{"id":4443,"date":"2020-01-22T17:22:35","date_gmt":"2020-01-22T17:22:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=4443"},"modified":"2023-03-20T15:49:04","modified_gmt":"2023-03-20T14:49:04","slug":"medaglia-dei-mille-garibaldi-primo-conio-originale","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/medaglia-dei-mille-garibaldi-primo-conio-originale\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41Medaglia dei MILLE Garibaldi &#8211; Primo Conio ORIGINALE"},"content":{"rendered":"<p>Medaglia originale attribuita ad uno dei <strong>MILLE<\/strong> di Giuseppe <strong>Garibaldi<\/strong> . La\u00a0<b>medaglia commemorativa dei Mille di Marsala<\/b>\u00a0fu concessa dal Municipio di\u00a0Palermo\u00a0e confermata dal\u00a0Regno d&#8217;Italia, ai\u00a0garibaldini\u00a0che parteciparono con\u00a0Giuseppe Garibaldi\u00a0allo\u00a0sbarco a Marsala\u00a0per la liberazione dell&#8217;Italia meridionale. Coniata dalla Zecca di Palermo , disegnata da <em>Giuseppe Barone<\/em>, ha le seguenti peculiarit\u00e0 :<\/p>\n<ul>\n<li>La medaglia d&#8217;argento di 31 mm di diametro<\/li>\n<li>Peso senza nastrino gr. 15,6<\/li>\n<li>Peso con nastrino e Triscele\u00a0 gr. 17,7<\/li>\n<li>Al recto un&#8217;aquila, simbolo araldico della citt\u00e0 di Palermo, tenente tra gli artigli un cartiglio con la legenda &#8220;<strong>S.P.Q.P<\/strong>&#8221; (<i>Senatus PopulusQue Panormitanus<\/i>) e al bordo, circolarmente, la legenda delimitata in basso da <strong>tre<\/strong> rosette &#8220;<strong><span class=\"smallcaps\">Ai prodi cui fu duce Garibaldi<\/span><\/strong>&#8220;.<\/li>\n<li>Al verso, la medaglia riporta sul bordo, circolarmente, divisa da due fregi a rosetta, la legenda <span class=\"smallcaps\">&#8220;<strong>MARSALA<\/strong>&#8221; &#8220;<strong>CALATAFIMI<\/strong>&#8221; &#8220;<strong>PALERMO<\/strong>&#8220;<\/span>, delimitata in basso da una stelletta a sei punte. Al centro, nel campo contornato da una corona di alloro chiusa e legata in basso da un nodo a X, la legenda\u00a0<span class=\"smallcaps\">&#8220;<strong>IL MUNICIPIO \/ PALERMITANO \/ RIVENDICATO \/ MDCCCLX<\/strong>&#8220;<\/span>.<\/li>\n<li>Il nastro \u00e8 rosso, con una striscia gialla per lato, su di esso il simbolo della <a title=\"Triscele\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Triscele\">Triscele<\/a>\u00a0in argento<\/li>\n<\/ul>\n<p>La medaglia \u00e8 in ottimo stato, con una magnifica patina visibile dalle foto allegate, ha dei leggerissimi colpetti sul bordo, ma assolutamente accettabili per un oggetto cos\u00ec importante e carico di storia.<\/p>\n<p>La medaglia dei Mille di Garibaldi, qui proposta, \u00e8 del primo conio, o primo tipo, e si pu\u00f2 notare la differenza con una medaglia di conio Johnson o secondo tipo, verificando le foto allegate. Le prime due facce sono della medaglia di secondo tipo, e si nota come al recto dove \u00e8 la legenda<strong> AI PRODI CUI FU DUCE GARIBALDI<\/strong> , la legenda stessa inizi e termini qualche millimetro pi\u00f9 in basso delle punte del cartiglio tra gli artigli dell&#8217;aquila. Nel primo tipo, la legenda invece inizia e termina quasi in linea alle punte del cartiglio suddetto.<\/p>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3644\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"610\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille.jpg 2250w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-600x600.jpg 600w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-100x100.jpg 100w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-1200x1200.jpg 1200w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-64x64.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-150x150.jpg 150w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-300x300.jpg 300w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-768x768.jpg 768w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/mille-45x45.jpg 45w\" sizes=\"(max-width: 610px) 100vw, 610px\" \/><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>NOTIZIE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span id=\"Storia\" class=\"mw-headline\">Storia<\/span><\/h2>\n<p>La medaglia dei Mille di Garibaldi venne istituita dal comune di Palermo\u00a0il <strong>21 giugno\u00a01860<\/strong>, durante la\u00a0dittatura di <strong>Garibaldi<\/strong>, e concessa a quei garibaldini che avevano preso parte allo sbarco a\u00a0<strong>Marsala<\/strong>. La prima distribuzione di questa medaglia avvenne il <strong>24 ottobre\u00a01860<\/strong>\u00a0in\u00a0piazza Vittoria\u00a0dal prodittatore\u00a0<strong>Antonio Mordini<\/strong>\u00a0e consegnata a quanti, feriti o per ragioni di servizio, si trovavano a <strong>Palermo<\/strong>. Una seconda distribuzione venne fatta, alla presenza di\u00a0Garibaldi, a\u00a0<strong>Napoli<\/strong> in piazza San Francesco da Paola il <strong>4 novembre\u00a01860<\/strong>, ai 475 garibaldini convenuti alla celebrazione.<\/p>\n<p>Una Commissione nazionale fu istituita nel dicembre\u00a01861, per ufficializzare quel primo elenco dei Mille che sbarcarono a Marsala. La Commissione era composta dai generali:\u00a0Vincenzo Giordano Orsini,\u00a0Francesco Stocco,\u00a0Giovanni Acerbi; i colonnelli:\u00a0Giuseppe Dezza,\u00a0Guglielmo Cenni,\u00a0Benedetto Cairoli,\u00a0Giorgio Manin; i maggiori:\u00a0Luigi Miceli\u00a0e\u00a0Antonio Della Pal\u00f9,\u00a0Giulio Emanuele De Cretsckmann,\u00a0Francesco Raffaele Curzio\u00a0e\u00a0Davide Cesare Uziel; i capitani:\u00a0Salvatore Calvino\u00a0e\u00a0Achille Argentino. La Commissione rilasci\u00f2 le autorizzazioni a fregiarsi della medaglia decretata dal Consiglio civico di Palermo il 21 giugno 1860.<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;ampia documentazione, non \u00e8 ancora certo l&#8217;esatto numero di medaglie conferite. Il Ministero della Guerra del proclamato Regno d&#8217;Italia, con circolare del 14.7.1861 e su decisione del sovrano Vittorio Emanuele II\u00b0, autorizz\u00f2 i &#8220;<strong>Mille<\/strong>&#8221; sbarcati a Marsala l&#8217;<strong>11 Maggio 1860<\/strong>, a fregiarsi della medaglia dei Mille di Garibaldi, invitando gli aventi diritto a trasmettere il titolo comprovante l&#8217;ottenuta insegna, in seguito al quale veniva rilasciata una dichiarazione dell&#8217;autorizzazione conseguita. Un pri<span class=\"style3\">mo<\/span>\u00a0R<span class=\"style3\">uolo<\/span> nominativo di coloro che erano sbarcati a Marsala venne redatto in data 19.4.1862 da una apposita Commissione sulla scorta degli attestati rilasciati dal Comune di Palermo. Successivamente un Giur\u00ec d&#8217;Onore riesamin\u00f2 i titoli dei componenti la spedizione a seguito del quale il Ministero della Guerra, con Bollettino Militare n. 21 del 6.4.1864 compilava un elenco di 1072 nominativi che avevano diritto a fregiarsi della medaglia e che, con legge successiva del 22.1.1865, usufruirono di una pensione annua vitalizia di \u00a3 1000. A seguito di un&#8217;inchiesta informativa effettuata negli anni 1877 e 1878, venne stilato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 Novembre 1878 un nuovo Ruolo che aumentava il numero degli aventi diritto a 1.089.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span id=\"Il_numero_dei_\u201cMille\u201d\" class=\"mw-headline\">Il numero dei \u201c<i>Mille<\/i>\u201d<\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;elenco con ruolo definitivo della spedizione dei Mille di Garibaldi e che dovettero avere la medaglia, fu pubblicato in Gazzetta Ufficiale del Regno d&#8217;Italia del 12 novembre 1878, revisione del precedente elenco dei Mille di Marsala di <strong>Giuseppe Garibaldi <\/strong>pubblicato dal Ministero della Guerra nel bollettino n. 21 (Anno 1864), per concedere la medaglia e le relative pensioni &#8220;di guerra&#8221; ai volontari, aventi diritto ai sensi della legge 22 gennaio 1865, n.2119<sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup>.<br \/>\nSulla base della documentazione disponibile gli storici hanno stimato il numero dei volontari partiti il 5 maggio 1860 da Genova in circa 1.150, dei quali 1.089 sarebbero sbarcati a Marsala, in quanto una sessantina erano stati destinati alla diversione dello Zambianchi, alcuni avevano lasciato la spedizione per contrasti politici e 4 o 5 si erano aggregati a Porto Santo Stefano nascondendosi nelle stive. A Porto Santo Stefano furono respinti molti militari che avrebbero voluto unirsi alla spedizione.<br \/>\nVa anche considerato che lo storico Mario Menghini riporta il fatto che, durante la sosta a Talamone, Garibaldi scart\u00f2 dagli effettivi un centinaio di volontari non ritenuti idonei per vari motivi, volontari scartati che fecero quindi ritorno a Genova via Livorno (Supplemento al\u00a0<i>Movimento<\/i>\u00a0del 13 maggio 1860, La Spedizione Garibaldina); secondo tale dato il numero dei volontari dovrebbe pertanto essere diminuito, salvo eventuali rimpiazzi sul luogo.<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2 considerare che l\u2019Esercito garibaldino, anche se ispirato alle norme del regolare Corpo dei\u00a0Cacciatori delle Alpi, era composto di volontari organizzati autonomamente in maniera spesso improvvisata, pertanto le ricostruzioni da parte degli storici, basate solo su documenti, possono incontrare limiti, in quanto la formazione dei reparti e la loro consistenza erano variabili e non sempre documentate come in un esercito regolare, anche per mancanza di tempo e di personale dedicato.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019arrivo della Spedizione dei Mille di Garibaldi\u00a0 a Marsala, probabilmente prima della assegnazione della medaglia, il comitato patriottico di Palermo scriveva indicando in oltre 1.500 i volontari garibaldini sbarcati:<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00ab<i>Garibaldi \u00e8 fra noi, seguito da tremila combattenti, dei quali pi\u00f9 della met\u00e0 sono i cacciatori delle Alpi, innanzi a cui i Tedeschi fuggirono a Como;\u2026\u00a0<\/i>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>(<small>Storia popolare della rivoluzione di Sicilia e della impresa di Giuseppe Garibaldi \u2013\u00a0<a title=\"Franco Mistrali\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Mistrali\">Franco Mistrali<\/a>\u00a0\u2013 pag. 88<sup id=\"cite_ref-7\" class=\"reference\"><\/sup><\/small>)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E d\u2019altro lato nel suo decreto il comandante borbonico della piazza di Palermo diminuiva ad 800 il numero degli sbarcati:<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00ab<i>La pi\u00f9 grande violazione al diritto delle genti ha ricondotto i pericoli nell\u2019Isola ed in questa citt\u00e0. Ottocento avventurieri col loro generale ed uno stato maggiore sbarcarono a Marsala da due legni sardi il Lombardo ed il Piemonte, il giorno li dello stante col disegno di provocare la rivolta ed avvolgere il paese nell\u2019anarchia.\u00a0<\/i>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>(<small>Storia popolare della rivoluzione di Sicilia e della impresa di Giuseppe Garibaldi \u2013\u00a0<a title=\"Franco Mistrali\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Mistrali\">Franco Mistrali<\/a>\u00a0\u2013 pag. 89<\/small>)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Lo storico Mario Menghini nella sua opera \u201c<i>La Spedizione garibaldina di Sicilia e di Napoli<\/i>\u201d, pubblicata nel 1907, riporta il testo di alcune lettere di partecipanti con medaglia alla Spedizione dei Mille di Garibaldi, gi\u00e0 pubblicate in altri giornali, dalle quali si desume che a Talamone i volontari inquadrati sarebbero stati oltre 1.500 (Lettera da campo di Talamone presso \u2026 del 7 maggio 1860), numero che viene confermato anche dopo lo sbarco in una successiva lettera del 12 maggio 1860, mentre in altra lettera pubblicata in \u201cUnit\u00e0 Italiana\u201d del 29 maggio 1860, si parla di 1.200 sbarcati. Il Menghini cita anche che, durante la sosta a Talamone, Garibaldi scart\u00f2 dagli effettivi un centinaio di volontari non ritenuti idonei per vari motivi, volontari scartati che fecero quindi ritorno a Genova via Livorno (Supplemento al <i>Movimento<\/i>\u00a0del 13 maggio 1860), secondo tale dato il numero dei volontari dovrebbe pertanto essere diminuito, salvo eventuali rimpiazzi sul luogo.<br \/>\nSul numero dei volontari partiti il giorno 9 da Talamone, Carlo Agrati cita che il Sylva li fa ammontare a 1.150, equipaggi compresi, (400 sul\u00a0<i>Piemonte<\/i>\u00a0e 750 sul\u00a0<i>Lombardo<\/i>), mentre dall&#8217;archivio Cortes risulta che sul\u00a0<i>Lombardo<\/i>\u00a0i volontari imbarcati quel giorno erano 627, che sommati ai 400 del Piemonte darebbero il totale di 1.027 imbarcati, cifra che escludendo gli equipaggi, se corretta, sembra confermare quanto affermato dallo storico Mario Menghini sull&#8217;esclusione di 100 volontari per inidoneit\u00e0 o altri motivi. In effetti sul numero dei volontari effettivamente partiti da Genova, Talamone e poi sbarcati esistono anche altre diverse versioni di varie fonti, anche se non riconosciute (vedere:Il numero dei \u201cMille\u201d\u00a0e\u00a0La partenza e la stampa internazionale).<br \/>\nUn\u2019altra fonte di informazioni circa il numero di volontari imbarcati a Genova \u00e8 desunta dai \u201cDispacci elettrici dell\u2019Agenzia Stefani\u201d pubblicati anche nella Gazzetta Ufficiale dell\u2019epoca<sup id=\"cite_ref-15\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0e riportati anche dalla stampa internazionale.<br \/>\nNella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio 1860, dispaccio n. 419,\u00a0<i>Parigi 9 maggio sera, il giornale\u00a0<\/i>Morning Post<i>\u00a0riporta come positivo che Garibaldi si \u00e8 imbarcato a Genova con 3.000 individui, mentre il dispaccio n. 420, Parigi 9 maggio (sera) \u2013 il giornale\u00a0<\/i>La Patrie<i>\u00a0scrive che, indipendentemente dal legno su cui si imbarc\u00f2 Garibaldi, due altri vapori lasciarono\u00a0Genova\u00a0con 1.400\u00a0Cacciatori delle Alpi, romagnoli, lombardi e genovesi; e che altri quattro legni han dovuto da differenti punti raggiungere Garibaldi. \u201cLa spedizione (continua il giornale\u00a0<\/i>La Patrie<i>) \u00e8 organizzata su vasta scala: possiede armi, munizioni viveri, materiale per accampamento, mezzi per sostenere diversi mesi di lotta\u201d. Le sottoscrizioni raccolte in Inghilterra e in Italia non essendo bastevoli a coprire le spese della spedizione,\u00a0<\/i>La Patrie<i>\u00a0domanda chi ha fornito il complemento del denaro necessario.\u00a0<\/i><br \/>\nIl dispaccio n\u00b0 421, Parigi, 10 maggio, mattino &#8211;\u00a0<i>Informazioni recano che Garibaldi ha con s\u00e9 24 cannoni<\/i>. Nella Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 1860 viene riportato il dispaccio telegrafico n\u00b0 453 del 18 maggio, nel quale si annuncia, tra l\u2019altro, lo sbarco di ulteriori volontari \u201c<i>emigrati siciliani<\/i>\u201d presso\u00a0Tre Fontane, senza indicarne la consistenza, n\u00e9 il numero o la nave che li trasportava.<br \/>\nLe notizie raccolte da varie fonti sul numero dei volontari della spedizione dei Mille di Garibaldi sono pertanto diverse, anche se pi\u00f9 volte le fonti citate indicano il numero dei volontari in circa 1.500, considerando la difficolt\u00e0 di documentare una forza militare irregolare, che si formava rapidamente in semi clandestinit\u00e0 tollerata e il fatto che tale formazione armata doveva anche documentarsi in condizioni precarie, tutti i dati che si possono ricavare, anche con eventuali ragionevoli arrotondamenti, forse non renderanno mai il numero reale di quanti partirono allora e\/o si unirono strada facendo alla spedizione.<br \/>\nSi pu\u00f2 ipotizzare che un ulteriore utile riscontro potrebbe essere fornito dal rinvenimento di eventuali \u201c<i>rapporti riservati<\/i>\u201d, che si presume sicuramente il Regno di Sardegna facesse redigere, in quanto non appare verosimile che Cavour non si preoccupasse di conoscere l\u2019entit\u00e0 della spedizione, nella quale presumibilmente si arruolavano anche alcuni \u201ccavourriani\u201d per osservare dall\u2019interno e riferire in caso di progetti contrari a quanto Cavour riteneva opportuno. Di tale fatto non c\u2019\u00e8 ovviamente prova, ma \u00e8 pi\u00f9 che logico che il grande statista avesse predisposto un sistema di monitoraggio e controllo, per evitare che la situazione potesse sfuggire di mano, sia militarmente, che politicamente, fatto questo comprovato dal blocco delle partenze per alcuni successivi sbarchi che i mazziniani avevano in mente di dirigere verso lo\u00a0Stato Pontificio, prima con\u00a0Medici\u00a0e poi con\u00a0Pianciani\u00a0e\u00a0Nicotera, spedizioni che vennero dirottate tutte verso la Sicilia, le ultime due anche in parte con l\u2019uso della forza.<\/p>\n<h3><span id=\"Il_numero_totale_dei_garibaldini\" class=\"mw-headline\">Il numero totale dei garibaldini<\/span><\/h3>\n<p>Secondo lo storico Trevelyan al termine della campagna nel mese di novembre 1861 l\u2019armata garibaldina avrebbe raggiunto il numero di 50.000 arruolati, di cui 7.000 garibaldini dislocati a presidio della Sicilia e 43.000 nel continente, di questi ultimi un buon numero furono gli arruolati nella fase finale e altri in fase di arruolamento.\u00a0Va osservato che nel numero di 50.000 garibaldini erano considerate anche le formazioni irregolari, nate ad opera di privati o varie milizie aggregate e parecchi garibaldini di comodo, che si arruolavano solo per ritirare il cibo e la paga e che Garibaldi commentava con queste parole:<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00ab<i>\u00a0\u2026 un terzo era presente nel momento della battaglia e gli altri due terzi solo al momento della paga o del rancio.\u00a0<\/i>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>(<small>Garibaldi and the making of Italy &#8211; Appendix J &#8211; pag. 343<\/small>)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il nucleo centrale delle forze garibaldine era costituito dagli oltre 20.000 settentrionali sbarcati con le spedizioni da Genova e Livorno, di cui circa la met\u00e0 erano in ospedale oppure impiegati nelle guarnigioni e nei pattugliamenti nelle province occupate. Anche se le fonti forniscono numeri diversi si pu\u00f2 ragionevolmente ritenere che alla battaglia del Volturno parteciparono oltre 20.000 garibaldini di cui la met\u00e0 settentrionali e 28.000 soldati borbonici<sup id=\"cite_ref-20\" class=\"reference\"><\/sup>.<br \/>\nAttualmente \u00e8 in corso un\u2019opera di classificazione e verifica del numero totale dei garibaldini a fine impresa, che potrebbe vedere aumentato il numero globale dei partecipanti alla spedizione finora stimato.<\/p>\n<h3><span id=\"I_garibaldini_stranieri\" class=\"mw-headline\">I garibaldini stranieri<\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;Esercito meridionale comprendeva numerosi stranieri: la Legione ungherese, la <i>L\u00e8gion de Flotte<\/i>\u00a0(francesi)<sup id=\"cite_ref-21\" class=\"reference\"><\/sup>, la\u00a0Legione Britannica, molti polacchi tra cui il generale\u00a0Aleksander Milbitz, romeni e qualche belga. Gli ungheresi, inizialmente in 50 arrivarono a essere un folto gruppo di 500 volontari, raggruppati nella\u00a0Brigata &#8220;<i>Eber<\/i>&#8221;\u00a0comandata dal colonnello brigadiere\u00a0N\u00e1ndor \u00c9ber\u00a0(1825-1885), corrispondente del quotidiano\u00a0<i>The Times<\/i>\u00a0con la cittadinanza inglese e del tenente colonnello\u00a0Lajos Tukory, che cadde a Palermo il 29 maggio 1860. Il generale Stefano Turr fu la personalit\u00e0 di maggior rilievo. Fu costituita anche una &#8220;Compagnia estera&#8221;,\u00a0 formata\u00a0 dai\u00a0 soldati\u00a0 borbonici\u00a0 che\u00a0 avevano abbandonato Francesco II.<\/p>\n<h2><span id=\"Le_componenti\" class=\"mw-headline\">Le componenti<\/span><\/h2>\n<p>Circa un sesto dei partecipanti alla spedizione dei Mille di Garibaldi, proveniva dalla\u00a0provincia di Bergamo, che, pertanto, pu\u00f2 fregiarsi del titolo di\u00a0<i>provincia dei Garibaldini<\/i>\u00a0(dai memoriali di\u00a0Guido Sylva, garibaldino e storico dei Mille, ferito a Calatafimi, pluridecorato, commissionario e gi\u00e0 Ufficiale dell&#8217;Esercito Sabaudo). In base alla provenienza regionale, i Mille possono essere cos\u00ec suddivisi (totale 1126):<\/p>\n<div class=\"colonne_strette\">\n<ul>\n<li>Piemonte 29<\/li>\n<li>Circondario di Nizza\u00a03<\/li>\n<li>Liguria 160<\/li>\n<li>Lombardia 437 (di cui 179\u00a0bergamaschi; 63\u00a0bresciani; 33\u00a0mantovani)<\/li>\n<li>Trentino 10<\/li>\n<li>Alto Adige 1<sup id=\"cite_ref-25\" class=\"reference\"><\/sup><\/li>\n<li>Friuli 21<\/li>\n<li>Veneto 150<\/li>\n<li>Emilia e Romagna 39<\/li>\n<li>Toscana 82<\/li>\n<li>Marche 11<\/li>\n<li>Umbria 5<\/li>\n<li>Lazio 29<\/li>\n<li>Sardegna 51<\/li>\n<li>Abruzzo 12<\/li>\n<li>Campania 17<\/li>\n<li>Puglia 4<\/li>\n<li>Basilicata 1<\/li>\n<li>Calabria 21<sup id=\"cite_ref-26\" class=\"reference\"><\/sup><\/li>\n<li>Savoia 1<\/li>\n<li>Sicilia 42<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>I rimanenti sono nati all&#8217;estero, o di provenienza ignota, o stranieri. Il componente pi\u00f9 giovane fu il veneto Giuseppe Marchetti, di\u00a0Chioggia, che si imbarc\u00f2 da\u00a0Quarto dei Mille\u00a0all&#8217;et\u00e0 di undici anni (ancora da compiere) assieme al padre Luigi. Il bergamasco Adolfo Biffi fu invece il pi\u00f9 giovane a morire, ucciso nel primo assalto a Calatafimi ad appena 13 anni. Il componente della spedizione dei Mille pi\u00f9 longevo \u00e8 stato\u00a0Giovanni Battista Egisto Sivelli, genovese, nato nel 1843 e morto a 91 anni nel 1934.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/I_Mille\">Wikipedia<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>9.19<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala<\/strong><b>,<\/b> originale primo conio, attribuita ad uno dei <strong>MILLE di Garibaldi. <\/strong>Concessa dal Municipio di Palermo. Coniata dalla Zecca di Palermo, disegnata da <em>Giuseppe Barone. <\/em>Medaglia in argento , 31 mm di diametro , gr.15,6 di peso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>P.A.R.<\/strong>\u00a0 Prezzo a Richiesta\u00a0 \/ <strong>P.O.D.<\/strong> Price on Demand<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"featured_media":3630,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[423,274,422,420,421,424,275],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41Medaglia dei MILLE Garibaldi - Primo Conio ORIGINALE Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Medaglia originale per la spedizione dei Mille , Garibaldi - completa di Trinacria sul Nastrino - Original Garibaldi&#039;s &quot;MILLE&quot; expedition Sicily - SICILIA\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/medaglia-dei-mille-garibaldi-primo-conio-originale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41Medaglia dei MILLE Garibaldi - Primo Conio ORIGINALE Thefinitive\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Medaglia originale per la spedizione dei Mille , Garibaldi - completa di Trinacria sul Nastrino - Original Garibaldi&#039;s &quot;MILLE&quot; 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