{"id":4224,"date":"2019-12-10T18:37:43","date_gmt":"2019-12-10T18:37:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.thefinitive.com\/?post_type=product&#038;p=4224"},"modified":"2023-03-20T15:49:57","modified_gmt":"2023-03-20T14:49:57","slug":"ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35\/","title":{"rendered":"\u274c\ud83d\ude41Ascari Eritreo Caccia Dominioni disegno ORIGINALE A.O.I. &#8217;35"},"content":{"rendered":"<p>Disegno originale, matite colorate su carta, raffigurante un <b>ASCARI <\/b>del <strong>9&#8242; Battaglione ERITREO<\/strong> , realizzato nel 1935 da <strong>Paolo Caccia Dominioni<\/strong> ( PCD ) , ufficiale del Genio del Regio Esercito, maestro della matita e della penna, prolifico con disegni , testi sulla sua storia di militare, dalla prima guerra mondiale fino ai giorni del colonialismo imperiale ed oltre. Amico di Hugo Pratt, il noto ideatore e disegnatore di Corto Maltese. Il disegno di questo ascari eritreo , fu donato da Caccia Dominioni ad un colonnello del Regio Esercito, suo amico, giornalista di guerra anche in Africa Settentrionale. Con descrizione, data e dedica scritte a matita.\u00a0 Il disegno \u00e8 in buone condizioni, la carta \u00e8 tuttavia ingiallita dal tempo, e presenta alcune mancanze come evidenziato dalla foto, ma con il passepartout in cornice, si ovvia a questi difetti.<\/p>\n<p><strong>MISURE &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.:<\/strong> cm. 25 x 16\u00a0 (il disegno)<\/p>\n<h2>NOTIZIE<\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-6QsW4YylRGo\/Tx8amK9w7FI\/AAAAAAAAANw\/R9QP6XH-2ac\/s1600\/ascari_marina_big.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"346\" height=\"281\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L&#8217;<b>\u00e0scari<\/b>\u00a0(in\u00a0arabo:\u00a0<span class=\"arabo\" dir=\"rtl\" lang=\"ar\">\u0639\u0633\u0643\u0631\u064a<\/span>\u200e,\u00a0<i>\u02bfaskar\u012b<\/i>, &#8220;soldato&#8221;<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>), era un militare eritreo dell&#8217;Africa Orientale Italiana, inquadrato come componente regolare nei Regi Corpi Truppe Coloniali, le forze coloniali italiane in Africa.<\/p>\n<p>Il corpo militare trae origine da un folto gruppo di\u00a0mercenari, l&#8217;<i>Armata Hassan<\/i>\u00a0pi\u00f9 nota col nome\u00a0turco\u00a0di\u00a0<i>Basci Buzuk<\/i> (&#8220;teste matte&#8221;). Questa banda armata era stata fondata in\u00a0Eritrea\u00a0da\u00a0Sangiak Hassan, un avventuriero\u00a0albanese che intendeva mettersi al servizio dei signorotti locali. Nel\u00a01885\u00a0il colonnello\u00a0Tancredi Saletta, capo del primo Corpo di spedizione italiana in Africa Orientale, compr\u00f2 i\u00a0<i>Basci Buzuk<\/i>, armi, mogli e figli compresi. Vennero inquadrati come regolari nel\u00a01887\u00a0dal\u00a0generale\u00a0Antonio Baldissera, alle dipendenze del\u00a0ministero delle Colonie. Gli indigeni componevano la sola bassa forza, i quadri erano italiani. Nel\u00a01889, con la costituzione dei primi 4 battaglioni eritrei, i basci-buzuk furono ribattezzati con l&#8217;appellativo di &#8220;ascari&#8221;.<\/p>\n<p>Gli ascari erano reclutati all&#8217;origine in\u00a0Eritrea\u00a0e\u00a0Arabia\u00a0del sud. Poi vennero reclutati in tutte le colonie africane italiane, tra i somali, gli etiopi e i\u00a0berberi. Per essere arruolati bisognava superare una prova di marcia di circa 60\u00a0km. La loro disciplina era molto rigida, specie se impartita dai propri graduati detti\u00a0<i>Sciumbasci<\/i>\u00a0i quali largheggiavano nell&#8217;uso del &#8220;curbasc&#8221;, uno scudiscio in pelle d&#8217;ippopotamo\u00a0usato per le punizioni corporali. Pur essendo truppe regolari, per tradizione potevano portare le loro famiglie al seguito, che convivevano con le truppe negli accampamenti.<\/p>\n<p>Erano organizzati &#8220;battaglioni indigeni&#8221;, inizialmente su quattro compagnie; ogni compagnia era divisa in due mezze-compagnie (ognuna agli ordini di uno sciumbasci; la mezza compagnia poteva avere da uno a quattro buluc (agli ordini di un bulucbasci). Quando venne ufficialmente costituita, nel 1908, la colonia della Somalia italiana con il proprio RCTC, per distinguere i &#8220;battaglioni indigeni&#8221; dei due corpi, essi assumevano rispettivamente la denominazione di &#8220;Battaglione indigeni eritrei&#8221; (o &#8220;Battaglione eritreo&#8221;) e di &#8220;Battaglione arabo-somalo&#8221;. Quando infine, dopo la conquista dell&#8217;Etiopia, venne proclamato l&#8217;Impero, tutti i battaglioni assunsero la denominazione di &#8220;Battaglione coloniale&#8221;. In Libia a partire dal 1937, anno dell&#8217;annessione della colonia al territorio metropolitano italiano e della relativa estensione della cittadinanza a tutti i libici, la denominazione usata per i reparti di fanteria divent\u00f2 &#8220;Battaglione fanteria libico&#8221;. Dapprima\u00a0fanteria leggera, dal\u00a01922\u00a0ebbero unit\u00e0 con\u00a0autoblindo\u00a0e reparti\u00a0cammellati, i\u00a0<i>meharisti<\/i>. Anche in\u00a0Libia\u00a0furono costituiti reparti di ascari che per\u00f2, durante la repressione della\u00a0rivolta senussita\u00a0(1923-1931), furono sciolti a causa dei frequenti episodi di ribellione.<\/p>\n<p>Il soldo degli ascari all&#8217;epoca della\u00a0Battaglia di Adua\u00a0(1896) era pari ad una\u00a0lira\u00a0e mezza al giorno. L&#8217;Eritrea forn\u00ec il pi\u00f9 elevato numero di ascari, che finirono col diventare il maggiore &#8220;prodotto&#8221; della colonia: nel\u00a01935\u00a0era impegnato militarmente il 40% della popolazione maschile maggiorenne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1936\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2-300x233.jpg\" alt=\"ascari pai africa fascista\" width=\"300\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2-300x233.jpg 300w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2-64x50.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2-768x598.jpg 768w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2-1024x797.jpg 1024w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/PCD_Ascari_K_7_1935-1936_Campagna_dEtiopia_litografia_2-2.jpg 1087w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> Ascari , eritreo, disegno di Caccia Dominioni<\/p>\n<h2><span id=\"Uniformi\" class=\"mw-headline\">Uniformi<\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;uniforme degli ascari eritrei, dalla fondazione agli anni venti, era composta dal tarbush in feltro con fiocco e fregio a seconda della specialit\u00e0 e ripetizione dei gradi; da un camicione bianco lungo fino al ginocchio; da un giubbetto a mezzavita in tela; pantaloni (&#8220;senafil\u00f2&#8221;) stretti, al ginocchio; gambali in tela grezza chiusi lateralmente da 9 bottoncini; fascia distintiva (&#8220;etag\u00e0&#8221;) di lana colorata, lunga 2,5 metri e larga 40 cm. Il colore della fascia, ripreso anche sul fiocco del tarbusc, identificava i reparti: era rossa nel I Battaglione, azzurra nel II, cremisi nel III, nera nel IV, scozzese per il V, verde per il VI, bianco per il VII e giallo per l&#8217;VIII Battaglione. Con l&#8217;aumento dei reparti aumentarono le combinazioni di colori, a strisce verticali, orizzontali e, per gli squadroni cavalleria indigeni, scozzesi; per questi ultimi la fascia decorava anche il tarbusc, insieme ad una penna di falco. Gli stessi colori erano ripresi sulla filettatura delle controspalline degli ufficiali nazionali che guidavano i reparti. I gradi degli ascari , anche della PAI , assegnati dal ministero della guerra e dell&#8217;Africa fascista, erano :<\/p>\n<table class=\"noprint wikitable\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" colspan=\"2\"><strong>Gradi delle truppe coloniali<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<th valign=\"bottom\" width=\"150px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/b\/b2\/Flag_of_Italy_%281860%29.svg\/17px-Flag_of_Italy_%281860%29.svg.png\" alt=\"Flag of Italy (1860).svg\" width=\"17\" height=\"17\" data-file-width=\"1214\" data-file-height=\"1214\" \/><br \/>\nRegi corpi truppe coloniali<\/th>\n<th valign=\"bottom\" width=\"150px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/b\/b2\/Flag_of_Italy_%281860%29.svg\/17px-Flag_of_Italy_%281860%29.svg.png\" alt=\"Flag of Italy (1860).svg\" width=\"17\" height=\"17\" data-file-width=\"1214\" data-file-height=\"1214\" \/><br \/>\nRegio Esercito<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" colspan=\"2\" height=\"10px\"><strong>Sottufficiali<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Sciumbasci capo<\/td>\n<td>Maresciallo aiutante<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Sciumbasci<\/td>\n<td>Maresciallo ordinario<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td style=\"text-align: center;\" colspan=\"2\" height=\"10px\"><strong>Truppa<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Bulucbasci capo<\/td>\n<td>Sergente maggiore<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Bulucbasci<\/td>\n<td>Sergente<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Muntaz<\/td>\n<td>Caporale<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>Uachil<\/td>\n<td>Nessun corrispondente<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><a class=\"mw-selflink selflink\">\u00c0scari<\/a><\/td>\n<td>Soldato<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dagli\u00a0anni venti\u00a0l&#8217;uniforme sub\u00ec un&#8217;evoluzione simile a quella coloniale di nazionali, in tela bianca o cachi, fermo restando il sistema delle fasce distintive. Le\u00a0fasce mollettiere\u00a0o i gambali erano spesso indossati sui piedi nudi: infatti, nel rispetto della tradizione, le calzature erano facoltative. Quando presenti potevano essere costituite sia da sandali che da scarponi o stivali d&#8217;ordinanza.<\/p>\n<p>Mentre per gli ascari dell&#8217;Africa Orientale (Eritrea, Somalia ed AOI) il copricapo d&#8217;ordinanza era il tarbusc o, per i battaglioni musulmani (invece che copti), il turbante con una fascetta del colore di battaglione, gli ascari libici indossavano il fez (o meglio &#8220;tachia&#8221;) di feltro rosso granata con fiocco azzurro e &#8220;sotto-tachia&#8221; bianca. I\u00a0gradi ed i distintivi\u00a0erano portati su un triangolo di panno nero sulla spalla e sul tarbusc (tarbush). Solo il personale nazionale indossava le\u00a0stellette, in quanto segno distintivo della condizione militare del cittadino italiano. Dal\u00a01939, poich\u00e9 la\u00a0colonia libica\u00a0era diventata a tutti gli effetti territorio nazionale (come\u00a0provincia di Tripoli\u00a0e\u00a0di Bengasi) gli ascari libici si fregiarono anch&#8217;essi delle\u00a0stellette.<\/p>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\"><\/div>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><span id=\"Polizia_dell'Africa_Italiana\" class=\"mw-headline\">Polizia dell&#8217;Africa Italiana<\/span><\/h3>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div class=\"magnify\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/0\/05\/Lancieri_guardia_vicereale_PAI.jpg\/310px-Lancieri_guardia_vicereale_PAI.jpg\" \/><\/div>\n<p>Ascari PAI &#8211; Polizia dell&#8217;AOI Africa Orientale Italiana, ventennio fascista<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Polizia dell&#8217;Africa Italiana , PAI, fu costituita nel 1937 come forza di polizia coloniale per il nuovo Impero italiano, con un Ispettorato generale a Tripoli ed uno ad Addis Abeba. Il personale, sia in Libia che in Africa Orientale Italiana, era arruolato sia tra i nazionali che tra gli indigeni, che si batterono coraggiosamente durante la seconda guerra mondiale. L&#8217;equipaggiamento era costituito dal moschetto Carcano Mod. 91, dalla pistola semiautomatica Beretta Mod. 34 e dal billao PAI. L&#8217;uniforme degli ascari di Polizia, estiva bianca ed invernale cachi, si distingueva per la fascia distintivo ed il fiocco di tachia e tarbusc blu Savoia; per il colletto dell&#8217;uniforme dello stesso colore, sul quale, in luogo dei fascetti littori del personale nazionale, gli ascari della PAI operativa nell&#8217;Africa fascista, portavano ricamati dei nodi savoia dorati; anche il triangolo di supporto ai gradi era blu Savoia e portava anche lo scudetto di specialit\u00e0 (Squadrone Vicereale, Bande di Polizia, Polizia Portuaria, Stradale, Corpo Musicale); sulla tachia libica e sul tarbusc dell&#8217;AOI portavano la coccarda tricolore con il fregio della PAI (aquila coronata con scudo savoia sul petto e nodo savoia tra gli artigli) e, per i reparti a cavallo, la penna di falco. Lo stesso fregio era riportato su panno azzurro sul turbante dei reparti somali cammellati. L&#8217;uniforme dei &#8220;Lancieri Azzurri&#8221; dello Squadrone Vicereale era caratterizzata da tarbusc blu savoia con penna nera, fasciato da un turbante di seta blu anch&#8217;essa. Blu anche le manopole e la farmula.<\/p>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<p><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Ascari_libici_polizia_africa_italiana_PAI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"thumbimage alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/c\/ca\/Ascari_libici_polizia_africa_italiana_PAI.jpg\/220px-Ascari_libici_polizia_africa_italiana_PAI.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"165\" data-file-width=\"777\" data-file-height=\"583\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"thumbcaption\" style=\"text-align: left;\">\n<div class=\"magnify\"><\/div>\n<p>Ascari libici della PAI<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo\u00a0<b>sciumbasci<\/b>\u00a0(o scium-basci o sciumbasc\u00ec) (dal tigrino &#8220;investito del potere&#8221;) era un\u00a0grado militare\u00a0delle\u00a0Truppe coloniali italiane, equivalente al grado di\u00a0maresciallo\u00a0del\u00a0Regio Esercito.\u00a0 Era il pi\u00f9 alto grado\u00a0raggiungibile dagli ascari eritrei, libici, somali e abissini del Regio Esercito ed era posto sotto il\u00a0tenente\u00a0(grado precluso alle truppe coloniali) e sopra il\u00a0bulucbasci.<\/p>\n<p>Nel\u00a01936<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0venne anche creato il grado di sciumbasci capo, equivalente a\u00a0luogotenente\u00a0o\u00a0aiutante. Nel\u00a0Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia\u00a0e tra gli\u00a0Zapti\u00e9\u00a0libici\u00a0lo sciumbasci capo era anche chiamato\u00a0<b>jusbasci<\/b>.<\/p>\n<p>Lo sciumbasci veniva assegnato ad ogni mezza-compagnia coloniale o buluc ed era addestrato per poterla comandare come fosse un ufficiale, in caso di necessit\u00e0. Inoltre requisito essenziale per essere ammesso al grado di sciumbasci era la conoscenza della lingua italiana. Presiedeva alle funzioni di\u00a0fureria\u00a0del suo reparto, ossia alle distribuzioni, ai prelevamenti, ai turni, ai servizi, inoltre aveva incarico di occuparsi dell&#8217;istruzione delle reclute, dell&#8217;igiene, della pulizia e dell&#8217;ordine della truppa. Svolgeva anche la mansione d&#8217;interprete fra gli ufficiali italiani e la truppa coloniale, qualora questa non parlasse la lingua, ed era considerato il primo cooperatore degli ufficiali.<sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p>In quanto sottufficiale, lo sciumbasci poteva essere armato anche di pistola e di sciabola, oltre che dell&#8217;armamento d&#8217;ordinanza. Al contrario, lo sciumbasci non usava la baionetta sul proprio fucile d&#8217;ordinanza. Inoltre lo sciumbasci poteva portare i gambali in pelle o le fasce mollettiere, riservate alla truppa, anche se sovente sia gli uni che le altre erano indossate sui piedi scalzi, secondo l&#8217;uso coloniale. L&#8217;uso degli stivaletti di cuoio era infatti facoltativo. Allo sciumbasci era consentito indossare anche fuori servizio una mantellina nera (di propria propriet\u00e0).<\/p>\n<p>Lo sciumbasci portava come simbolo d&#8217;autorit\u00e0 il curbasc, un frustino di pelle d&#8217;ippopotamo, col quale applicava anche le sanzioni amministrative fisiche alla truppa.<\/p>\n<h2><span id=\"Distintivo_e_contrassegni_d.27anzianit.C3.A0\"><\/span><span id=\"Distintivo_e_contrassegni_d'anzianit\u00e0\" class=\"mw-headline\">Distintivo e contrassegni d&#8217;anzianit\u00e0<\/span><\/h2>\n<div class=\"thumb tright\">\n<div><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/3\/3b\/Ascariedubatdacesena002zo7.jpg\/310px-Ascariedubatdacesena002zo7.jpg\" alt=\"Risultati immagini per polizia africa italiana gradi truppe coloniali uno sciumbasci capo in primo piano\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div class=\"thumbinner\" style=\"text-align: left;\">Truppe coloniali italiane: in primo piano uno sciumbasci capo di un reparto fucilieri. Le stellette sul suo grado indicano l&#8217;anzianit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><\/div>\n<div class=\"thumbinner\">\n<div class=\"thumbcaption\">\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"magnify\">Il distintivo di grado dello sciumbasci consisteva da tre galloni di tessuto di lana rossa, fatti ad angolo, uno sotto l&#8217;altro, con la punta rivolta verso la spalla, soppannati di panno nero a triangolo; per lo sciumbasci capo si aggiungeva superiormente un quarto gallone giallo. Inoltre lo sciumbasci porta sul tarbush\u00a0tre stellette disposte a triangolo equilatero, con la base parallela all&#8217;orlo inferiore del tarbush.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Lo sciumbasci degli\u00a0zapti\u00e9\u00a0in grande uniforme indossava penne di struzzo bianche sul copricapo.<\/p>\n<ul class=\"gallery mw-gallery-traditional\">\n<li>\n<div><\/div>\n<div class=\"thumb\">\n<div><a class=\"image\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Sciumbasci.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/it\/thumb\/2\/28\/Sciumbasci.png\/85px-Sciumbasci.png\" alt=\"\" width=\"85\" height=\"120\" data-file-width=\"527\" data-file-height=\"744\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"gallerytext\">\n<p style=\"text-align: left;\">Fascia da braccio per il grado delle truppe coloniali italiane di Sciumbasci<\/p>\n<p>Sul distintivo erano posti anche i contrassegni di anzianit\u00e0 &#8211; secondo la tabella qui di seguito &#8211; e di merito (la corona dei Savoia) come distintivo di promozione per merito di guerra, nonch\u00e9 il fregio di specialit\u00e0 (mitragliere, mitragliere scelto, musicante, trombettiere, tamburino, sellaio, maniscalco, bracciale internazionale) e il distintivo di ferita in guerra.<\/p>\n<table class=\"wikitable\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>1 stelletta di panno rosso<\/td>\n<td>2 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2 stellette di panno rosso<\/td>\n<td>6 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3 stellette di panno rosso<\/td>\n<td>10 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1 stelletta di tessuto argento<\/td>\n<td>12 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2 stellette di tessuto argento<\/td>\n<td>14 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3 stellette di tessuto argento<\/td>\n<td>15 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1 stelletta di tessuto oro<\/td>\n<td>20 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2 stellette di tessuto oro<\/td>\n<td>24 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3 stellette di tessuto oro<\/td>\n<td>28 anni di anzianit\u00e0<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.combattentiereduci.it\/public\/users\/Barbara\/notiziario\/2017_gennaio\/paolocacciadominioni1.jpg\" alt=\"Risultati immagini per paolo caccia dominioni\" width=\"315\" height=\"438\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><b>Paolo Caccia Dominioni<\/b>\u00a0(Nerviano,\u00a014 maggio\u00a01896\u00a0\u2013\u00a0Roma,\u00a012 agosto 1992) \u00e8 stato un militare, scrittore, ingegnere\u00a0e\u00a0disegnatore\u00a0italiano. Di nobile famiglia lombarda, visse la sua adolescenza al seguito del padre diplomatico in\u00a0Francia, in\u00a0Austria-Ungheria, in\u00a0Tunisia\u00a0ed in\u00a0Egitto; tornato in Italia nel\u00a01913, si iscrisse al Regio Istituto Tecnico Superiore (futuro\u00a0Politecnico di Milano) frequentando il primo anno della facolt\u00e0 di\u00a0Ingegneria.<\/p>\n<h3><span id=\"Nella_prima_guerra_mondiale\" class=\"mw-headline\">Nella prima guerra mondiale<\/span><\/h3>\n<p>Trasferitosi a Palermo, allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruol\u00f2 immediatamente volontario nel Regio Esercito. Dopo un primo periodo, come soldato semplice in forza al 10\u00ba bersaglieri nella sede di Palermo, frequent\u00f2 il corso ufficiali a\u00a0Torino\u00a0dal novembre\u00a01915\u00a0al marzo\u00a01916. Venne quindi assegnato al\u00a0Genio Pontieri, dove, divenuto\u00a0tenente, nel maggio del\u00a01917\u00a0si guadagn\u00f2 una medaglia di bronzo al valore militare, per il\u00a0forzamento dell&#8217;Isonzo\u00a0nei pressi di\u00a0Canale d&#8217;Isonzo\u00a0durante il quale riport\u00f2 una ferita non grave.<\/p>\n<p>Dietro sua richiesta venne trasferito ad una sezione lanciafiamme, di cui disegn\u00f2 lo stemma di specialit\u00e0, operante in prima linea sul Carso nell&#8217;agosto 1917, dove riport\u00f2 una seconda ferita alla mano. Dopo la\u00a0ritirata di Caporetto\u00a0dell&#8217;ottobre-novembre 1917, Caccia Dominioni fu trasferito in seconda linea nella valle del\u00a0Brenta\u00a0dove fu raggiunto dalla notizia della morte in combattimento del fratello Francesco Nicol\u00f2 detto\u00a0<i>Cino<\/i>, sottotenente del 5\u00ba alpini, il 29 gennaio\u00a01918.<\/p>\n<p>Trasferito in\u00a0Libia\u00a0a motivo del lutto nell&#8217;aprile 1918, venne adibito a servizi di guarnigione nei dintorni di\u00a0Tripoli, dove lo sorprese l&#8217;annuncio della Vittoria (4 novembre 1918). Ammalatosi di\u00a0influenza spagnola, ebbe il rimpatrio nel maggio\u00a01919\u00a0e fu congedato l&#8217;anno seguente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1939\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e-204x300.jpg 204w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e-64x94.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e-768x1130.jpg 768w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e-696x1024.jpg 696w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/df02147da4b5706adbde49151ab4488e.jpg 790w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/p>\n<h3><span id=\"Tra_le_due_guerre\" class=\"mw-headline\">Tra le due guerre<\/span><\/h3>\n<p>Terminati gli studi, dopo un iniziale avvicinamento al\u00a0Fascismo, se ne distacc\u00f2 trasferendosi in\u00a0Egitto\u00a0nel\u00a01924, dove avvi\u00f2 la propria attivit\u00e0 professionale aprendo uno studio al\u00a0Cairo, progettando importanti edifici in tutto il\u00a0Medio Oriente. Richiamato una prima volta nel\u00a01931, prese parte ad una spedizione (di carattere esplorativo, fino a\u00a0Tummo) operante nell&#8217;estremo sud del deserto libico, il che gli valse il grado di\u00a0capitano. Insieme ad altri europei che vivevano in Egitto, nel 1933 organizz\u00f2 un raid di circa settecentoottanta kilometri verso l&#8217;oasi di\u00a0Siwa. Partiti il 14 maggio, &#8220;dodici amici, in questo maggio gi\u00e0 torrido, su quattro Ford attrezzate per la sabbia&#8221; con l&#8217;obbiettivo di &#8220;compiere il viaggio in cinquanta ore, comprese le soste di riposo&#8221;, i sette uomini e cinque donne passeranno per i luoghi dove nel 1942 arriver\u00e0 la seconda guerra mondiale:\u00a0Marsa Matruh, el Daba,\u00a0Fuka\u00a0ed\u00a0El Alamein. Tra questi, altri futuri protagonisti della guerra che militarono sui fronti opposti, come Debeney e\u00a0Vladimir Peniakoff, che militer\u00e0 nelle file del\u00a0Long Range Desert Group\u00a0britannico e fonder\u00e0 una sua unit\u00e0 speciale nota come\u00a0Popski&#8217;s Private Army\u00a0incrociando la strada di Dominioni durante una incursione a Derna il 6 agosto 1942.<\/p>\n<p>Richiamato ancora in servizio per la\u00a0guerra d&#8217;Etiopia\u00a0nel\u00a01935, venne dapprima impiegato in una missione di\u00a0<i>intelligence<\/i>\u00a0in\u00a0Sudan, poi in una pattuglia esplorante aggregata alla\u00a0<i>Colonna\u00a0Starace<\/i>\u00a0nella\u00a0marcia su Gondar, partecipazione che gli frutt\u00f2 la Croce di Guerra al Valor militare.<\/p>\n<h3><span id=\"Nella_seconda_guerra_mondiale\" class=\"mw-headline\">Nella seconda guerra mondiale<\/span><\/h3>\n<p>Agli inizi del\u00a01940, mentre stava dirigendo i lavori per la costruzione dell&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia ad Ankara, venne richiamato in servizio per la quarta volta e assegnato per quattro mesi allo Stato Maggiore di\u00a0Umberto II\u00a0attestato alla frontiera francese. Gli venne infine consentito di terminare i lavori in Turchia fino all&#8217;agosto di quell&#8217;anno finch\u00e9 il richiamo definitivo alle armi avvenne nel gennaio\u00a01941; destinazione d&#8217;impiego il\u00a0Servizio Informazioni Militare. Insoddisfatto di questa collocazione di retrovia, ottenne di essere assegnato alla neocostituita specialit\u00e0 del\u00a0Genio guastatori alpino; destinato in un primo momento in\u00a0Russia, nel luglio\u00a01942\u00a0gli fu affidato il comando del 31\u00ba\u00a0Battaglione\u00a0<i>Guastatori d&#8217;Africa<\/i>\u00a0del Genio, impiegato durante tutta la\u00a0campagna del Nord Africa.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;offensiva della prima battaglia di El Alamein, alla quale partecip\u00f2 con una compagnia esplorante dei suoi guastatori aggregata al XX Corpo d&#8217;Armata, Caccia Dominioni venne decorato dal generale Erwin Rommel con la Croce di Ferro di 2\u00aa classe tedesca, seguita da un encomio solenne. A causa della distruzione del reparto gemello del 31\u00ba, il 32\u00ba Battaglione\u00a0<i>Guastatori d&#8217;Africa<\/i>, i sedici superstiti vennero aggregati al 31\u00ba come ottava compagnia e ne seguiranno le vicende agli ordini di Dominioni.<\/p>\n<p>Partecip\u00f2 poi anche alla\u00a0seconda battaglia di El Alamein\u00a0nel novembre 1942, con il suo 31\u00b0 che era stato assegnato di rinforzo alla\u00a0185\u00aa Divisione paracadutisti &#8220;Folgore&#8221;\u00a0nello schieramento del XXI Corpo d&#8217;Armata, riuscendo a sfuggire all&#8217;accerchiamento; nello sganciamento il battaglione era stato reso parte di un reggimento di formazione insieme al 24\u00ba battaglione artieri e alla 15^ compagnia artieri d&#8217;arresto, con Dominioni comandante per anzianit\u00e0 di grado; iniziata la ritirata il 3 novembre con ordine di deviare verso l&#8217;interno per non ostacolare i movimenti sulla litoranea, Dominioni si organizza su un suo itinerario<sup id=\"cite_ref-4\" class=\"reference\"><\/sup>;dopo aver perso contatto con gli altri reparti il 31\u00b0 alle 14 del 5 novembre si trova a Khor el Bayat di fronte un blocco britannico formato da tre carri armati e da dietro un gruppo di quattordici autoblinde; gettandosi in una depressione a sud con quelli che credeva tutti i suoi autocarri, riuscir\u00e0 a forzare il blocco con met\u00e0 del battaglione ed altri sei veicoli che si erano accodati; raggiunta la litoranea, riporta i suoi duecentocinquanta uomini verso Marsa Matruh per contribuire ad una azione di blocco contro l&#8217;Ottava Armata.<sup id=\"cite_ref-5\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0Il suo battaglione fu l&#8217;unico reparto organico superstite del X\u00a0Corpo d&#8217;armata\u00a0italiano; per tale risultato il\u00a0maggiore\u00a0Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo venne decorato della\u00a0Medaglia d&#8217;argento al valor militare. Nel suo libro &#8220;Alamein 1933-1962&#8221; si trova una ricostruzione molto completa della battaglia, ed in effetti anche del periodo antecedente dalla conquista di Tobruk fino all&#8217;arrivo delle truppe italo-tedesche in territorio egiziano. Questa ricostruzione si basa su mappe originali di\u00a0Rommel, su diari di vari militari impegnati sui due lati del fronte e su incontri avvenuti tra l&#8217;autore ed altri partecipanti. Dopo un periodo di convalescenza, nel maggio\u00a01943\u00a0si fece promotore della ricostituzione del Battaglione Genio guastatori alpini ad\u00a0Asiago, e ne assunse il comando fino all&#8217;8 settembre 1943. Sfuggito alla cattura tedesca, si diede alla macchia entrando nel gennaio\u00a01944\u00a0a far parte della 106\u00aa\u00a0brigata partigiana Garibaldi.<\/p>\n<p>Nella\u00a0Resistenza, dopo varie vicissitudini, arriv\u00f2 alla carica di\u00a0Capo di Stato Maggiore\u00a0del Corpo lombardo Volontari della Libert\u00e0 nell&#8217;aprile\u00a01945. Per la partecipazione alla lotta partigiana ebbe la\u00a0Medaglia di Bronzo al Valor Militare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1937\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3-212x300.jpg 212w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3-64x91.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3-768x1086.jpg 768w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3-724x1024.jpg 724w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/bf17f389ddc70d7f0169ce4e22723df3.jpg 821w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/>\u00a0 \u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1938\" src=\"https:\/\/www.thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/caccia4-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/caccia4-300x206.jpg 300w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/caccia4-64x44.jpg 64w, https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/caccia4.jpg 397w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0 disegni di P.C. Dominioni<\/p>\n<h3><span id=\"Nel_dopoguerra\" class=\"mw-headline\">Nel dopoguerra<\/span><\/h3>\n<p>Dopo la fine della guerra riprese la sua attivit\u00e0 nello studio di ingegneria del Cairo, e nel\u00a01948\u00a0venne incaricato dal governo italiano di redigere una relazione sullo stato del cimitero di guerra italiano di\u00a0<i>Quota 33<\/i> ad\u00a0El Alamein, a cui segu\u00ec presto l&#8217;incarico di risistemazione. Ebbe inizio cos\u00ec una missione di recupero che dur\u00f2 circa quattordici anni, spesi in gran parte nel deserto, alla ricerca delle salme dei caduti di ogni nazione, culminante con la costruzione del\u00a0sacrario italiano\u00a0da lui progettato.<\/p>\n<p>Conosciuta nel\u00a01953\u00a0la moglie\u00a0<i>Elena Sciolette<\/i>, Paolo Caccia Dominioni torn\u00f2 in Italia nel 1958, lasciando le redini della missione a Renato Chiodini pur continuando la supervisione del sacrario di Quota 33 con frequenti visite in Egitto. Dal\u00a01962\u00a0in poi, anche in seguito alla pubblicazione del libro\u00a0<i>Alamein 1933-1962<\/i>\u00a0che vinse il\u00a0Premio Bancarella, Paolo Caccia Dominioni svolse un&#8217;intensa attivit\u00e0 progettistica di sacrari e cappelle commemorative dei caduti italiani della\u00a0Seconda guerra mondiale, unita ad una fertile attivit\u00e0 letteraria e illustrativa attorno alle proprie vaste esperienze belliche, che gli frutt\u00f2 diversi premi e riconoscimenti (tra i quali il San Valentino d&#8217;oro della Citt\u00e0 di\u00a0Terni).<\/p>\n<p>\u00c8 da segnalare che Paolo Caccia Dominioni, che parlava correntemente tedesco, francese, inglese, arabo, continu\u00f2 la sua attivit\u00e0 di progettista e scrittore anche in tarda et\u00e0 fino alla morte, sopraggiunta all&#8217;ospedale militare del Celio\u00a0all&#8217;et\u00e0 di 96 anni nel\u00a01992.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti Wikipedia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>9.19<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Disegno originale, matita su carta, raffigurante un <b>ASCARI <\/b>del <strong>9&#8242; Battaglione ERITREO<\/strong> , realizzato da <strong>Paolo Caccia Dominioni<\/strong> ( PCD ) , In buone condizioni, la carta \u00e8 tuttavia ingiallita dal tempo, e presenta alcune mancanze come evidenziato dalla foto, ma con il passepartout in cornice, si ovvia a questi difetti. Misura circa cm. 25 x 16<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>(Scorri la pagina in basso per ulteriori dettagli e informazioni)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"featured_media":3839,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"product_cat":[586],"product_tag":[164,196,163,172,171,174,155,165,160,157,169,170,156,173],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.9.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u274c\ud83d\ude41Ascari Eritreo Caccia Dominioni disegno ORIGINALE A.O.I. &#039;35 - Thefinitive<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Disegno Ascari del 9&#039; Battaglione ERITREO, AOI, ventennio fascista, originale di Paolo Caccia Dominioni PCD - Original drawning\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u274c\ud83d\ude41Ascari Eritreo Caccia Dominioni disegno ORIGINALE A.O.I. &#039;35 - Thefinitive\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Disegno Ascari del 9&#039; Battaglione ERITREO, AOI, ventennio fascista, originale di Paolo Caccia Dominioni PCD - Original drawning\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Thefinitive\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/business.facebook.com\/Thefinitive-111771813534320\/\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-03-20T14:49:57+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/thefinitive.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/20190917_140708.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2160\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"2160\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Est. reading time\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"15 minutes\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35\/\",\"url\":\"https:\/\/thefinitive.com\/en\/prodotto\/ascari-eritreo-caccia-dominioni-disegno-originale-a-o-i-35\/\",\"name\":\"\u274c\ud83d\ude41Ascari Eritreo Caccia Dominioni disegno ORIGINALE A.O.I. 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