{"id":6186,"date":"2020-06-29T17:01:00","date_gmt":"2020-06-29T17:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=6186"},"modified":"2023-03-20T15:39:07","modified_gmt":"2023-03-20T14:39:07","slug":"ventura-nave-duilio-giocattolo-carica-a-molla-1930s","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ventura-nave-duilio-giocattolo-carica-a-molla-1930s\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41VENTURA Nave Duilio Giocattolo Carica a Molla 1930s"},"content":{"rendered":"<p>Nave giocattolo <strong>DUILIO<\/strong> , degli anni &#8217;30 del secolo scorso, realizzata dalla ditta <strong>VENTURA<\/strong> di Preganziol (TV). Realizzata su modello di un Cacciatorpediniere o Navigatore, Esploratore, della flotta della <strong>Regia Marina.<\/strong><\/p>\n<p>Essendo un giocattolo, imita la nave reale, e la VENTURA era specializzata in giocattoli di questo tipo, avendo prodotto numerose navi giocattolo, anche per assecondare la volont\u00e0 di propaganda militare fortemente attiva nel periodo del ventennio fascista.<\/p>\n<p>Questa nave giocattolo <strong>DUILIO\u00a0<\/strong> della Ventura, \u00e8 interamente costruita in legno, provvista di due alberi che possono essere rimossi, da due batterie di cannoni a prua e poppa, e due batterie di cannoncini. Troviamo anche la torretta telemetrica. Il timone \u00e8 orientabile, e provvisto di un&#8217;elica tripale che viene azionata una volta data la necessaria carica al motore meccanico, perfettamente funzionante, celato all&#8217;interno del massiccio scafo in legno ed accessibile tramite chiave metallica dal foro presente sul tetto della cabina di comando. In questo modo la nave pu\u00f2 realmente navigare in uno stagno , una piscina, come si usava giocare realmente a quei tempi.<\/p>\n<p>La ringhiera di protezione corre lungo tutto il perimetro dello scafo, ed \u00e8 una eccezionale realizzazione di tubicino di ottone, con supporti e passanti.<\/p>\n<p>Il marchio della ditta VENTURA, lo troviamo rappresentato dalla classica decalcomania di forma triangolare, che racchiude la siglia\u00a0 <strong>VZT\u00a0<\/strong> ed un piccolo ragnetto di colore nero. La nave giocattolo <strong>DUILIO\u00a0<\/strong> della Ventura \u00e8 in ottime condizioni, con segni del tempo di normale amministrazione per un oggetto che nasceva per far divertire i bambini !<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MATERIALE\u00a0 \u00a0 \u00a0:\u00a0<\/strong> Legno e parti in metallo, motore con carica a molla<\/p>\n<p><strong>MISURE\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 lunghezza cm.60 circa<\/p>\n<p><strong>MARCHIO\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 VZT &#8211; Ventura<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: left;\">NOTIZIE<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/caioduilio-foto\/\" rel=\"attachment wp-att-4847\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4847\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/CaioDuilio-foto.jpg\" alt=\"\" width=\"390\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/CaioDuilio-foto.jpg 390w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/CaioDuilio-foto-64x33.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/CaioDuilio-foto-300x156.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/>\u00a0<\/a><\/p>\n<p>Regia Nave da battaglia Caio Duilio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/rct\/\" rel=\"attachment wp-att-4848\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4848\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rct.jpg\" alt=\"\" width=\"390\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rct.jpg 390w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rct-64x39.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/rct-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Esploratore <i>Luca Tarigo<\/i>, prima unit\u00e0 della classe, in navigazione negli anni trenta, da cui trae spunto la nave giocattolo <strong>DUILIO\u00a0<\/strong> della Ventura<\/p>\n<p>La\u00a0<b>classe Navigatori<\/b>\u00a0era una serie di\u00a0navi da guerra\u00a0della\u00a0Regia Marina\u00a0originariamente impostate, nel\u00a01928, come appartenenti alla tipologia &#8220;esploratore&#8221; e riclassificate\u00a0cacciatorpediniere\u00a0dal 5 settembre\u00a01938. La classe era composta da 12 unit\u00e0 che avevano i nomi di altrettanti celebri navigatori italiani:\u00a0<i>Alvise da Mosto<\/i>,\u00a0<i>Antonio da Noli,\u00a0Nicoloso da Recco,\u00a0Giovanni da Verrazzano,\u00a0Lanzerotto Malocello,\u00a0Leone Pancaldo,\u00a0Emanuele Pessagno,\u00a0Antonio Pigafetta,\u00a0Luca Tarigo,\u00a0Antoniotto Usodimare,\u00a0Ugolino Vivaldi<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Nicol\u00f2 Zeno, <\/i>anche se la nave giocattolo della Ventura \u00e8 stata denominata <strong>DUILIO.<\/strong><\/p>\n<p>La classe Navigatori fu l&#8217;ultima classe di &#8220;esploratori&#8221; progettata e costruita per la Regia Marina, in un momento storico in cui le strategie della guerra marittima stavano gi\u00e0 mutando e l&#8217;aviazione stava gi\u00e0 prendendo un ruolo preponderante nei compiti di ricognizione e avanscoperta<sup id=\"cite_ref-autogenerato1_1-0\" class=\"reference\"><\/sup>. Per capire quindi i motivi che spinsero la Regia Marina a dotarsi di un tipo di nave di per s\u00e9 obsoleto occorre fare un passo indietro.<\/p>\n<p>Dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia\u00a0in poi cominci\u00f2 a farsi strada nella classe politica italiana l&#8217;idea dell&#8217;espansione imperialista. Uno degli obbiettivi pi\u00f9 prevedibili era l&#8217;egemonia nello scacchiere mediterraneo e per rendere il\u00a0Mediterraneo\u00a0&#8220;mare nostrum&#8221; occorreva averne il controllo marittimo e navale. Questi concetti rendevano la\u00a0Francia\u00a0il principale potenziale avversario navale dell&#8217;Italia e gli attriti tra le due nazioni si avvicinavano al limite dello scontro quando la\u00a0prima guerra mondiale, con la necessit\u00e0 di fare fronte comune contro il rischio dell&#8217;egemonia degli\u00a0Imperi Centrali, raffredd\u00f2 temporaneamente questi attriti. Terminato vittoriosamente il conflitto, le tensioni ripresero e, successivamente al\u00a0trattato di Washington\u00a0del\u00a01920\u00a0in cui l&#8217;Italia appoggiata dalla\u00a0Gran Bretagna\u00a0ottenne la parit\u00e0 di tonnellaggio con la Francia, diedero la spinta ad una strategia di riarmo navale volta interamente alla competizione con la flotta francese. Infatti fino verso il 1936 gli strateghi italiani considerarono come ipotesi bellica pi\u00f9 verosimile quella di una guerra contro la Francia, che sarebbe stata combattuta prevalentemente a terra e nella quale gli scontri navali sarebbero state delle prove di forza tra le grandi flotte dei due Paesi.<\/p>\n<p>In quest&#8217;ottica di guerra navale classica, oltre a sviluppare le\u00a0navi da battaglia\u00a0e gli\u00a0incrociatori pesanti, la Regia Marina riprese in considerazione l&#8217;utilizzo degli esploratori, non ritenendo l&#8217;arma aerea sufficientemente affidabile e troppo limitata dalle distanze e dalle condizioni atmosferiche. Pertanto, sempre seguendo l&#8217;impulso della competizione con le similari navi francesi (in particolare i grossi cacciatorpediniere delle\u00a0classi Jaguar\u00a0e\u00a0Gu\u00e9pard), diede il via al progetto e alla costruzione da un lato degli\u00a0incrociatori leggeri\u00a0della\u00a0classe Condottieri\u00a0e dall&#8217;altro degli esploratori della\u00a0classe Navigatori.<\/p>\n<p>Gli obbiettivi del progetto prevedevano prima di tutto una velocit\u00e0 assai elevata, un\u00a0armamento\u00a0antinave consistente e una discreta autonomia. A parte la velocit\u00e0 nessuno degli altri obbiettivi fu raggiunto in maniera tale da equivalere le suddette navi francesi, che risultarono pi\u00f9 grandi e meglio armate. Il costo risult\u00f2 comunque non indifferente, soprattutto per le scarse risorse che lo Stato italiano poteva dedicare all&#8217;industria bellica: infatti ogni unit\u00e0, escluso l&#8217;armamento e gli altri accessori militari e di servizio, venne a costare circa 21 milioni di lire dell&#8217;epoca, pari a circa 17 milioni di\u00a0Euro\u00a0attuali (2007).<\/p>\n<p>All&#8217;epoca della loro entrata in servizio questi esploratori erano quindi un tipo di nave gi\u00e0 obsoleto e le marine da guerra di altre nazioni si stavano gi\u00e0 rivolgendo verso tipologie di naviglio pi\u00f9 moderne. Tuttavia i Navigatori anche se molto criticati alla loro apparizione e durante gli anni successivi, proprio per le loro caratteristiche di armamento e, nel complesso, di buona tenuta al mare, si rivelarono navi ben indicate per un compito molto diverso dall&#8217;originale, ma che diventer\u00e0 preminente durante la\u00a0seconda guerra mondiale: la scorta ai convogli per la protezione del traffico marittimo.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Profili_classe_navigatori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/5\/59\/Profili_classe_navigatori.jpg\/310px-Profili_classe_navigatori.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/5\/59\/Profili_classe_navigatori.jpg\/465px-Profili_classe_navigatori.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/59\/Profili_classe_navigatori.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"286\" data-file-width=\"615\" data-file-height=\"567\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Il profilo delle navi della classe Navigatori, all&#8217;origine (in alto) e dopo i due cicli di modifiche.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h3><\/h3>\n<h3><span id=\"Scafo\" class=\"mw-headline\">Scafo<\/span><\/h3>\n<p>Lo\u00a0scafo\u00a0a\u00a0chiglia\u00a0piatta, dalle linee originarie non particolarmente filanti, era costruito in\u00a0acciaio\u00a0zincato\u00a0ad alta resistenza e presentava 186 ossature trasversali rinforzate longitudinalmente da un\u00a0paramezzale centrale e due laterali. Internamente era suddiviso da\u00a0paratie stagne trasversali in 21 compartimenti.<\/p>\n<p>Il castello di prora<sup id=\"cite_ref-12\" class=\"reference\"><\/sup>, alto 2,2 m e piuttosto lungo (42,6 m), si estendeva fino a poppavia del primo fumaiolo ed era sovrastato dall&#8217;alta tuga a tre piani che conteneva, dal basso verso l&#8217;alto, alcuni alloggi e locali di servizio, la centrale di\u00a0<a title=\"Tiro (balistica)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tiro_(balistica)\">t<\/a>iro\u00a0e la\u00a0plancia\u00a0di comando con annessa sala nautica. Sul tetto della plancia (cosiddetta &#8220;controplancia&#8221;) erano sistemati i\u00a0telemetri\u00a0per la direzione del tiro. Subito dietro questa imponente tuga vi era un grosso\u00a0albero\u00a0a tripode che sosteneva uno dei due\u00a0proiettori da scoperta\u00a0(tipo O.G.N. da 90\u00a0cm e 150\u00a0A\u00a0delle Officine Galileo) e la\u00a0coffa\u00a0per la vedetta. Quest&#8217;insieme alto e massiccio unito ai coefficienti di finezza dello scafo piuttosto spinti, era in gran parte responsabile di gravi problemi di stabilit\u00e0 in navigazione, per cui gi\u00e0 nel\u00a01930, poco dopo l&#8217;entrata in servizio delle prime unit\u00e0, fu radicalmente ridimensionato abbassando la tuga a due soli piani ed eliminando albero e proiettore prodieri.<\/p>\n<p>Queste misure si rivelarono sostanzialmente sufficienti, ma per migliorarne ulteriormente le qualit\u00e0 nautiche, proprio a cavallo dell&#8217;inizio del conflitto dieci delle dodici unit\u00e0 (esclusi\u00a0<i>Da Recco<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Usodimare<\/i>\u00a0per le quali non ve ne fu il tempo a causa degli eventi bellici) vennero sottoposte ad ulteriori modifiche (allargamento dello scafo, innalzamento e modifica della prua con una pi\u00f9 slanciata, di tipo &#8220;oceanico&#8221;) che ne ottimizzarono la stabilit\u00e0, a scapito per\u00f2 della velocit\u00e0 che scese drasticamente intorno ai 28\u00a0nodi.<\/p>\n<p>Altre due piccole tughe erano poste a centro nave a proravia del secondo fumaiolo e a poppa. Entrambe servivano da base per i complessi binati dei cannoni, erano collegate tra di loro e con il ponte di castello da due passerelle e contenevano locali di servizio. Il\u00a0<i>Da Recco<\/i>, essendo originariamente previsto come\u00a0nave ammiraglia\u00a0del gruppo esploratori, aveva una tuga poppiera pi\u00f9 ampia che conteneva l&#8217;alloggio\u00a0ammiraglio\u00a0e i relativi servizi.<\/p>\n<p>Sul ponte di coperta erano sistemate le imbarcazioni di servizio e di salvataggio. Ai lati del secondo fumaiolo trovavano posto a dritta un\u00a0motoscafo da 7 m e una baleniera e a sinistra una motolancia e una lancia\u00a0a remi da 8,5 m. A proravia del paraonde sul castello si trovava uno zatterino da 3,5 m. Nel periodo bellico le dotazioni di salvataggio furono integrate da sette\u00a0zattere\u00a0tipo &#8220;Carley&#8221; di varie misure, capaci di accogliere da 13 a 39 naufraghi, fissate ai lati dei fumaioli e sulla copertura scudata dei complessi binati da 120\/50 (e quindi molto esposti a danni da battaglia). Nella migliore delle ipotesi queste zattere in totale potevano accogliere da 157 a 178 persone, molto meno dell&#8217;equipaggio effettivo e degli eventuali trasportati, che si sarebbero quindi dovuti affidare ai giubbotti salvagente.<\/p>\n<p>All&#8217;ingresso in servizio tutte le unit\u00e0 avevano la colorazione classica in grigio chiaro che fu mantenuta fino al novembre\u00a01941. In quella data infatti la\u00a0Regia Marina\u00a0inizi\u00f2 la sperimentazione di colorazioni mimetiche ideate dal pittore Rudolf Claudus. La prima unit\u00e0 a ricevere la colorazione sperimentale fu lo\u00a0<i>Zeno<\/i>\u00a0che la mantenne per circa un anno per poi uniformarsi allo schema ufficiale definitivo a tre toni (grigio scuro, grigio chiaro e bianco sporco), che fu applicato su quasi tutte le altre unit\u00e0. Non ricevettero mai la colorazione mimetica il\u00a0<i>Da Mosto<\/i>\u00a0(sebbene fosse gi\u00e0 previsto lo schema mimetico, l&#8217;unit\u00e0 venne affondata prima di poterlo realizzare), il\u00a0<i>Pessagno<\/i>\u00a0e il\u00a0<i>Tarigo<\/i>\u00a0che mantennero quindi la livrea grigio chiaro fino all&#8217;affondamento. Dopo i primi mesi di guerra, per migliorare l&#8217;identificazione da parte degli aerei amici (durante la\u00a0<a title=\"Battaglia di Punta Stilo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Battaglia_di_Punta_Stilo\">s<\/a>contro di Punta Stilo alcune unit\u00e0 vennero bombardate per errore da aerei italiani), la zona prodiera del ponte di castello venne pitturata a strisce diagonali bianche e rosse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span id=\"Armamento_e_sistemi_di_difesa\" class=\"mw-headline\">Armamento e sistemi di difesa<\/span><\/h3>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/f\/fd\/RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg\/220px-RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/f\/fd\/RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg\/330px-RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/f\/fd\/RCT_Da_Recco3_Cannone_Massimo_Messina.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"341\" data-file-width=\"390\" data-file-height=\"604\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Il complesso binato prodiero da 120\/50 del\u00a0<i>Da Recco<\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div><\/div>\n<div class=\"magnify\">L&#8217;armamento principale dei <a class=\"mw-selflink selflink\">Navigatori<\/a>, identico su tutte le unit\u00e0 e mai modificato, era costituito dai sei cannoni\u00a0Ansaldo Mod. 1926 da 120\/50\u00a0in tre complessi binati scudati, posti lungo l&#8217;asse di simmetria dello scafo: il primo sul castello di prora con un angolo di brandeggio di 135\u00b0 per lato; il secondo sopra la tuga di centro nave con un angolo di brandeggio per lato di 65\u00b0 a proravia e di 45\u00b0 a poppavia; il terzo era posto sulla tuga di poppa e poteva essere brandeggiato di 155\u00b0 per lato. Erano in grado di sparare\u00a0proiettili\u00a0a\u00a0granata\u00a0perforante da 23\u00a0kg con una gittata utile di 19.600 m, ma erano gravati da una discreta imprecisione di tiro dovuta anche alla posizione ravvicinata delle canne. Questi cannoni, anche se non specificamente progettati per questo (avevano un\u00a0alzo\u00a0di soli 45\u00b0 ed erano privi di apparati di punteria antiaerea), vennero usati anche per il tiro\u00a0contraereo\u00a0mediante fuoco di sbarramento<sup id=\"cite_ref-25\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0con\u00a0granate\u00a0dirompenti.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/d\/d8\/Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg\/220px-Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/d\/d8\/Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg\/330px-Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/d\/d8\/Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg\/440px-Torretta_telemetrica_3m_Navigatori.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"166\" data-file-width=\"1479\" data-file-height=\"1118\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Torretta telemetrica a due telemetri stereoscopici, come imitata nella nostra nave giocattolo <strong>DUILIO\u00a0<\/strong> della Ventura<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La direzione del\u00a0tiro\u00a0poteva contare per il tiro diurno su due\u00a0telemetri\u00a0stereoscopici\u00a0Officine Galileo\/Zeiss\u00a0da 3 m in torretta sulla controplancia; nella stessa torretta era contenuto anche l&#8217;apparecchio di punteria generale\u00a0San Giorgio. Un terzo telemetro Zeiss\/San Giorgio da 3 m era posizionato sulla tuga di centro nave e fu poi sostituito durante la guerra con le nuove mitragliere antiaeree da 20\u00a0mm. I sistemi per il tiro notturno furono invece imbarcati solo su alcune unit\u00e0 a conflitto gi\u00e0 avanzato. Dopo il\u00a01937\u00a0gli apparati di puntamento vennero completati da un\u00a0teleinclinometro\u00a0cinematico San Giorgio, posizionato sotto la coffa.<\/p>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Breda_aa_13,2mm_ando-1976.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/4\/46\/Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg\/220px-Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg\" srcset=\"\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/4\/46\/Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg\/330px-Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg 1.5x, \/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/4\/46\/Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg\/440px-Breda_aa_13%2C2mm_ando-1976.jpg 2x\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"160\" data-file-width=\"823\" data-file-height=\"600\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Mitragliatrice antiaerea binata\u00a0Breda 13,2 mm\u00a0del tipo montato sulle unit\u00e0 classe Navigatori<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;armamento antiaereo era inizialmente basato sulle due\u00a0mitragliere\u00a0Vickers-Terni 1915 da 40\/39\u00a0posizionate una per lato sul castello di prora di fianco al primo fumaiolo e su quattro\u00a0mitragliatrici\u00a0Breda\u00a0da 13,2\u00a0mm in due impianti binati posizionati ai lati della controplancia. Durante la\u00a0seconda guerra mondiale, vista la frequenza degli attacchi aerei, questo armamento venne potenziato sostituendo anche le mitragliere pi\u00f9 obsolete con altre pi\u00f9 moderne ed efficaci (Breda 20\/65\u00a0o\u00a0Oerlikon 20\/70). Le modifiche furono diverse sulle diverse unit\u00e0 alle quali si rimanda per i dettagli. Il sistema di\u00a0puntamento\u00a0era di tipo diretto.<\/p>\n<p>L&#8217;armamento subacqueo era originariamente costituito da due complessi trinati\u00a0lanciasiluri\u00a0in linea da 533\u00a0mm, tipo San Giorgio, posti uno tra i due fumaioli e il secondo a poppavia del secondo fumaiolo. La punteria era comandata elettricamente dalla Direzione Tiro fornita di due stazioni: una per il lancio diurno in coffa e una per il lancio notturno in plancia. Nel periodo prebellico, nell&#8217;ambito delle modifiche per migliorare la stabilit\u00e0, i lanciasiluri furono sostituiti con complessi binati, pi\u00f9 leggeri. Ma durante il conflitto sette unit\u00e0 vennero nuovamente attrezzate con gli impianti trinati (con sistemazione per\u00f2 a &#8220;piramide&#8221;, tranne\u00a0<i>Da Recco<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Pigafetta<\/i>\u00a0che ebbero impianti in linea), mentre le unit\u00e0 ancora superstiti dopo la met\u00e0 del\u00a01942\u00a0sbarcarono il complesso poppiero sostituendolo con due mitragliere antiaeree Breda 37\/54.<\/p>\n<p>Nel progetto originale l&#8217;armamento antisommergibile\u00a0prevedeva solo una &#8220;torpedine da rimorchio&#8221; tipo Ginocchio (GP1927\/46 T), eliminata nel corso dei primi anni di guerra, e fu solo alla fine degli\u00a0anni trenta\u00a0che vennero invece installate a poppa due tramogge per il lancio di\u00a0bombe torpedini da getto\u00a0da 50 e 100\u00a0kg. Dopo il\u00a01941, visto l&#8217;utilizzo principale di queste unit\u00e0 come scorta ai convogli, le dotazioni di bombe antisommergibile vennero potenziate con ordigni pi\u00f9 moderni anche di fabbricazione tedesca (WB D da 125\u00a0kg e WB F da 60\u00a0kg) e con bombe &#8220;intimidatorie&#8221; da 30\u00a0kg.<\/p>\n<p>Per la posa\u00a0mine\u00a0tutte le unit\u00e0 tranne il\u00a0<i>Da Recco<\/i> erano provviste di ferroguide e potevano imbarcare 54 mine tipo Vickers-Elia da 760\u00a0kg o 56 tipo Bollo da 590\u00a0kg. Durante il conflitto su sette unit\u00e0 vennero allungate le guide per consentire l&#8217;imbarco fino a un massimo di 86 mine tipo P.200 o di 104 tipo Bollo, nonch\u00e9 di mine tedesche ad antenna.<\/p>\n<p>Per il\u00a0dragaggio\u00a0protettivo nel\u00a01940\u00a0furono montati a poppa su tutte le unit\u00e0 i\u00a0paramine\u00a0tipo C per il dragaggio in corsa. Ma la forte riduzione di manovrabilit\u00e0 che conseguiva all&#8217;uso di questi dispositivi li rese di fatto inutilizzabili su navi con le caratteristiche dei Navigatori e furono quindi definitivamente sbarcati nel\u00a01942.<\/p>\n<p>Tutte le unit\u00e0 infine erano munite di apparati\u00a0fumogeni\u00a0tipo R.M. alla base dei fumaioli e di impianti nebbiogeni a nafta situati a poppa sul lato di dritta che, successivamente, vennero sostituiti con impianti pi\u00f9 efficienti a\u00a0cloridrina.<\/p>\n<p>Nel corso del conflitto su alcune unit\u00e0 (<i>Da Noli<\/i>,\u00a0<i>Da Recco<\/i>,\u00a0<i>Da Verazzano<\/i>,\u00a0<i>Malocello<\/i>,\u00a0<i>Pancaldo<\/i>,\u00a0<i>Vivaldi<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Zeno<\/i>) venne montato l&#8217;ecogoniometro\u00a0per la caccia ai sommergibili e su alcune altre il\u00a0radar\u00a0(il radar Fu.Mo. 24 &#8220;De.Te.&#8221; di fabbricazione tedesca sul\u00a0<i>Malocello<\/i>\u00a0e il radar\u00a0EC3\/ter &#8220;Gufo&#8221;\u00a0di fabbricazione italiana su\u00a0<i>Pancaldo<\/i>,\u00a0<i>Da Noli<\/i>\u00a0e\u00a0<i>Vivaldi<\/i>)<sup id=\"cite_ref-29\" class=\"reference\"><\/sup>.<\/p>\n<p><em>Fonti\u00a0 <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Classe_Navigatori\">Wikipedia<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2.20<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Nave giocattolo <strong>DUILIO<\/strong> , degli anni &#8217;30 del secolo scorso, realizzata dalla ditta <strong>VENTURA<\/strong> di Preganziol (TV), su modello di un Cacciatorpediniere o Navigatore, Esploratore, della <strong>Regia Marina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Interamente costruita in legno, dipinta a mano, provvista di due alberi che possono essere rimossi, da batterie di cannoni , con timone orientabile, e con motore meccanico a carica a molla perfettamente funzionante. In ottime condizioni, con segni del tempo di normale amministrazione. Lunghezza della nave, circa cm.60<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":4704,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[489,282,335,338,327,488],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41VENTURA Nave Duilio Giocattolo Carica a Molla 1930s - Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Nave giocattolo in legno VENTURA incrociatore esploratore DUILIO Legno carica a molla - Wooden warship DUILIO wind up Made in Italy VENTURA\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ventura-nave-duilio-giocattolo-carica-a-molla-1930s\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41VENTURA Nave Duilio Giocattolo Carica a Molla 1930s - 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