\u00a0<i>ordine del giorno<\/i>, dovrebbe esser giunto dopo averne discusso col\u00a0<i>Duce<\/i>, informato dallo stesso Grandi con qualche giorno di anticipo (ma anche\u00a0Mussolini, \u00e8 stato fatto notare, doveva essere ben al corrente dell&#8217;adesione del genero). Probabilmente Ciano condivideva con gli altri due gerarchi la considerazione che il tempo del\u00a0fascismo\u00a0fosse venuto a esaurimento ma, forse, ritenendosi ancora candidato alla successione, pensava che in una nuova gattopardesca riformulazione poco sarebbe cambiato e che egli sarebbe rimasto in auge.<\/p>\n<p>Il voto di Ciano fu, sotto un profilo di pubblica immagine, il colpo pi\u00f9 grave inferto al prestigio del capo del regime, cui di fatto pareva che nemmeno il genero fosse pi\u00f9 affidabile. Le previsioni ottimistiche di Ciano, che si prefigurava rimpasti e aggiustamenti dopo questa sorta di\u00a0<i>golpe<\/i>\u00a0(disse infatti a\u00a0Bottai\u00a0di attendersi che ci si sarebbe \u00abaggiustati\u00bb), naufragarono insieme con la disillusione di Grandi, che credeva di aver operato per consegnare il comando al Maresciallo d&#8217;Italia\u00a0Enrico Caviglia\u00a0e che, invece, vide salire al potere il parigrado ma poco gradito\u00a0Badoglio.<\/p>\n<p>Badoglio\u00a0avrebbe d&#8217;un tratto bruciato tutte le aspettative dei gerarchi, schierando una compagine d&#8217;apparato tutta \u00abdel re\u00bb e cominciando immediatamente la defascistizzazione dello\u00a0Stato. Se Bottai ne era quasi contento, Grandi ne era sorpreso (pi\u00f9 che altro per il poco chiaro atteggiamento del Sovrano); Ciano &#8211; che il 31 luglio si era dimesso dall&#8217;ambasciata in Vaticano &#8211; fu invece quello che si trov\u00f2 maggiormente spiazzato e, a differenza degli altri due, tard\u00f2 a mettersi in salvo. Nello sconcerto, acuito poco dopo dall&#8217;armistizio di Cassibile, cerc\u00f2 invano di organizzare un esilio protetto per la sua famiglia, ma il\u00a0Vaticano\u00a0si rifiut\u00f2 di nasconderli. Nei giorni convulsi dell&#8217;agosto\u00a01943\u00a0fugg\u00ec a\u00a0Monaco di Baviera, convinto di trovarvi protezione e un aereo per la\u00a0Spagna, ignorando che nel frattempo\u00a0Vittorio Mussolini,\u00a0Roberto Farinacci\u00a0e\u00a0Alessandro Pavolini\u00a0stavano accusando alla radio i traditori del fascismo e in particolare lui, che divenne il bersaglio principale.<\/p>\n<h3><span id=\"La_fine\" class=\"mw-headline\">La fine<\/span><\/h3>\n<p>Ciano fu estradato in\u00a0Italia\u00a0su esplicita richiesta del neonato\u00a0Partito Fascista Repubblicano, il 17 ottobre\u00a01943\u00a0per essere incarcerato;\u00a0Edda\u00a0e i figli erano rientrati in Italia alcuni giorni prima.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Processo_Verona_1944.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/22\/Processo_Verona_1944.gif\/290px-Processo_Verona_1944.gif\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/22\/Processo_Verona_1944.gif\/435px-Processo_Verona_1944.gif 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/22\/Processo_Verona_1944.gif\/580px-Processo_Verona_1944.gif 2x\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"167\" data-file-width=\"744\" data-file-height=\"428\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Galeazzo Ciano al processo di Verona<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>A opera di\u00a0Alessandro Pavolini si allestiva il processo ai \u00abtraditori\u00bb del 25 luglio, e il voto al\u00a0<i>Gran Consiglio<\/i>\u00a0fu considerato alto tradimento. Durante il processo gli inquirenti trattarono Ciano quasi con benevolenza temendo che Ciano raccontasse avvenimenti segreti, sgraditi al Regime fascista.<\/p>\n<p>Dopo una celere assise pubblica, nota come\u00a0<i>processo di Verona<\/i>, Ciano venne riconosciuto colpevole insieme a\u00a0Marinelli,\u00a0Gottardi,\u00a0Pareschi\u00a0e al vecchio generale\u00a0Emilio De Bono\u00a0(insieme con altri gerarchi\u00a0contumaci); inoltre, il genero del Duce fu l&#8217;unico imputato a essere condannato alla\u00a0fucilazione\u00a0all&#8217;unanimit\u00e0: gli altri ricevettero 5 voti favorevoli e 4 contrari (Tullio Cianetti\u00a0ebbe il risultato opposto) mentre contro l&#8217;ex Ministro degli Esteri si registr\u00f2 un\u00a0<i>9 a 0<\/i>.<\/p>\n<p>La sera prima dell&#8217;esecuzione, Ciano si rifiut\u00f2, in primo momento, di firmare la petizione di grazia al\u00a0<i>Duce<\/i>\u00a0ma poi, pressato dai suoi compagni di carcere, fin\u00ec per accettare.\u00a0Pavolini, indispettito, pass\u00f2 l&#8217;intera notte a cercare un funzionario che firmasse la respinta alla domanda di grazia. Tutti si rifiutarono di firmare, alla fine trov\u00f2, o meglio, costrinse un piccolo funzionario a firmare contro la sua volont\u00e0. Comunque, Mussolini non si mosse per salvare il genero.<\/p>\n<p>L&#8217;11 gennaio\u00a01944\u00a0avvenne l&#8217;esecuzione di Ciano al poligono di tiro di\u00a0Verona, insieme agli altri quattro ex-gerarchi, legati alle sedie e fucilati alla schiena come in uso ai traditori. Prima della fucilazione Ciano pronunci\u00f2 a Monsignor Chiot le seguenti parole: &#8220;Faccia sapere ai miei figli che muoio senza rancore per nessuno. Siamo tutti travolti nella stessa bufera&#8221;. Prima degli spari si gir\u00f2 verso il plotone di esecuzione. Un cineoperatore tedesco riprese tutta la scena. Ciano non mor\u00ec immediatamente: i fucilati, seduti e di schiena, offrirono un bersaglio pi\u00f9 difficile per gli organi vitali; il plotone di esecuzione non spar\u00f2 a distanza ravvicinata e fu necessario il\u00a0colpo di grazia\u00a0con due proiettili alla testa. Il crudo filmato, realizzato dal cineoperatore tedesco e scomparso durante i primi governi\u00a0De Gasperi, fu ritrovato grazie a\u00a0Renzo De Felice.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;esecuzione Edda fugg\u00ec in\u00a0Svizzera\u00a0portando con s\u00e9 i preziosi diari del marito, nascosti sotto la pelliccia piena di tasche insieme con alcuni gioielli e una lettera per la madre, donna Rachele. Il corrispondente di guerra\u00a0Paul Ghali\u00a0del\u00a0<i>Chicago Daily News<\/i>\u00a0apprese del suo segreto internamento in un convento svizzero e organizz\u00f2 la pubblicazione dei diari. Essi rivelano, pur tra abbellimenti e riscritture postdatate, la storia segreta del\u00a0regime fascista\u00a0dal\u00a01937\u00a0al\u00a01943\u00a0e sono considerati una fonte storica primaria (i diari sono strettamente politici e contengono poco della vita privata di Ciano).<\/p>\n<p>Il corpo di Ciano oggi riposa nel\u00a0Cimitero della Purificazione, a\u00a0Livorno.<\/p>\n<h4><span id=\".22L.27operazione_Conte.22\"><\/span><span id=\"&quot;L'operazione_Conte&quot;\" class=\"mw-headline\">&#8220;<i>L&#8217;operazione Conte<\/i>&#8220;<\/span><\/h4>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/30\/Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg\/170px-Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/30\/Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg\/255px-Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/30\/Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg\/340px-Galeazzo_Ciano_nel_carcere_degli_Scalzi.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"289\" data-file-width=\"1024\" data-file-height=\"1740\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Galeazzo Ciano nel\u00a0carcere degli Scalzi<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>A cavallo tra il 1943\u00a0e il\u00a01944\u00a0si venne a sviluppare un piano che puntava alla liberazione di Ciano in cambio dei suoi diari che vedeva coinvolti il tenente colonnello\u00a0Wilhelm H\u00f6ttl, capo del servizio segreto tedesco in Italia e\u00a0Ernst Kaltenbrunner, comandante in capo del\u00a0Reichssicherheitshauptamt, responsabile delle operazioni dei\u00a0servizi segreti\u00a0in\u00a0Germania\u00a0e all&#8217;estero. Si prevedeva un&#8217;azione di forza tedesca per liberare Ciano e acquisire i diari, cos\u00ec come fu proposta da\u00a0Frau Beetz, il 28 dicembre, al generale\u00a0Harster. L&#8217;operazione che avrebbe dovuto svolgersi mantenendo\u00a0Hitler\u00a0all&#8217;oscuro di tutto fu denominata \u00abOperazione Conte\u00bb. L&#8217;operazione fu bloccata da\u00a0Hitler\u00a0il quale, venuto a conoscenza della cosa, decise di non concedere il suo avallo<\/p>\n<p>Per approfondite ricerche su Galeazzo Ciano, su tutta la sua vita e carriera , si rimanda alle seguenti fonti web :<\/p>\n<p>Wikipedia <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Galeazzo_Ciano\">Galeazzo Ciano<\/a> ,\u00a0 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/15%C2%AA_Squadriglia_da_bombardamento_Caproni\"><em>Wikipedia<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8.20<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Fotografia con dedica ed autografo, originale, di <strong>GALEAZZO CIANO\u00a0<\/strong> in uniforme da pilota della Regia Aeronautica, con giubbino Marus e patch al petto della squadriglia <strong>LA DISPERATA<\/strong> &#8211; 1938<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">In ottime condizioni avente i suoi segni del tempo. la fotografia viene fornita di certificato di originalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dimensioni circa mm.30 x 24<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":6905,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[176,190,155,178,584,198,175,185],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - 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