{"id":6534,"date":"2020-08-14T16:59:20","date_gmt":"2020-08-14T16:59:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=6534"},"modified":"2023-03-20T15:38:59","modified_gmt":"2023-03-20T14:38:59","slug":"summa-audacia-et-virtus-pugnale-cc-nn-28-ottobre","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/summa-audacia-et-virtus-pugnale-cc-nn-28-ottobre\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41SUMMA AUDACIA ET VIRTUS pugnale CC.NN. 28 Ottobre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Distintivo in argento punzonato<\/strong> raffigurante un pugnale da marcia della <strong>MVSN<\/strong> con motto inciso\u00a0 <strong>SUMMA AUDACIA ET VIRTUS <\/strong>&#8211; identificativo della Divisione Camicie Nere CC.NN. <strong>&#8220;28 OTTOBRE&#8221;<\/strong>\u00a0 Splendida miniatura di uno dei pugnali pi\u00f9 rari , da ufficiale della <em>Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, Camicie Nere CC.NN. &#8211;\u00a0<\/em>Realizzato in argento, con punzone riportato sul retro a ridosso della guardia, avente una losanga con marchio del fabbricante identificato dal numero 2 , seguito da un fascio littorio e dalla sigla della provincia presumibilmente CR, Cremona. Il distintivo ha l&#8217;impugnatura sagomata e smaltata di nero, e due dettagli in metallo argentato a simulare i due rivetti centrali atti a fissare le guancette. Completo della sua spilla originale.<\/p>\n<p>In ottime condizioni, con lievi segni di usura sullo smalto nero dell&#8217;impugnatura, come evidenziato nelle foto allegate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MATERIALE\u00a0 \u00a0 \u00a0:\u00a0<\/strong> Argento e smalti<\/p>\n<p><strong>MISURE\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 mm.35 lunghezza<\/p>\n<p><strong>MARCHIO\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 punzone bollo fascio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">NOTIZIE<\/h2>\n<h3>Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale MVSN<\/h3>\n<p>La\u00a0<b>Milizia volontaria per la sicurezza nazionale<\/b>\u00a0(in acronimo\u00a0<b>MVSN<\/b>, spesso genericamente identificata con la locuzione\u00a0<b>camicie nere<\/b>\u00a0a causa delle camicie di colore nero adottate quale parte della\u00a0divisa, come spesso indicato anche nella\u00a0storiografia\u00a0non italiana) \u00e8 stato un corpo di\u00a0gendarmeria\u00a0a ordinamento militare e dal 1924 una\u00a0forza armata\u00a0dell&#8217;Italia fascista.<\/p>\n<p>La sua fondazione fu decisa e annunciata dal Consiglio dei ministri del 28 dicembre\u00a01922\u00a0presieduto da\u00a0Benito Mussolini\u00a0e decretata dal re\u00a0Vittorio Emanuele III\u00a0con\u00a0regio decreto-legge\u00a0il 14 gennaio 1923, n. 31 (poi convertito in legge il 17 aprile 1925) entrato in vigore il 1\u00ba febbraio 1923; essa accorp\u00f2 le\u00a0Squadre d&#8217;azione\u00a0(<i>Camicie nere<\/i>) e le milizie\u00a0Sempre Pronti per la Patria e per il Re\u00a0dell&#8217;Associazione Nazionalista Italiana\u00a0(<i>Camicie azzurre<\/i>).<\/p>\n<p>Dal 1927, l&#8217;arruolamento nella MVSN costitu\u00ec l&#8217;atto finale della\u00a0leva fascista, parallelamente all&#8217;iscrizione al Partito Nazionale Fascista, con l&#8217;adozione del\u00a0saluto romano.<\/p>\n<p>Inizialmente pensata come milizia a uso esclusivo del\u00a0PNF (rispondeva solo al\u00a0Presidente del Consiglio dei ministri\u00a0e a lui solo era dovuto il giuramento, in contrasto con l&#8217;obbligo di giuramento al sovrano), nel tempo con la &#8220;costituzionalizzazione&#8221; del\u00a0fascismo\u00a0e divenendo\u00a0forza armata, con un evidente contrasto con il\u00a0Regio esercito, perse la sua esclusivit\u00e0 nei compiti e fin\u00ec col affiancarsi quasi del tutto con le altre forze armate.<\/p>\n<h2><span id=\"Origini_e_costituzione\" class=\"mw-headline\">Origini e costituzione<\/span><\/h2>\n<p>La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nasceva dall&#8217;esigenza del Partito Nazionale Fascista, appena giunto al potere, di irregimentare le\u00a0squadre d&#8217;azione\u00a0in una vera e propria milizia riconosciuta dallo Stato. A fronte di ci\u00f2,\u00a0Benito Mussolini\u00a0incaricava una commissione di studio, composta da\u00a0Emilio De Bono,\u00a0Cesare Maria De Vecchi,\u00a0Aldo Finzi,\u00a0Italo Balbo\u00a0e\u00a0Attilio Teruzzi, di studiare il problema.<\/p>\n<p>La commissione realizzava un progetto sulla formazione e organizzazione di un corpo di volontari, inquadrato nell&#8217;esercito nazionale mediante regolare reclutamento, in una fascia di et\u00e0 compresa tra i 17 e i 50 anni, analogamente ad altri Stati che godevano di altrettante milizie. Questo avvenne per i primi quattro anni. Il\u00a0servizio di leva\u00a0obbligatorio poteva essere svolto anche all&#8217;interno della milizia.<\/p>\n<p>La Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale venne creata il 1\u00ba febbraio del 1923, sulla base delle vecchie squadre d\u2019azione fasciste, per concorrere a &#8220;mantenere all&#8217;interno l&#8217;ordine pubblico&#8221;. Il primo comandante generale fu\u00a0Italo Balbo,\u00a0quadrumviro\u00a0della\u00a0Marcia su Roma\u00a0e futuro\u00a0Maresciallo dell&#8217;aria.<\/p>\n<p>Con Regio Decreto del 4 agosto 1924 la M.V.S.N. entr\u00f2 a far parte delle\u00a0Forze armate dello Stato, per cui le Camicie Nere prestavano giuramento al re e non al Partito fascista, e la Milizia divenne la quarta\u00a0forza armata\u00a0italiana.<\/p>\n<p>La M.V.S.N. era strutturata territorialmente, originariamente su base volontaria, formata da iscritti al Partito Nazionale Fascista tra i 16 e i 50 anni (inclusi reduci della prima guerra mondiale e da ufficiali del Regio Esercito, promossi di un grado per aderirvi); dal 1927 su base obbligatoria secondo i precetti della leva fascista, traendo le reclute delle Legioni direttamente dagli\u00a0avanguardisti dopo il compimento del 18\u00ba anno di et\u00e0, dal 1930 del 20\u00ba anno. Oltre i 36 anni il milite entrava nelle unit\u00e0 territoriali sino ai 55 anni, con il nome di triario.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione della Milizia si articolava su un comando generale (il comandante generale era Benito Mussolini, con il grado di Primo caporale d&#8217;onore; alle sue dipendenze il capo di stato maggiore, preposto a reggere il comando generale). Il territorio del regno era ripartito in quattro raggruppamenti (Milano, Bologna, Roma, Napoli) al comando di luogotenenti generali. Ogni comando di raggruppamento aveva alle proprie dipendenze un certo numero di gruppi (33 in totale) retti da consoli generali. Ciascun comando di gruppo aveva alle proprie dipendenze un certo numero di\u00a0legioni\u00a0ordinarie (120 in tutto) comandate da consoli.<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p>La struttura della M.V.S.N. era a ordinamento ternario: ogni legione si componeva di tre coorti, a loro volta formate da tre centurie; ogni centuria era formata da tre manipoli e ogni manipolo da tre squadre. Dopo alcune modifiche sostanziali all&#8217;ordinamento, susseguitesi tra\u00a01929\u00a0e il\u00a01935, nel\u00a01939\u00a0si tornava alla struttura di partenza.<\/p>\n<p>Un gruppo di\u00a0legioni, corrispondeva a una\u00a0brigata, la Legione, corrispondeva a un\u00a0reggimento, la\u00a0coorte\u00a0al\u00a0battaglione, la\u00a0Centuria\u00a0alla\u00a0compagnia, il\u00a0manipolo\u00a0al\u00a0plotone\u00a0e la\u00a0squadra, con una terminologia di ovvia origine romana. Anche i gradi si richiamavano all\u2019antica Roma: i colonnelli della M.V.S.N. erano chiamati\u00a0consoli, i\u00a0capitani\u00a0centurioni, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>La M.V.S.N. era costituita dalla Milizia ordinaria e da quelle speciali. Le specialit\u00e0 della M.V.S.N. erano: Forestale, Stradale, Ferroviaria, Postelegrafonica e Portuale. Alla Milizia ordinaria appartenevano la Milizia Confinaria, quella Coloniale e la Milizia Universitaria, che aveva compiti d\u2019istruzione premilitare. Nel 1930 vennero aggiunte la Milizia per la difesa contraerea (prima D. A.T., poi DiCat) e la Milizia Marittima (MilMart). Per quanto concerne gli ufficiali, vi erano quelli in servizio permanente effettivo, quelli inclusi nei cosiddetti quadri (non abitualmente in servizio, ma richiamabili) e quelli compresi nella riserva. Il sistema prevedeva la possibilit\u00e0 per gli ufficiali generali e superiori, nonch\u00e9 per i centurioni, di transitare a domanda, dalle altre Forze armate alla Milizia. Il Comando generale, delegato per legge, provvedeva alla nomina degli ufficiali.<\/p>\n<p>Il servizio svolto dai miliziani della MVSN fino al grado di caposquadra (che corrisponde grosso modo a quello di sergente) non era di carattere continuativo, ma si basava su delle chiamate periodiche, in genere in vista di particolari eventi o per ragioni addestrative. La mobilitazione generale era di esclusiva competenza di Mussolini. L&#8217;organizzazione di tale corpo, oltre ad avere una propria progressione di carriera (succedeva ad esempio che il gerarca\u00a0Achille Starace fosse contemporaneamente generale della Milizia e colonnello del Regio Esercito), non poteva prescindere da una propria struttura amministrativa e sanitaria; ugualmente per quanto concerne i cappellani militari.<\/p>\n<ul>\n<li>Squadra (Squadra)\u00a0= comandata da un caposquadra (sergente)<\/li>\n<li>Manipolo\u00a0(Plotone) = comandata da un capomanipolo (tenente)<\/li>\n<li>Centuria\u00a0(Compagnia) = comandata da un centurione (capitano)<\/li>\n<li>Coorte\u00a0(Battaglione) = comandata da un seniore (maggiore)<\/li>\n<li>Legione (Reggimento) = comandata da un console (colonnello)<\/li>\n<li>Gruppo di Legioni (Brigata) = comandate da un console generale (generale di Brigata)<\/li>\n<li>Zona (Divisione) = comandata da un ispettore generale di zona poi luogotenente generale (generale di Divisione)<\/li>\n<\/ul>\n<h3><span id=\"Le_specialit.C3.A0_della_Milizia_ordinaria\"><\/span><span id=\"Le_specialit\u00e0_della_Milizia_ordinaria\" class=\"mw-headline\">Le specialit\u00e0 della Milizia ordinaria<\/span><\/h3>\n<p>In seno alla Milizia ordinaria erano altres\u00ec presenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Milizia coloniale\u00a0&#8211; compiti di polizia nelle\u00a0colonie<\/li>\n<li>Milizia confinaria\u00a0&#8211; compiti di polizia di frontiera in concorso con l&#8217;Arma dei Carabinieri\u00a0e la\u00a0Guardia di Finanza<\/li>\n<li>Milizia artiglieria contraerea\u00a0&#8211; compiti di difesa dello spazio aereo italiano unitamente alle altre unit\u00e0 delle\u00a0Forze armate<\/li>\n<li>Milizia marittima di artiglieria\u00a0&#8211; compiti di difesa costiera<\/li>\n<li>Milizia fascista albanese\u00a0&#8211; compiti di polizia in\u00a0Albania<\/li>\n<li>Milizia ruolo medico\u00a0&#8211; servizio sanitario autonomo della Milizia<\/li>\n<li>Assistenza spirituale della Milizia &#8211; ruolo cappellani<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questi si aggiungono i ruoli della Milizia in supporto alle organizzazioni giovanili del\u00a0Partito Nazionale Fascista:<\/p>\n<ul>\n<li>Milizia ruolo Opera nazionale balilla<\/li>\n<li>Milizia ruolo Fasci giovanili di combattimento<\/li>\n<li>Milizia ruolo Giovent\u00f9 italiana del littorio<\/li>\n<\/ul>\n<h3><span id=\"Le_Milizie_speciali\" class=\"mw-headline\">Le Milizie speciali<\/span><\/h3>\n<p>A fianco della Milizia ordinaria erano presenti le seguenti Milizie speciali:<\/p>\n<ul>\n<li>Milizia ferroviaria\u00a0&#8211; compiti di vigilanza sul demanio ferroviario<\/li>\n<li>Milizia forestale\u00a0&#8211; compiti di tutela del patrimonio boschivo<\/li>\n<li>Milizia portuaria\u00a0&#8211; compiti di vigilanza sul demanio portuale e marittimo<\/li>\n<li>Milizia postelegrafonica\u00a0&#8211; compiti di servizio postale e polizia amministrativa<\/li>\n<li>Milizia della strada\u00a0&#8211; compiti di\u00a0polizia stradale<\/li>\n<li>Moschettieri del Duce\u00a0&#8211; guardia d&#8217;onore del Duce a\u00a0palazzo Venezia<\/li>\n<li>Milizia universitaria<\/li>\n<\/ul>\n<p><b><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">DIVISIONE CC.NN. <em>28 OTTOBRE &#8211; SUMMA AUDACIA ET VIRTUS<\/em><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il 22 maggio 1935, la Divisione (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) inizia il suo intenso ciclo di addestramento nella zona di Formia-Scauri-Minturno. Il 9 luglio a Formia, il generale designato d&#8217;Armata Ottavio Zoppi consegna alla Divisione, perch\u00e9 ne perpetui le tradizioni e la gloria, il Labaro della 1<sup>a<\/sup>\u00a0Divisione d&#8217;Assalto, da lui comandata nella guerra 1915-1918.\u00a0 Tra luglio e agosto, vengono eseguite le esercitazioni e il trasferimento a Benevento dove viene passata in rivista dal Duce il 18 agosto. A cominciare dalla fine di agosto, la Divisione viene imbarcata da Napoli con destinazione Massaua, in Africa Orientale. Il 18 settembre, inquadrata nel I C.d&#8217;A. agli ordini del generale Santini, la Divisione inizia un\u2019avanzata di 150 km per raggiungere la zona Senaf\u00e9-Barachit. Il 23 settembre \u00e8 schierata tra Offesi e Barachit lungo la strada che porta alla linea di confine. Il 3 ottobre la Divisione, disposta su due colonne e fiancheggiando la Divisione &#8220;Sabauda&#8221;, \u00e8 schierata tra Enda Gaber, Cocobai ed Ag\u00eca Anna, pronta a varcare il confine secondo le disposizioni del piano militare approntato, il cui primo obiettivo \u00e8 Adigrat e il secondo Macall\u00e8. Il 4 ottobre le CC.NN. della 114<sup>a<\/sup>\u00a0Legione insieme al XXV Btg eritreo occupano il passo di Edag\u00e0 Hamus, quasi a quota 3.000 m., importanze per il transito della carovana per il Tigrai. Il 9 ottobre giunge da Macall\u00e8 il Degiac Hail\u00e8 Selassi\u00e8 Gugsa con il suo seguito e con una colonna di un migliaio di armati; dichiara di volersi sottomettere al Governo italiano: dalla 114<sup>a<\/sup>\u00a0Legione, il Degiac viene inviato al Comando del C.d&#8217;A.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">In attesa dei combattimenti, la Divisione 28 Ottobre (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) inizia i duri lavori di costruzione stradale. In tempi brevissimi le Camicie Nere, aiutate dai reparti del Genio divisionale, provvedono alla costruzione un\u2019arteria camionabile da Adigrat a Edag\u00e0 Hamus. Successivamente i reparti del Genio vengono impegnati nella costruzione di dodici fortini ed altri 10 km di strada. Tatticamente, la conquista di Macall\u00e8 impone la necessit\u00e0 di provvedere immediatamente a fortificare un vasto tratto del fianco orientale dello schieramento delle truppe italiane, dal Mai Dol\u00f2 al Mai Dauder\u00e0. Dopo la costruzione di questi approntamenti difensivi, la Divisione porta le sue avanguardie fino al Passo Doghe\u00e0, iniziando la costruzione di una serie di forti lungo 12 Km. di fronte e che servivano alla protezione della conca di Macall\u00e8.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il 1\u00b0 novembre la Divisione 28 Ottobre (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) riprende la marcia verso sud raggiungendo Mai Uecc. Il 2 novembre, fiancheggiando la divisione &#8220;Sabauda&#8221; le truppe si assestano ad Enda Teclaimanot, alternando la marcia con la sistemazione della strada. Il 3 novembre prosegue fino a Addi Bagh\u00e8. Il 4 novembre viene raggiunta la piana di Uogor\u00f2 dove viene fatta sosta fino al giorno 5 novembre. Seguono le tappe di Mai Agul\u00e0 e Mai Macden. In questa ultima localit\u00e0, il CLXXX Btg della Legione Farnese, si distacca dalla Divisione e viene destinato a far parte della colonna del 60\u00b0 fanteria per l&#8217;occupazione di Macall\u00e8. Il resto della Divisione punta su Mai Dol\u00f2 e si sistema a difesa nella zona di Quih\u00e0. Successivamente, la Divisione viene spostata per fortificare la zona di passo Doghe\u00e0, sul ciglione che domina Scelicot, dove il 2 dicembre riceve la visita del Maresciallo Badoglio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il 3 dicembre, a seguito di uno scontro armato con gli abissini nei pressi di Debr\u00ec, si contano i primi caduti. Il 5 dicembre si ebbe la rappresaglia su Debr\u00ec, che venne bombardata e incendiata dall&#8217;artiglieria e attaccato da un battaglione della 114<sup>a<\/sup>\u00a0Legione affiancato dal XXV Btg Eritreo. Il 9 dicembre la Divisione viene sostituita in linea dalla sopraggiungente Divisione &#8220;Sila&#8221; e passa come riserva del C.d&#8217;A. a Gherghember Ab\u00f9, dove svolse opera di miglioramento stradale, trasporto di pietre e munizioni e ovviamente addestramento. Il 30 dicembre, l&#8217;intera Divisione compie una ricognizione offensiva spingendosi fino a Anseb\u00e0, 8 chilometri oltre le linee, senza incontrare il nemico.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il 2 gennaio 1936 la Divisione 28 Ottobre (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) riceve l\u2019ordine di trasferirsi nell\u2019impervia regione del Tembien dove, a partire dal 23 novembre, il 1\u00b0 Gruppo Battaglioni CC.NN. d\u2019Eritrea, al comando del Console Generale Diamanti, \u00e8 avanzato giungendo fino ad Abbi Addi, nella regione del Tembien. Il 5 gennaio 1936 la Divisione, dopo una marcia forzata, giunge ad Addi Zuba\u00e0h; pochi giorni dopo, lasciata a protezione della linea del fronte la 114<sup>a<\/sup> Legione, si schiera a difesa del Passo Uarieu. Il 20 gennaio, per prevenire l&#8217;attacco di Ras Cassa, il Maresciallo Badoglio ordina di attaccare. Parte cos\u00ec la manovra che tende a sorprendere il nemico serrandolo da nord e da est verso Melf\u00e0 e nella piana del Beles. Questa manovra a tenaglia vede impegnate la 2<sup>a<\/sup>\u00a0Divisione eritrea sulla sinistra dello schieramento e la 2<sup>a<\/sup>\u00a0Divisione CC.NN. &#8220;28 Ottobre&#8221; sulla destra. Con la Divisione Eritrea agisce da Passo Abar\u00f2 la 116<sup>a<\/sup>\u00a0Legione coi Btgg. CXVI e CXXV, la 116<sup>a<\/sup>\u00a0Cp. mitraglieri e la 116<sup>a<\/sup>\u00a0batteria sommeggiata. Con la &#8220;28 Ottobre&#8221; tutte le truppe di Passo Uarieu. Il 21 gennaio per ordine del Comando della Divisione, il Console Generale Diamanti prende posizione sotto le pendici di Debra Amba con due battaglioni di CC.NN., per stabilire il contatto con il nemico. La colonna al comando del Console Generale Diamanti assolve il suo compito con la conquista dei primi due roccioni a scopo dimostrativo; ricevuto l&#8217;ordine di ripiegare sul Passo, viene attaccata da forze via via pi\u00f9 numerose che tentano tagliarle la ritirata. I legionari, combattendo con valore, riescono a disimpegnarsi ma non senza aver subito rilevanti perdite.\u00a0La intensa azione di protezione della batteria della colonna e quella subito sferrata dal Passo (4 batterie), l&#8217;eroica resistenza di una cp. mitraglieri divisionale che sul posto si sacrifica per proteggere il ripiegamento, non riescono a fermare le orde nemiche dilaganti da tutte le direzioni. I due Battaglioni (II e IV CC.NN. d&#8217;Eritrea) pur combattendo valorosamente subiscono gravi perdite, e solo sotto la protezione di altri reparti mitraglieri riescono infine a disimpegnarsi rientrando verso le 18 nei fortini di Passo Uarieu.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Esaltati dei risultati le truppe indigene, sottovalutando le capacit\u00e0 di resistenza delle truppe italiane schierate a difesa del Passo Uarieu, effettuano un attacco in massa contro i fortini per cercare di travolgerli ed avere libera la strada verso Hauzien. I legionari della &#8220;28 Ottobre&#8221; con i resti dei due Battaglioni del Console Generale Diamanti, resistono all\u2019urto dell\u2019attacco abissino, e per tre giorni, pur privi di acqua e di viveri, riescono a sbarrare l\u2019avanzata nemica e a proteggere il Passo. Il 23 alle ore 13 un messaggio lanciato da un aereo che sorvola il cielo del Passo reca l&#8217;incitamento e l&#8217;elogio del Maresciallo Badoglio. Dice: &#8220;<i>Vaccarisi \u00e8 vicino &#8211; Coraggio mio Somma, resista ed avremo la vittoria. Le sue CC.NN. scrivono una pagina magnifica. &#8211; Badoglio<\/i>&#8220;. I legionari, mentre combattono, ascoltano le parole del messaggio letto a gran voce dal T. Col. Seghetti, comandante l&#8217;artiglieria divisionale. Il 23 sera la pressione nemica \u00e8 in rapido declino. Alle 8 del 24La mattina del 24 novembre, l\u2019arrivo di una colonna della II Divisione Eritrea permette ai difensori del Passo Uarieu di poter contrattaccare in modo da far cadere tra due fuochi le truppe nemiche, ma queste riescono a svincolarsi dal pericolo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Dopo le azioni del mese di gennaio, segue un periodo di necessario riposo e di riorganizzazione delle unit\u00e0 italiane. Finalmente il 27 febbraio, durante la seconda battaglia del Tembien, il Corpo d\u2019Armata Eritreo di cui adesso la Divisione 28 Ottobre (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) fa parte, muove all\u2019attacco di Uork Amba, un baluardo inaccessibile che, con un dislivello a strapiombo di 600 metri, si eleva a m. 2.430 e dista dal Passo di circa 2 chilometri. Nel quadro dell&#8217;azione la conquista dell&#8217;Uork Amb\u00e0 \u00e8 il primo indispensabile tempo. Il secondo prevede l&#8217;attacco ai roccioni del Debra Amb\u00e0 con proseguimento della marcia verso Sud per chiudere, di concerto col III C.A. che risale dal Ghev\u00e0, la tenaglia per annientare le masse nemiche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Durante la notte, un reparto di una sessantina di rocciatori della &#8220;28 Ottobre&#8221; al comando del Capomanipolo Tito Polo, scalano i ripidi fianchi dello sperone e alle prime luci dell\u2019alba ne\u00a0 conquistano la cima pi\u00f9 a nord ove sorprendono e pugnalano le guardie del presidio abissino. Dopo aver preso posizione, riescono a contrastare i contrattacchi nemici accorsi all&#8217;allarme. Intanto la 114<sup>a<\/sup>\u00a0Legione vincendo anch&#8217;essa le asperit\u00e0 del terreno, si impegna in una lotta senza quartiere e conquista la spalla destra dell&#8217;Amb\u00e0, sostenendo e respingendo nella giornata dieci violenti attacchi delle forze del Degiac Mesciasci\u00e0 Ilm\u00e0. La 180<sup>a<\/sup> Legione, mentre un Battaglione (CLXXX) sta a presidio del Passo, con l&#8217;altro (CLXXIV), aggregato alla colonna di destra (Col. Butt\u00e0), partecipa assieme ai Battaglioni eritrei IX e XII, alle azioni contro le forze del Degiac Bejen\u00e9 schiacciandole completamente &#8211; dopo aspro combattimento &#8211; entro il solco del torrente Quasquazz\u00e9, scelto dal nemico come via di infiltrazione e d\u00ec attacco contro la colonna stessa. Le batterie del gruppo cannoni e le mitragliatrici seminano larga strage. Tra i nemici caduti lo stesso Degiac Bejen\u00e9, suo figlio e numerosi capi e sottocapi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">L&#8217;indomani l&#8217;azione del C.A. Eritreo viene vigorosamente ripresa con la &#8220;28 Ottobre&#8221; in prima schiera e la 2<sup>a<\/sup> Eritrea in seconda schiera. Il 28 febbraio la colonna della Divisione CC.NN. muove verso l&#8217;obbiettivo assegnato, i roccioni del Debra Amb\u00e0, gi\u00e0 met\u00e0 dell&#8217;azione dimostrativa del 21 gennaio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Superato il Beles, l&#8217;avanguardia urta nel nemico; sono le 14. La 180<sup>a<\/sup>\u00a0Legione procede all&#8217;attacco del primo roccione, ma un fuoco violento di mitragliatrici bene appostate arresta lo slancio delle CC.NN. L&#8217;artiglieria della colonna interviene, ad essa si aggiunge &#8211; con manovra a massa &#8211; quella di Passo Uarieu; alle ore 16 la Legione rinnova l&#8217;attacco e con impeto conquista i primi due roccioni sgominando i difensori. Alla stessa ora il Generale Somma non preoccupandosi del fatto che gli altri roccioni erano ancora in mano del nemico e che questi stava tentando un aggiramento sul fianco sinistro, ordina alla colonna di puntare direttamente sul quinto roccione, ultimo baluardo tatticamente importante sulla strada di Abb\u00ec Add\u00ec. L&#8217;ardita manovra sorprende in pieno l&#8217;avversario. Alle 17,40 il roccione viene occupato saldamente, pochi minuti prima che vi giungano truppe abissine provenienti dall&#8217;alto del Debra Amb\u00e0. Nel breve scontro che ne segue, il nemico, dopo aver subite perdite, si d\u00e0 a fuga precipitosa. Anche i roccioni intermedi vengono rapidamente conquistati. Mentre si rafforzano le posizioni appena occupate viene lanciato verso Abb\u00ec Add\u00ec il IV Gruppo battaglioni eritrei che si spinge velocemente fino alle alture che dominano a nord la conca del paese, provocando il panico e la disordinata fuga di una grande quantit\u00e0 di armati e degli stessi Ras che abbandonano spaventati le loro sedi di comando con quanto in esse si trova.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Nella serata e nella notte le armate di Ras Cassa e Ras Sejum, perduta ogni parvenza di coesione, si dileguano in disordine come torme di armenti verso i guardi del Tacazz\u00e8 e le montuose regioni dell&#8217;Andin\u00f2, sfuggendo per Enda Mariam Quorar alla morsa che stava per chiudersi. La seconda battaglia del Tembien era vinta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il giorno seguente la &#8220;28 Ottobre&#8221; (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS)raggiunge senza colpo ferire Abb\u00ec Add\u00ec, capitale del Tembien, issandovi solennemente il tricolore dinanzi alle truppe schierate. Successivamente la &#8220;28 Ottobre&#8221; resta a presidiare tutto il Tembien. La divisione costruisce strade, crea ambulatori, riceve le sottomissioni di oltre duecento villaggi e dei loro capi tra cui il degiac Hail\u00e9 Mariam Mar\u00f9, il degiac Berh\u00e8 Agos, il degiac Amar\u00e8 Gheresilassi ed altri capi dello Tzetz\u00e8r\u00e8, dell&#8217;Uollega e dell&#8217;Avergalle. Le strade comode e sicure solcano il vasto territorio dall&#8217;Ueri al Ghev\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">La divisione CC.NN. 28 Ottobre (SUMMA AUDACIA ET VIRTUS) \u00e8 la prima, tra le legionarie, a rientrare in Italia. Sbarca a Genova a mezzo agosto e viene smobilitata a Brescia il 31 agosto del 1936. Perdite della Divisione durante la campagna: Caduti 237 Feriti 216.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Fonti varie <a href=\"http:\/\/www.regioesercito.it\/reparti\/mvsn\/28ott.htm\">web<\/a> , <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milizia_Volontaria_per_la_Sicurezza_Nazionale\">wikipedia<\/a><\/em><\/p>\n<p>8.20<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Distintivo in argento punzonato, raffigurante un pugnale da marcia della <strong>MVSN<\/strong> della Divisione CC.NN. &#8220;<strong><em>28 OTTOBRE<\/em><\/strong>&#8221; con motto inciso\u00a0 <strong>SUMMA AUDACIA ET VIRTUS <\/strong>&#8211;<em>\u00a0<\/em>\u00a0Completo della sua spilla originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Misure mm.35 circa di lunghezza. In ottime condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":6476,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[191,304,163,223,224,190,197,162,155,160,198,157,156,260,305,195],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41SUMMA AUDACIA ET VIRTUS pugnale CC.NN. 28 Ottobre - Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Distintivo Pugnale MVSN Ufficiale SUMMA AUDACIA ET VIRTUS motto inciso su lama - Argento punzonato - Original silver pin PNF\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/summa-audacia-et-virtus-pugnale-cc-nn-28-ottobre\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41SUMMA AUDACIA ET VIRTUS pugnale CC.NN. 28 Ottobre - 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