{"id":4304,"date":"2019-12-29T19:35:47","date_gmt":"2019-12-29T19:35:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=4304"},"modified":"2023-03-20T15:49:33","modified_gmt":"2023-03-20T14:49:33","slug":"valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41Valor Militare Castelfidardo 1860 &#8211; Campagna d&#8217;Ancona"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Medaglia di Bronzo al Valor\u00a0 Militare ,<\/em> \u00a0MBVM<\/strong> , miniatura per la <strong>CAMPAGNA D&#8217;ANCONA<\/strong> , battaglia di <strong>Castelfidardo <\/strong>del <strong>18 Settembre 1860<\/strong> .\u00a0 Originale, in ottime condizioni, al recto riporta la classica simbologia dello scudo savoia con serti di quercia e alloro, e la dicitura <strong>AL VALORE MILITARE<\/strong>. Al verso troviamo due sezioni separate da una cornice di foglie , all&#8217;esterno <strong>CAMPAGNA D&#8217;ANCONA<\/strong> , ed all&#8217;interno nel campo la motivazione\u00a0 <strong>CASTEL FIDARDO 18\u00a0 7bre\u00a0 1860<\/strong> , con stella ad ore sei. Tutte le diciture sono in rilievo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MATERIALE\u00a0 \u00a0 \u00a0:\u00a0<\/strong> Bronzo<\/p>\n<p><strong>MISURE\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 mm.17 diametro<\/p>\n<p><strong>MARCHIO\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0:<\/strong>\u00a0 &#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\">NOTIZIE<\/h2>\n<p>Nella\u00a0<b>battaglia di Castelfidardo<\/b>, il\u00a018 settembre\u00a01860, da cui questo valor militare, si scontrarono gli eserciti del <strong>Regno<\/strong> di <strong>Sardegna<\/strong>\u00a0e quello dello\u00a0<strong>Stato Pontificio\u00a0<\/strong>in seguito alla\u00a0Campagna piemontese in Italia centrale. La battaglia si concluse con la vittoria dei piemontesi; le truppe papali superstiti si asserragliarono nella piazzaforte di\u00a0Ancona\u00a0e furono sconfitte dall&#8217;esercito sardo dopo un difficile\u00a0assedio. Conseguenza della vittoria piemontese fu <strong>l&#8217;annessione<\/strong> al\u00a0Regno di Sardegna\u00a0delle\u00a0Marche\u00a0e dell&#8217;Umbria.<\/p>\n<p>La battaglia di Castelfidardo del 17 Settembre 1860, dall&#8217;alto valor militare, \u00e8 considerata un momento importante del Risorgimento italiano; in effetti essa contribu\u00ec a rendere possibile proclamare la nascita del\u00a0Regno d&#8217;Italia, il 17 marzo\u00a01861.<\/p>\n<h3><span id=\"Le_cause_dello_scontro\" class=\"mw-headline\">Le cause dello scontro<\/span><\/h3>\n<p>Il\u00a0Regno di Sardegna, con la\u00a0Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza, aveva annesso la\u00a0Lombardia. Nei mesi successivi, in seguito a plebisciti, anche le\u00a0ex Legazioni pontificie\u00a0(Bologna, Ferrara, Ravenna e Forl\u00ec),\u00a0Parma,\u00a0Modena\u00a0e la\u00a0Toscana\u00a0erano entrate a far parte dei domini di\u00a0Vittorio Emanuele II. Dopo pochi mesi,\u00a0Garibaldi, con la\u00a0<strong>spedizione dei Mille<\/strong>, aveva conquistato tutto il Mezzogiorno d&#8217;Italia; le regioni meridionali erano per\u00f2 separate da quelle settentrionali dalla presenza dello\u00a0Stato Pontificio.\u00a0Vittorio Emanuele II\u00a0decise allora di intervenire con il proprio esercito per annettere\u00a0Marche\u00a0e\u00a0Umbria. La conquista delle due regioni centrali aveva dunque lo scopo di unire il nord e il sud d&#8217;Italia. Non si poteva certo ancora pensare a un annullamento totale dello\u00a0stato del papa, al quale, secondo i piani del re, sarebbe stato lasciato il\u00a0Lazio.<\/p>\n<h3><span id=\"Due_eserciti_in_marcia_forzata\" class=\"mw-headline\">Due eserciti in marcia forzata<\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;esercito sardo si radun\u00f2 in\u00a0Romagna, quello pontificio nel\u00a0Lazio\u00a0e nell&#8217;Umbria, con l&#8217;obiettivo di giungere nella piazzaforte di\u00a0Ancona.<\/p>\n<p>Ai primi di settembre si verificarono tumulti in alcune citt\u00e0 sotto il governo pontificio:\u00a0Urbino,\u00a0Senigallia,\u00a0Pesaro,\u00a0Fossombrone, per la cui repressione si mosse l&#8217;esercito papale da poco rinnovato e rinforzato. Il governo di Torino protest\u00f2 contro questa repressione e chiese con una nota ufficiale il disarmo e lo scioglimento delle truppe mercenarie pontificie, ottenendo come risposta un diniego. A seguito di ci\u00f2 l&#8217;11 settembre l&#8217;esercito piemontese al comando di\u00a0Manfredo Fanti attraversava il confine penetrando nelle Marche e in Umbria. I pontif\u00ecci volevano asserragliarsi ad\u00a0Ancona\u00a0perch\u00e9 l\u00e0 avrebbero potuto resistere per mesi e attendere i rinforzi da parte delle potenze cattoliche europee, che potevano giungere via mare, attraverso il porto; i piemontesi volevano impedirglielo. Cominciarono due marce forzate: ciascun esercito si concedeva poche ore di riposo notturno per arrivare prima dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>L&#8217;Esercito Pontificio, costituito da volontari e mercenari provenienti da tutta Europa, era comandato dal generale francese\u00a0<strong>Christophe<\/strong> <strong>de Lamorici\u00e8re<\/strong>. Al momento dell&#8217;invasione dei piemontesi aveva cos\u00ec distribuito l&#8217;esercito sul territorio da difendere: 1\u00aa brigata generale Schmidt con quartier generale a Foligno, 2\u00aa brigata generale marchese\u00a0de Pimodan\u00a0con quartiere generale a Terni, 3\u00aa brigata generale De Courten con quartiere generale a Macerata; una brigata di riserva agli ordini del colonnello Cropt con quartiere generale a Spoleto: 10 mila uomini con 30 pezzi d&#8217;artiglieria. A questi vanno aggiunti gli effettivi della piazza di Ancona, circa 10.000 uomini. Le truppe di de Pimodan dal\u00a0Lazio\u00a0mossero verso\u00a0Narni\u00a0e proseguirono per\u00a0Spoleto,\u00a0Tolentino\u00a0e\u00a0Macerata\u00a0cercando di raggiungere pi\u00f9 celermente possibile la piazzaforte di\u00a0Ancona.<\/p>\n<p>Il Regio esercito &#8211; armata delle Marche e dell&#8217;Umbria guidata dal generale\u00a0Manfredo Fanti, era costituito da uomini ben addestrati e disciplinati: due corpi d&#8217;armata, il 4\u00b0 (divisione quarta, settima e tredicesima) al comando del generale\u00a0Enrico Cialdini, il 5\u00b0 (divisione prima e divisione di riserva) guidato dal generale Morozzo Della Rocca. In totale 39.000 uomini, 2.500 cavalli e 77 pezzi d&#8217;artiglieria. Le truppe dalla\u00a0Romagna\u00a0si divisero in due tronconi. Uno marci\u00f2 lungo la costa e a Pesaro incontr\u00f2 una forte resistenza pontificia per opera del tenente colonnello\u00a0<strong>Giovanni Battista Zappi<\/strong>, l&#8217;altro avanz\u00f2 pure verso sud, ma passando a ridosso degli\u00a0Appennini\u00a0attraverso\u00a0Urbino. I due tronconi si riunirono a\u00a0Jesi, attraversarono\u00a0Osimo\u00a0e quindi si diressero verso\u00a0Ancona.<\/p>\n<p>Secondo lo storico britannico\u00a0Trevelyan\u00a0l\u2019armata del generale\u00a0Fanti\u00a0impiegata in\u00a0Umbria\u00a0e\u00a0Marche\u00a0era di 33.000 soldati, comprensiva dei corpi d\u2019armata di\u00a0Cialdini\u00a0e\u00a0Della Rocca. In quel settembre 1860 , a Castelfidardo entrambi diedero prova di valor militare, le forze piemontesi disponevano di 16.449 soldati, dei quali impiegati effettivamente 4.880, contro i soldati comandati dal pontificio Lamorici\u00e8re, che pur disponendo di una forza da campo di 8.000 soldati, ne impieg\u00f2 effettivamente 6.650, dei quali 3.500 della Divisione Lamorici\u00e8re e 3.050 della Divisione Pimodan. Le forze piemontesi sul campo disponevano anche di 42 cannoni, dei quali 12 impiegati effettivamente.<\/p>\n<h3><span id=\"Lo_svolgimento\" class=\"mw-headline\">Lo svolgimento<\/span><\/h3>\n<p>Prima di giungere ad\u00a0Ancona, i piemontesi fecero tappa a\u00a0<strong>Castelfidardo<\/strong>. Nella frazione delle Crocette, a 25 chilometri dalla meta, installarono il campo. Alcuni soldati in ricognizione al di l\u00e0 del fiume\u00a0Musone\u00a0avvistarono le truppe pontificie, anch&#8217;esse accampate nella zona in attesa di trasferirsi ad Ancona. Incominciarono le prime schermaglie e il generale de Lamorici\u00e8re, consapevole del fatto che il suo esercito era inferiore per effettivi e per armamenti, cap\u00ec che non vi erano molte speranze di vittoria. Sfruttando il fatto che il grosso dell&#8217;esercito piemontese era ancora all&#8217;oscuro della presenza nei pressi dei soldati pontifici, decise di dividere le sue truppe in tre gruppi.<\/p>\n<p>Il primo gruppo, comandato da\u00a0de Pimodan, doveva impegnare le truppe piemontesi in modo da consentire agli altri due, capitanati da\u00a0de Lamorici\u00e8re, di proseguire verso\u00a0Ancona, dove le forze pontificie si sarebbero potute asserragliare in attesa di rinforzi da parte degli Stati europei amici. Gli uomini al comando di\u00a0Georges de Pimodan\u00a0dovevano quindi sacrificarsi tra\u00a0Castelfidardo\u00a0e\u00a0Loreto, sulle pendici del colle del Montoro e nella vallata del\u00a0Musone, per salvare le truppe di\u00a0de Lamorici\u00e8re.<\/p>\n<p>Tutto and\u00f2 secondo i piani: mentre\u00a0de Lamorici\u00e8re, non visto dai piemontesi, con le sue truppe era arrivato a\u00a0Numana, sulla strada per\u00a0Ancona, gli uomini di\u00a0<strong>Georges de Pimodan<\/strong>, al grido di \u00ab<strong>Viva il Papa!<\/strong>\u00bb stavano impegnando gli ignari piemontesi, guadagnando terreno palmo a palmo, casa colonica per casa colonica. Il grosso dell&#8217;esercito sabaudo era ancora accampato alle Crocette. Quando\u00a0Cialdini\u00a0venne a conoscenza della presenza dei pontifici, invi\u00f2 tutte le sue truppe, che al grido di \u00abViva il Re!\u00bb rovesciarono la situazione iniziale. Una alla volta, tutte le case coloniche conquistate da\u00a0Georges de Pimodan\u00a0caddero nelle mani dei piemontesi.<\/p>\n<p>Le sorti dello scontro subirono un rovesciamento a causa di una decisione inaspettata del de Lamorici\u00e8re. Egli, resosi conto che le truppe lasciate a combattere stavano per subire una disfatta, decise di tornare a sostenere\u00a0Georges de Pimodan\u00a0che, gi\u00e0 ferito pi\u00f9 volte, stava battendosi valorosamente nonostante la situazione disperata. Questa fu una decisione sorprendente e tatticamente errata: sarebbero bastate poche ore di marcia per rinchiudersi nella piazzaforte di\u00a0Ancona. Tuttavia pi\u00f9 che alla strategia\u00a0de Lamorici\u00e8re\u00a0pens\u00f2 alla lealt\u00e0 di\u00a0de Pimodan\u00a0e al fatto che non se la sentiva di sacrificarlo. Cos\u00ec de Lamorici\u00e8re torn\u00f2 sul campo di battaglia;\u00a0de Pimodan\u00a0era stato gi\u00e0 ferito a morte e spirava nell&#8217;ospedale da campo piemontese. Secondo alcune fonti sarebbe stato\u00a0Cialdini\u00a0in persona ad assisterlo negli ultimi istanti e a raccoglierne le volont\u00e0. Dopo alcune ore di battaglia, le truppe del generale\u00a0Cialdini\u00a0sconfissero l&#8217;avversario; i reduci, tra cui lo stesso de Lamorici\u00e8re, frettolosamente e disordinatamente ripiegarono verso\u00a0Ancona\u00a0passando, per non essere catturati, per gli impervi sentieri del promontorio del\u00a0Conero.<\/p>\n<h3><span id=\"La_presa_di_Ancona_e_la_fine\" class=\"mw-headline\">La presa di Ancona e la fine<\/span><\/h3>\n<p>Il de Lamorici\u00e8re e i soldati pontifici superstiti arrivarono quindi ad\u00a0Ancona, dove si asserragliarono insieme con la residua guarnigione austriaca, che era stata presente in citt\u00e0 come forza di occupazione per volont\u00e0 del papa sin dal\u00a01849, ma che in seguito alla\u00a0Seconda guerra d&#8217;indipendenza\u00a0era stata dislocata al Nord. Cominci\u00f2 presto l&#8217;assedio: sul lato di terra c&#8217;erano i generali\u00a0Manfredo Fanti\u00a0ed\u00a0Enrico Cialdini, davanti all&#8217;imboccatura del porto c&#8217;era la flotta condotta dall&#8217;ammiraglio\u00a0Persano.<\/p>\n<p>Ora si giocava il tutto per tutto: in gioco c&#8217;erano ideali opposti e inconciliabili. I volontari filo-papali (francesi, irlandesi, slovacchi, polacchi, e cos\u00ec via) lottavano per sostenere il dominio temporale del papa, ritenuto necessario corollario del potere spirituale; gli austriaci combattevano per impedire all&#8217;Italia di esistere come nazione, i piemontesi volevano riunificare le terre conquistate da\u00a0Garibaldi con quelle annesse in seguito alla\u00a0Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza, altrimenti avrebbero avuto una nazione spezzata in due. Era inoltre necessario, per i Savoia, impedire a Garibaldi di proseguire verso Roma, per evitare pericolose conseguenze internazionali.<\/p>\n<p>Ancona, dopo un&#8217;accanita resistenza austriaca e pontificia, il 28 settembre\u00a01860\u00a0fu presa dal mare con un&#8217;ardita manovra navale che port\u00f2 all&#8217;esplosione della batteria della Lanterna che difendeva il porto, alla quale era agganciata la catena che ne chiudeva l&#8217;imboccatura. Il giorno dopo, 29 settembre, alle ore 14, a\u00a0Villa Favorita, sede del comando italiano, i pontifici firmarono la resa. Il 3 ottobre, alle ore 17, sbarc\u00f2 nel\u00a0porto di Ancona\u00a0il re\u00a0Vittorio Emanuele II\u00a0accolto da una citt\u00e0 in festa, ornata di centinaia di bandiere tricolore. La folla accorsa nelle strade percepiva la storicit\u00e0 del momento, che fu decisivo per la costruzione dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia. In citt\u00e0 il re accolse deputazioni delle varie province delle Marche e dell&#8217;Umbria che chiedevano l&#8217;annessione; rimase in Ancona sette giorni, per poi rimettersi in cammino verso\u00a0Teano, dove\u00a0Garibaldi\u00a0avrebbe lasciato nelle sue mani il Mezzogiorno, appena liberato.<\/p>\n<p>Con valor militare la vittoria di Castelfidardo e la successiva presa di Ancona, 1860 , Vittorio Emanuele II pot\u00e9 includere al suo regno le Marche\u00a0e l&#8217;Umbria: il 4-5 novembre dello stesso anno un\u00a0plebiscito\u00a0segnava,\u00a0in modo pressoch\u00e9 unanime la volont\u00e0 dei marchigiani e degli umbri di voler &#8220;far parte della Monarchia Costituzionale del Re Vittorio Emanuele&#8221;, sancita con Regio Decreto del 17 dicembre.<\/p>\n<p>L&#8217;annessione di queste regioni unendo in una sola entit\u00e0 territoriale le terre che appartenevano al\u00a0Regno delle Due Sicilie\u00a0in seguito alla vittoriosa\u00a0spedizione dei Mille\u00a0e quelle annesse in seguito alla\u00a0Seconda guerra d&#8217;indipendenza\u00a0permise la nascita del\u00a0Regno d&#8217;Italia\u00a0proclamato il 17 marzo\u00a01861.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Fonti varie <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Battaglia_di_Castelfidardo\">Wikipedia<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>9.19<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Medaglia di Bronzo al Valor\u00a0 Militare ,<\/em> \u00a0MBVM<\/strong> , <strong>miniatura<\/strong> per la <strong>CAMPAGNA D&#8217;ANCONA<\/strong> , battaglia di <strong>Castelfidardo <\/strong>del <strong>18 Settembre 1860<\/strong> .\u00a0 Tutte le diciture sono in rilievo. In ottime condizioni, misura circa mm.17 di diametro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":3627,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[274,422,410,401,280,427,425,227,275,426],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41Valor Militare Castelfidardo 1860 - Campagna d&#039;Ancona - Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Medaglia Bronzo al Valor Militare MBVM Castelfidardo 18 Settembre 1860 - Campagna d&#039;Ancona - - PIO IX - Pontifici Zuavi -\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41Valor Militare Castelfidardo 1860 - Campagna d&#039;Ancona - Thefinitive\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Medaglia Bronzo al Valor Militare MBVM Castelfidardo 18 Settembre 1860 - Campagna d&#039;Ancona - - PIO IX - Pontifici Zuavi -\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Thefinitive\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/business.facebook.com\/Thefinitive-111771813534320\/\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-03-20T14:49:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/20190902_125451.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2160\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"2160\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"9 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/\",\"url\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/\",\"name\":\"\u274c\ud83d\ude41Valor Militare Castelfidardo 1860 - Campagna d'Ancona - Thefinitive\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/#website\"},\"datePublished\":\"2019-12-29T19:35:47+00:00\",\"dateModified\":\"2023-03-20T14:49:33+00:00\",\"description\":\"Medaglia Bronzo al Valor Militare MBVM Castelfidardo 18 Settembre 1860 - Campagna d'Ancona - - PIO IX - Pontifici Zuavi -\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"en-US\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/valor-militare-castelfidardo-1860-campagna-dancona\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Shop\",\"item\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/shop-2\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"\u274c\ud83d\ude41Valor Militare Castelfidardo 1860 &#8211; 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